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                                                                          Sabato 24 luglio 2021

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A CROTONE UNA MOSTRA DI GIULIO LUCENTE SU MUSOLINO

COSTANZA FALBO COMPIE 100 ANNI 

ALLUVIONE A ZIFARELLI

ADDIO AD ALESSANDRO RAIMONDO


IL FATTO


  RIMPATRIATA CON I "MIEI CUGINI"

CHIEDO PER UN AMICO CRETINO

MU SQUAGGHIANU LI CAMPANI

MARCO LORIA CANDIDATO A MILANO


  l'italia s'e addormentata




 

                                    IL FATTO  

                            RIMPATRIATA CON I "MIEI CUGINI"

   Quando l'amicizia è sincera, fraterna, leale, duratura si trasforma in una vera e propria "parentela". E' il caso della mia, della nostra amicizia con Ernesto Scalise, Dionigi Forciniti, Tonino Ferraro e le loro carissime consorti, Antonella, Elisabetta e Pina. Così ieri sera, in occasione del matrimonio di Fiorella Scalise mi sono ritrovato con i "miei cugini", i miei dipendenti della Comunità Montana Alto Crotonese nella quale, durante il mio "settennato" non ci sono stati presidenti, segretari e dipendenti, ma amici e collaboratori, compagni di tante avventure e artefici di un lavoro esaltante, produttivo, disinteressato, onesto che ha dato un piccolo, importante  contributo al benessere delle nostre popolazioni. La conferma di tutto ciò l'ho avuta da un parroco che non conoscevo e che una sera, a Santa Severina, una quindicina di anni dal giorno in cui lasciai l'incarico di presidente,  in occasione della presentazione di un libro di un caro amico, saputo che mi chiamavo Marino e che ero stato un esponente del PCI, mi ha chiesto se ero il Marino ex presidente della Comunità Montana e, avendone avuto conferma, ha voluto stringermi la mano e abbracciarmi dicendo che ero l'unico politico che non aveva dovuto pregare, né prostrarglisi perché gli avevamo dato un contributo per il restauro di una chiesa, come, d'altronde avevamo fatto per altri enti, senza bisogno di raccomandazioni e senza nemmeno incontrarci di persona, cosa per me normalissima, ma che al religioso deve essere apparsa soprannaturale. 
  Questi "miracoli" ho potuto farli anche e soprattutto grazie al supporto dei miei amici dipendenti con i quali ieri, sera, naturalmente, abbiamo festeggiato con una bella rimpatriata a La Roccia con una simpatica e squisita anfitrione come Dora Sganga. Ovviamente la cosa avrà un seguito a breve perché quando si è così affiatati non si può stare a lungo senza rinnovare, coltivare, annaffiare l' amicizia, magari con qualche libagione, anche se l'età orami vetusta ci consiglia di essere più prudenti del lontano passato.

                        CHIEDO PER UN AMICO CRETINO



   In questi ultimi giorni pensavo perplesso a quanti utenti dei social hanno un amico cretino che li costringe a porre per lui domande cretine agli altri utenti che, per fortuna, quasi sempre le ignorano. Una delle frasi che si leggono più frequentemente in molti post è, appunto, "Chiedo per un amico." Ora, mi chiedo senza rompere i cabasisi agli altri: siccome la domanda è sempre e inevitabilmente cretina, la risposta non dovrebbe essere complicata per cui qualsiasi cretino dovrebbe essere in grado di darla al suo amico cretino senza rompere i santissimi a centinaia e centinaia di altri utenti.  A questo punto mi sorge un terribile dubbio: non è che  l'intermediario sia anch'egli un inguaribile cretino?

