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LA FOTO

I RITI
PASQUALI DEL PASSATO
Mentre stiamo per archiviare anche questa Pasqua 2026, voglio
fare omaggio agli amici visitatori de l'Isola Amena di questo
collage realizzato con vecchie foto di alcune manifestazioni di
un passato più o meno lontano quando la pietas caccurese
riproponeva periodicamente alcuni riti pasquali.
In passato i riti della Pasqua avevano inizio con la
Quindicina, una lunga orazione, di cui gran parte in dialetto
caccurese del XIX° secolo, che le donne recitavano, nella
cappelletta della Congregazione del Santissimo Rosario, nei
quindici giorni che precedevano la Pasqua. Al rito non potevano
partecipare né sacerdoti, né altri uomini ai quali venne
sempre stato severamente negato l'assenso. Seguiva poi la
rievocazione dell'ultima cena (in dialetto l'Apostuli) il
Giovedì Santo nella chiesa parrocchiale di Santa Maria
delle Grazie nel corso della quale il parroco eseguiva la
"lavanda dei piedi" di alcuni figuranti che
simboleggiavano i discepoli di Cristo i quali venivano poi
ricompensatati col "muccellatu" (pane azzimo
buccellato). A volte, con cadenza periodica di 5 - 7 anni,
veniva messa in scena la grandiosa rappresentazione teatrale
della Passione di Cristo, un dramma popolare conosciuto col nome
de I Giudei su testo settecentesco. Seguiva poi la
processione del Venerdì Santo (prima del Concilio ecumenico
vaticano II il giovedì) con le statue del Cristo morto adagiato
nella pregevole bara del maestro Peppino Sgro (fratello del
priore della Congregazione del Rosario Francesco e zio del
generale Vincenzo) e della Madonna addolorata. Il sabato poi era
la volta dei riti della Resurrezione che avevano inizio con la
benedizione del fuoco e si concludevano con la messa di
mezzanotte nel corso della quale il celebrante dava l'annuncio
della Resurrezione del Cristo e "sparavano 'e campane"
ciò le campane che erano rimaste mute dopo la morte di Cristo
ritornavano a scampanare festosamente.
Le feste pasquali si concludevano, infine, il
lunedì dell'Angelo con la processione della statua di San
Vincenzo Ferreri per ricordare l'incontro dell'angelo con le pie
donne al Sepolcro quando comunica loro l'avvenuta
resurrezione del Cristo. La foto in bianco e nero ci
mostra appunto una processione di San Vincenzo nei primi anni
60. A quei tempi erano molte le processioni per le strade del
nostro paese per onorare quasi tutti i santi le cui statue erano
custodite nella Chiesa di Santa Maria del Soccorso e in quella
di Santa Maria delle Grazie: l'Immacolata, San Giuseppe, San
Francesco, San Vincenzo, Sant'Antonio, il SS Crocefisso. Per
ogni santo c'era un procuratore, ovvero un laico devoto che
organizzava la festa e la processione. Quello di San Vincenzo,
se non ricordo male, era il signor Vincenzo Perri.
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