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                                                            Notizie e commenti
                                                                      
     Sabato 9  maggio 2026

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                                                                                 IL FATTO

                           LA CAPITOLAZIONE DI BERLINO
                    

                  IL TRIBUTO DI ERNEST HEMINWAY ALL'ARMATA ROSSA

           

    Il 2 maggio del 1945 Berlino, capitale della Germania nazista, capitolò 
   Nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1945, i Comandanti in capo della Wehrmacht tedesca firmarono la resa incondizionata davanti ai rappresentanti delle vittoriose potenze alleate – Unione Sovietica, Gran Bretagna, USA e Francia. Questo pose fine alla seconda guerra mondiale in Europa. 
   Tra l'estate del 1942 e  il 2 febbraio 1943, nella sanguinosa battaglia di Stalingrado, i soldati dell'Armata rossa, opposti a forse tedesche, italiane, rumene e ungheresi, strinsero in una morsa mortale gli eserciti invasori e
annientarono la 6 Armata tedesca e distrussero  gran parte delle altre forze germaniche e dell'Asse impegnate nell'area strategica meridionale del fronte orientale. Iniziò allora la travolgente avanzata dell'esercito russo verso est che, dopo aver liberato l'intero territorio dell'Unione sovietica porto i soldati con la falce e martello fino a Berlino ch capitolò il 2 maggio del 1945 quando sul palazzo del Reigstah (sede del Parlamento tedesco) fu issata la bandiera sovietica.
   Nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1945, i Comandanti in capo della Wehrmacht tedesca firmarono la resa incondizionata davanti ai rappresentanti delle vittoriose potenze alleate – Unione Sovietica, Gran Bretagna, USA e Francia. Questo pose fine alla seconda guerra mondiale in Europa.
  La presa di Berlino costò decine di migliaia di
vite sia ai tedeschi che ai russi, ma la più spaventosa guerra della storia era finalmente finita. 
      Il ruolo determinante nella sconfitta del nazi - fascismo e il sacrificio dei soldati sovietici f riconosciuto de tutte le persone perbene di questo mondo tra le quali Ernest Hemngway che  notoriamente non era un fanatico irriducibile comunista o un "filo putiniano", ma un giornalista americano considerato uno dei più grandi scrittori della letteratura mondiale che a proposito dei sovietici e dell'Armata rossa ebbe a dire: ""Ogni essere umano che ami la libertà deve più ringraziamenti all'Armata Rossa di quanti ne possa pronunciare in tutta la sua vita".

 

 

    
                                                

ULTIME NOTIZIE  

12/05/2026

ADDIO AD ANNA MARIA PITARO, ANNINZUATA FALBO E GIANNETTO SPATAFORA 

   Il grande Fabrizio De Andrè, un una delle sue più belle e toccati canzoni ci ricorda che per "morire di maggio ci vuole tanto, troppo coraggio."  Evidentemente i nostri compaesani di coraggio ne hanno davvero tantissimo; nel giro di due giorni, infatti, ci hanno lasciato ben 3 di loro: la signora Anna Maria Pitaro che si è spenta a Napoli all'età di 94 anni, la cara amica Annunziata Falbo vedova Fodero che ci lascia all'età di 97 anni e l'amico e compagno di tante battaglie sindacali Giovanni Spatafora che si è spento nella frazione di Santa Rania all'età di 82 anni. 

                                   ANNA MARIA PITARO

Della signora Anna Maria Pitaro che risiedeva a Napoli, ho solo qualche labile ricordo per averla incontrata qualche volta negli anni 70 nel palazzo di Sant'Andrea  del dott. prof. Stanislao Pitaro in occasione di alcune lezioni private che impartivo a un fanciullo della famiglia. Tanto mi bastò per capire di aver conosciuto una gentildonna d'altri tempi, una donna garbata, gentile, elegante e di animo nobile. 

                               
Annunziata Falbo
 
Di Annunziata Falbo ricordo , fra le altre, una piacevolissima conversazione  (l'ultima) quandl'anno scorso,  con mia moglie facemmo visita a questa cara amica che alla bella età di 96 anni conservava ancora una lucidità e un  capacità di giudizio davvero sorprendente. Era una donna buona, affabile, una madre di famiglia esemplare, una donna socievole che aveva sempre una parola buona, capace sempre di un gesto di solidarietà e di affetto per il prossimo.