             MU SQUAGGHIANU LI CAMPANI

  Esattamente 137 anni fa, il 14 luglio del 1884, nasceva nonno Saverio Chìndamo, alias 'u zommaru, dal mestiere di cavatore di radica (zomme) che esercitava quando nel lontano 1902, all'età di 18 anni, arrivò a Caccuri da Giffone, il paese natio che non rivide mai più.
  Pur essendo nato in luglio, in un gionno  meteorologicamente caldo nel quale 95 anni prima i francesi diedero l'assalto alla Bastiglia, era l'uomo più freddoloso di questo mondo e non certamente un rivoluzionario, anche se aveva idee vagamente di sinistra e comunque non certo di centro o di destra, anche perché amante del quieto vivere e un po' fifone, che, comunque, si trasformava completamente quando subiva un'ingiustizia perché non c'è persona più pericolosa di un uomo mite e pacifico al quale si pestano i calli. 
  Il freddo proprio non lo sopportava e il suo motto era: "Hannu mu' squagghianu li campani", un motto che condivido pienamente.

                  MARCO LORIA CANDIDATO A MILANO

   Finalmente una bellissima notizia che ci fa gioire e inorgoglire: il grande Marco Loria si candida alle lezioni comunali di Milano nella lista Beppe Sala Sindaco.  Dicevamo della gioia e dell'orgoglio per la candidatura di questo giovane dottore caccurese che militò da giovanissimo nella sinistra caccurese, prima nei DS, poi, per un breve periodo, nel PD prina di trasferirsi nel capoluogo lombardo per motivi di studio. A Miliano Marco ha continuato a fare politica nelle file di Sinistra italiana, impegnato nel sociale e nelle associazioni universitarie studentesche facendosi apprezzare per il suo costante e coerente impegno, per la passione politica e civile, per serietà, competenza, entusiasmo.
 Dopo i disastri della destra in questi lunghi anni di governo dell'antico Ducato si sentiva il bisogno di un novello Simonetta, l'altro caccurese cancelliere, primo ministro e segretario di Francesco Sforza che fondò la caNcelleria, la diplomazia e l'efficIente burocrazia meneghina che fecerO grande il ducato sforzesco e sono sicuro che il nostro Marco sarà il degno erede del grande caccurese. Un grande in bocca al lupo a Marco, nipote del mitico Alberto Macrì mio maestro alle elementari e maestro di vita e collega amatissimo. Forze, Marco, siamo tutti con te. 

                                       l'italia s'e addormentata

In questi giorni ce ne stiamo incollati al televisore a seguire le imprese della Nazionale che ha battuto nientemeno che il Belgio, una squadra che i cronisti sportivi vogliono far crederci composta da marziani , ma che chi ha seguito un po’ questi europei e ha ancora un briciolo di autonomia di giudizio sa che non è propriamente il Brasile di Pelè e di Rivelino  o fasciati dal tricolore a cantare a squarciagola il canto degli italiani che ci racconta di un’Italia che s’è desta, mentre, in realtà, dorme un sonno placido e sereno a prova di cannonate. Nel nostro dialetto c’è un’efficace perifrasi, purtroppo volgare, per definire questo tipo di sonno, ma per ovvi motivi non la riporto.
   La prova di questo stato di torpore ci è data dalla raffica di provvedimenti di questo governo, a senso unico, a favore di determinate categorie di cittadini e a danno della maggioranza dei lavoratori, delle persone oneste, delle casalinghe e dei capi famiglia che stentano sempre più a far quadrare i bilanci domestici e tirare avanti senza che nessuno faccia sentire una pur fleile voce di protesta.
   Dopo il condono fiscale dei mesi scorsi che premia i soliti furbetti delle cartelle non pagate, viene affossata l’idea di una tassa sui patrimoni ultra milionari, si lavora per introdurre una flat tax più o meno mascherata, si va verso la riduzione dell’Irap tanto cara a Confindustria, si sospende per sei mesi, dicono loro, il cash back trattenendo pure i soldi che erano stati promessi ai consumatori che diligentemente usavano la carta di credito fin quando, magari, non subentrerà un governo di destra che l’abolirà definitivamente senza nemmeno restituire le somme maturate da gennaio a giugno 2001 e, soprattutto, si permette alle compagnie di luce e gas di aumentare le rispettive bollette del 9,9% (notate la finezza di non dire 10) e del 15,3% (dicesi quindicivirgolatre).
 Forza, amici cantiamo a squarciagola che l’Italia s’è desta, anche se gli italiani dormono saporitamente. 


