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STANOTTE ARRIVA LA BEFANA
La
prossima notte è la notte dell'Epifania, quando, scoccata la
mezzanotte, la cara vecchina si alza in volo sulla sua scopa
magica volando sui tetti e penetrando, attraverso i camini,
nelle case dei bimbi buoni, ma anche di quelli cattivi per
riempire le calze appese vicino il caminetto di balocchi,
dolciumi e leccornie varie:
un tempo il lavoro della cara vecchia era più facile.
Oggi, nell'era della tecnologia, della videosorveglianza e della
diffidenza degli uomini, trova molte difficoltà e magari può
anche capitare che si ritrovi davanti qualche pazzoide armato di
pistola capace di sparare il colpo contro l'intrusa scambiandola
per un'extra - comunitaria. Meno complicato il lavoro di Santa
Claus, meglio conosciuto come Babbo Natale, un vecchio vestito
di rosso (l'unico al quale sia ancora consentito sfoggiare
questo colore forse perché è diventato l'icona di una nota
fabbrica di bevande) che arriva su una slitta trainata da renne
per portare ai bimbi più o meno le stese cose che portava la
befana senza nemmeno la fatica di contorcersi nelle anguste
canne fumarie.
La notte della vigilia dell'Epifania è anche la notte
nella quale i pargoli che riuscissero a rimanere svegli fino a
mezzanotte potrebbero assistere a meravigliosi prodigi. A
mezzanotte in punto, infatti, dalle fontane pubbliche , invece
di acqua, sgorga olio extra vergine di olivo, molto utile,
specie di questi tempi di raccolti scarsi de del prezzo
dell'ilio schizzato alle stelle e nelle strade le pietre
si trasformano in pepite d'oro.
Di queste favole, di questa cultura si cibava la
nostra mente di fanciulli una settantina di anni fa. Oggi tutto
è cambiato, ma la vecchia cara befana ci è rimasta nel cuore e
non potrà mai essere sostituita da nessuna americanata. Alla
vecchina della mia infanzia ho dedicato la filastrocca che
segue e che potete leggere in questa stessa pagina. Buona
Epifani a tutti gli amici de l'Isola Amena.

Filastrocca
della Befana
di Peppino
Marino
Filastrocca
della lana
per la povera, vecchia Befana
Una vecchina un tempo amata,
da Babbo Natale ora pensionata,
che si infilava in tutti i camini
per fare felici i nostri bambini.
Portando ai buoni balocchi e torrone
e ai cattivi
anche il carbone.
La buona vecchia, di sua iniziativa,
la calza appesa di doni riempiva
e nella gelida notte spariva.
Non c’era bisogno della letterina
Ché la Befana, poverina,
sapeva da sola che cosa fare,
che dolci o balocchi regalare.
Tutti i bambini le erano amici,
anche i cattivi faceva felici
e li faceva felici con poco
nella calza accanto al fuoco.
Ora i tempi sono cambiati,
cambiano gli uomini, cambiano i miti
e la vecchina dei regali
è sostituita da babbi natali
con barbe, baffi e parrucche posticce
che non regalan dolciumi e carbone,
ma capi firmati da almeno un milione.
Ma a noi piace la cara Befana
che ci riempiva la calza di lana
perché a pensarla vicino il camino
ognuno si scopre ancora bambino.
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