                               GIOVANNI SPATAFORA

  A Giovanni Spatafora ( che tutti chiamavamo affettuosamente col diminutivo di Giannetto), mi legano invece, ricordi di tante battaglie politiche e sindacali che combattemmo insieme , io da segretario della Camera del Lavoro di Caccuri e lui da rappresentante sindacale unitario nei cantieri di Calusia e Timpagrande col supporto dei compagni Giorgio Marino e Francesco Samà della CGIL di Crotone. Giannetto all'epoca era molto attivo e vigile a tutela dei diritti dei suoi compagni di lavoro con competenza e dedizione. 

   La scomparsa di queste tre amabili persone mi provoca un grande cordoglio, una pena infinita. Giungano ai familiari e ai parenti tutti le mie più sentite condoglianze unitamente a quelle della mia famiglia. 
   Addio, e riposate in pace. 

22/03/2026

LE FESTE DI MAIA, PATRIMONIO ANTROPOLOGICO CACCURESE

  Anche quest'anno, nel rigoroso rispetto di una tradizione caccurese plurisecolare che affonda le radici nel millenni, abbiamo addobbato l' uscio con un mazzo di fiori come facevano già più di mille anni fa i nostri antenati in onore della dea Maia i cui festeggiamenti ricadevano proprio tra la fine di aprile e gli inizi di maggio quando l'antica divinità romana della fecondità, della primavera e della crescita della natura, a volte identificata con la pleaide greca madre di Mercurio,  faceva il suo ritorno sulla terra  ricoprendola di fiori e foglie e perciò ritenuta l'artefice del risveglio naturale. Il suo culto era legato al mese di maggio, che prende il nome da lei. Esiste anche una bellissima leggenda abruzzese secondo la quale       Maja era una ninfa giunta in Italia dalla Frigia per salvare il figlio ferito, il gigante Mercurio. Dopo la morte del figlio, sepolto sul Gran Sasso (che ricorda la forma di un "gigante che dorme"), Maja morì di dolore e fu sepolta sulla montagna che da lei prese il nome di Maiella.
  Il tradizionale mazzetto collocato dalle nostre nonne sull'uscio di casa era generalmente costituita da un ramo di Spina Christi un cespuglio spinoso che all'inizio della primavera ricopre le nostre colline tingendole d' oro e da rametti di Roryppa pyrenaica o crescione dei Pirenei, altra pianta dal fiore giallo che ricopre le  terre marginali. Le nostre nonne prestavano molta attenzione alla prima persona che il primo maggio si presentava all'uscio di casa. I fanciulli o le fanciulle erano bene accolti e ricompensati con dolci e leccornìe varie, mentre le persone anziane, soprattutto se in gramaglie, venivano cacciate in malo modo perché ritenute portatrici di sventure nel corso dei rimanenti mesi dell'anno. 
  Chissà fin quando questa interessante tradizione che arricchisce il patrimonio antropologico caccurese resisterà all'usura del tempo assieme ad altre perle  come le palme di confetti e cioccolato o la via crucis notturna? Peccato che molti intellettuali snobbino queste inezie, queste bagatelle considerandole stupidaggini o residui di paganesimo dei quali vergognarsi.

 

 

22/03/2026
        E' MORTO ANTONIO GUZZO



   Si è spento ieri sera all'età di 84 anni nell'ospedale di Castrovillari nel quale era ricoverato da qualche giorno il nostro concittadino Antonio Guzzo.
    Dopo lunghi anni di emigrazione in Lombardia,
dopo il pensionamento era tornato  a Caccuri da qualche anno accolto da amici e parenti. Per i suoi trascorsi lombardi gli amici  lo avevano simpaticamente ribattezzato "Totonnu 'u milanese." Era una persona buona, mite ed educata, un amico di tutti.  I funerali saranno celebrato domani nella chiesa madre di Santa Maria delle Grazie. 
  In questi momenti di dolore voglio porgere ai figli, ai fratelli, alla sorella e ai parenti tutti le mie più sentite condoglianze. Addio, Totò,  riposa in pace. 


