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LA FOTO

LA STORIA LETTA DAL MUROROTTO
Il Murorotto è un balcone naturale posto sul margine orientale
del centro storico di Caccuri, Da qui lo sguardo non incontra
ostacoli: scivola lungo la media valle del Neto, attraversa il
Marchesato di Crotone e si distende fino alla linea
luminosa dello Ionio.
E' un punto che sintetizza mille anni di storia
insediativa: il borgo fortificato alle spalle, le terre
coltivate sotto, il mare come orizzonte economico e culturale.
La media valle del Neto è un corridoio naturale e
storico. Nel tratto visibile nella foto è una valle a ventaglio
dove le colline si aprono progressivamente verso al pianura.
Questa confermazione ha favorito insediamenti sparsi,
agricoltura a terrazzi e vie di transito che collegavano
l'entroterra silano con il mare.
Da via Murorotto si percepiscono ancora la
maglia storica con campi lunghi e stretti, le masserie
fortificate presenti nel territorio, la pianura bonificata
tra Ottocento e Novecento e la logica di un paesaggio
"di controllo" dove chi dominava Caccuri dominava
anche le vie verso il mare.
Questa posizione strategica spiega perché Caccuri fosse
considerata un nodo strategico già in epoca medioevale.
Da Caccuri si percepiscono tre livelli storici: la fascia
collinare del Neto, la zona più antica del popolamento rurale
nella quale si sviluppò la rete economica che alimentava i
centri fortificati dell'interno, la piana del Marchesato un
tempo paludosa e malsana poi bonificata tra l'Ottocento e il
Novecento che in età feudale era il cuore produttivo costituito
da colture di grano, pascoli, transumanza, saline e porti
fluviali;la costa ionica, linea di scambi, approdi, incursioni
corsare, commerci. Il mare era il vero sbocco del Marchesato: da
qui partivano cereali, olio, legname, pece; qui arrivavano
merci, uomini, idee, cultura.
Il Marchesato fu per secoli uno dei territori più
contesi del Regno di Napoli. Da Caccuri si osserva un paesaggio
che fu domìnato da i Ruffo, signori di Crotone, dai PIgnatelli,
protagonisti dell'età moderna, dagli ordini religiosi (Basiliani,
Benedettini, Francescani) e dalla Corona che più volte tentò
di sottrarre il controllo ai feudatari. Il paesaggio che
si vede dallalla foto è il risultato di quetsa lunga
dialettica: campi, confini, masserie, vie di crinale..,. tutto
parla di potere e di gestione del territorio. Dalla terrazza del
Murorotto si intuisce la logica delle vie antiche:
la via di fondovalle che seguiva il Neto verso Crotone;
i percorsi di mezzacosta che collegavano i casali rurali;
le vie di crinale che univano Caccuri a Santa Severina, San
Mauro e Belvedere;
La via silana che saliva verso il grande Altopiano.
Queste non erano semplici strade: erano arterie economiche lungo
le quali si muovevano greggi,m mercanti, milizie, pellegrini,
funzionari feudali perché il Marchesato non era un territorio
isolato, ma "attraversato". Il mosaico di campi che si
vede dalla foto è un vero archivio a cielo aperto. Ogni
linea del terreno racconta una storia di lavoro, proprietà,
conflitti, eredità.
La sottile linea dello Ionio, visibile nelle giornate
limpide, è più che un elemento estetico: è il motore storico
del Marchesato.
Dal mare arrivavano i Bizantini, i Normanni, gli Aragonesi, i
Turchi con le loro incursioni del XVI secolo e dal mare
partivano il grano del Marchesato, l'olio delle colline, il
legname della Sila. Il Marchesato era un territorio proiettato
verso il Mediterraneo e Caccuri era una dlle porte
interne.
Guardare il Marchesato da Caccuri significa leggere un
territorio gerarchico, dal castello alla pianura;
un sistema economico integrato (montagna, collina,
mare);
un paesaggio feudale ancora riconoscibile;
una rete di vie storiche che spiegano la centralità del borgo;
una lunga storia di poteri e dominazioni;
un rapporto costante con il Mediterraneo.
E' un paesaggio che non si limita a essere bello: è un
documento storico stratificato e leggibile a occhio nudo perché
Caccuri era un nodo viario medioevale posto su o sperone
roccioso tra la Sila e lo Ionio, controllava il punto di
convergenza di tre sistemi di mobilità medioevale:
le vis silane (transumanza, legname, carbone, monaci;
le vie del Neto (commercio, grano, collegamenti con Crotone);
le vie di crinale (comunicazioni interne tra castelli e casali)
La via dl Neto era la oiùantica e costituiva la
spina dorsale economica del territorio?
la via di mezza costa era la starda di casali e delle
masserie, la via dei contadiiproprietri e dei mercanti
locali;
La via di Crinale seguiva le creste dei monti collegando
i centri fortificati (Caccuri, San Mauro, Santa Severina,
Belvedere di Spinello ed era la via sicura in caso di guerre o
incursioni. dalal quale si contrllavano le valli e si comunicava
tramite fuochie segnali,
Le vie della transumanza erano i tratturi
medioevali che collegavano la Sila al pascoli del Marchesato. I
principali erano:
il tratturo Caccuri - Santa Severina;
il tratturo Caccuri - San Giovanni in Fiore;
il tratturo Neto - Ionio
Da via Murorotto Caccuri appare per ciò che è
stata per secoli: una sentinella avanzata sul territorio del
Marchesato. Questa posizione spiega perché Caccuri fosse
considerata un nodo strategico già in epoca medioevale: chi
dominava Caccuri dominava l'accesso all'intero Marchesato.
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