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22/07/2021

A CROTONE UNA MOSTRA DI GIULIO LUCENTE SU MUSOLINO



   E' per me un grande onore, oltre che un immenso piacere, presentare, domani pomeriggio, alle ore 19, nei locali del Museo di Pitagora di Crotone, in via Giovanni Falcone 9, la mostra di pittura "I boschi di Musolino" del Maestro Giulio Lucente.
Giulio è figlio di Giuseppe Lucente e di Rosa Guzzo (figlia di Vincenzo detto il Poeta) ed è nato a Caccuri il 26 novembre del 1957. Nel 1960 si trasferì con la famiglia in Piemonte e da allora vive ad Asti. Diplomato all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino nel 1980 col massimo dei voti sotto la guida di Francesco Casorati,   ha al suo attivo  diverse esperienze nel campo della scenografia e dal 1987, docente di Pittura al Liceo Artistico.
    Nel corso di una lunga e proficua carriera artistica ha partecipato a numerose mostre di pittura, alcune delle quali  collettive e ha creato numerose opere, esperienze e lavori.
   La mostra crotonese propone una serie di quadri ispirati al film "Il brigante Musolino" girato a Caccuri nel 1950 da Mario Camerini e alle vicende dell'imprendibile fuorilegge di Santo Stefano d'Aspromonte e in particolare dai boschi aspromontani che lo nascosero e lo protessero che non sono tanto dissimili da quelli caccuresi nei quali il regista ambientò il suo film e nel quale Giulio trascorse i primi anni di vita. 
  In bocca al lupo al nostro artista che allunga la schiera degli illustri caccuresi che onorarono e onorano il nostro paese. 


                         AUGURIIIIIIIII
COSTANZA FALBO COMPIE 100 ANNI 



   
Un'altra compaesana entra nel club degli ultra centenari caccuresi. Ieri la nostra amica Costanza Falbo, nata il 21 luglio del 1921, ha tagliato l'ambito traguardo del secolo di vita per la gioia dei figli, dei nipoti, dei parenti, ma anche di tutti gli amici caccuresi. Colgo l'occasione per augurarle ancora tanti anni felici, nella salute e nella pace, circondata dall'affetto dei suo splendidi figli. Lunga vita, cara Costanza.

 

18/07/2021


      ALLUVIONE A ZIFARELLI

  Anche a Zifarelli oggi abbiamo avuto la nostra alluvione che ci ha riempito il piazzale di acqua e fango impedendoci di uscire di casa.  Fra gli altri guai, mi ha impedito di partecipare al funerale del caro Alessandro. Per fortuna, con un paio di ora di lavoro siamo riusciti a spalare il fango e a liberare il piazzale antistante la casa. 

18/07/2021

ADDIO AD ALESSANDRO RAIMONDO

 

   Ho appreso con grande tristezza la notizia del decesso di Alessandro Raimondo, un caro amico, una persona perbene che ho avuto modo di conoscere e apprezzare in modo più approfondito durante la mia esperienza di amministratore del Comune di Caccuri, anche se già conoscevo la sua bontà, la sua signorilità, ciò che per lui significava la vera amicizia attraverso i tanti racconti di mio padre al quale Alessandro era particolarmente legato come a uni fratello maggiore. E papà mi raccontava le tante avventure, i balli, le feste, così affollate e con così tante e abbondanti libagioni che il caro Alessandro era costretto a trasportare il vino con un secchio in latta di quelli che si usavano per il latte  e della canzone cavallo di battaglia di Alessandro, la celebre "Che Malaspina" che era anche un cavallo di battaglia di Carlo Buti.  Dopo la morte di mio padre ogni volta che lo incontravo mi diceva che era stato al cimitero a far visita ai defunti e che aveva portato i miei saluti a "cumpari Genuzzu" la cui tomba non mancava mai di visitare. Mi dispiace davvero pensare che Alessandro non c'è più, anche se vivrà sempre nei miei ricordi. 
Esprimo ai figli, ai nipoti e ai parenti tutti le mie più sentite condoglianze. Addio, Alessandro, e grazie di tutto

 

 

 

 

   

 


 


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