29/03/2026
DUE GRANDI CACCURESI DIFENSORI DELLA CACCURESIT
à

  In questi giorni di quelle che una volta erano feste il pensiero commosso e e deferente va a questi due grandi caccuresi, due grandi cultori della caccuresità e strenui difensori delle tradizioni, della cultura e della vita sociale e relazionale caccuresi: il primo, Giovanni Marullo col celebre aforisma del "paise 'e ra muntagna" e il secondo, l'ex arciprete don Peppino Pitaro, se necessario, anche passando a vie di fatto. 
  Se questo paese avesse ancora un briciolo di orgoglio e di autostima dovrebbe quanto meno erigere un monumento a Giovanni Marulo e intitolare una strada a don Peppino Pitaro. 


29/03/2026
    ADDIO AL  COMPAGNO UBALDO SCHIFINO

   Ho appreso qualche minuto fa la dolorosissima notizia della morte del fraterno amico e carissimo compagno Ubaldo Schifino.   Ubaldo, assieme al compianto Pino Buscema, fu il primo compagno della Federazione di Crotone che conobbi in una fredda serata del 1969 nella casa del professore Mario Sperlì di via Salita castello quando, con in tasca la mia prima tessera del PCI mi accingevo con grande speranza e un grandissimo entusiasmo, assieme ad altri giovani compagni caccuresi, a rifondare la Sezione del Partito di Gramsci e di Togliatti che in paese praticamente non esisteva più da anni nonostante l'attivismo dell'allora segretario di Sezione, compagno Rocco Mele che, nonostante fosse gravemente ammalato, cercava di mantenere ancora accesa la fiammella rossa.
  Da quella sera Ubaldo, che qualche anno dopo diventerà il segretario della Federazione di quella che una volta era la "Stalingrado della Calabria", fu, assieme a Maurizio Mesoraca, a Pasquale Poerio,  a Mario Sestito,  a Peppino Guarascio,  Ciccio Caruso, Ciccio Samà, Fofò Oliverio, Pasqualino Iozzi ed altri compagni, un fratello maggiore, un maestro di vita e di politica, una guida sincera, leale, sempre coerente. Con lui condussi tantissime battaglie politiche, ultima della quale nel 2007 quando appoggiamo insieme la mozione Angius che cercava di scongiurare la sciagurata operazione di Fassino che portò allo scioglimento dei DS, l'erede politico del glorioso PCI. Per lui mi spesi anche al ballottaggio per l'elezione del presidente della Provincia di Crotone quando, anche grazie l disimpegno e al tradimento di tanti ex comunisti poi confluiti nel PD, fu battuto dal candidato del centrodestra avvocato Zurlo. 
  Formatosi politicamente  negli anni del fermento studentesco del 1968, fu segretario dei giovani comunisti della Fgic, poi leader di partito e segretario della Federazione del Pci di Crotone tra il 1976 e il 1981. Eletto Consigliere regionale della Calabria nella IV legislatura, Schifino lasciò un segno indelebile nelle istituzioni ricoprendo ruoli chiave. Da assessore alla Sanità firmò la prima legge in Italia di riordino delle Usl, riducendole drasticamente in Calabria per razionalizzare la spesa e migliorare i servizi. Da assessore al Personale collaborò con il giurista Sabino Cassese per la legge di riordino degli uffici regionali. Infine, da assessore al Turismo e sport fu l'anima della II Conferenza nazionale dello sport e promotore dei principali itinerari turistico - culturali della regione.
   Ubaldo Schifino fu anche il fondatore del settimanale Il Diario del Crotonese”, giornale al quale collaborai scrivendo parecchi articoli  trai i quali quelli che denunciavano lo spaventoso stato di degrado e di abbandono della Chiesa di Santa Maria del Soccorso di Caccuri. 
   Il Diario del Crotonese fu un valido  strumento di analisi e denuncia in una città che stava affrontando profonde trasformazioni industriali e sociali.
   Migliaia di ricordi mi legano a questo fraterno amico e straordinario compagno leale e coerente che non rinnegò mai le sue idee e per questo, come spesso accade, pagò anche dei prezzi. 
  Ubaldo Schifino è stato un politico di lungo corso, un docente e un fine  intellettuale, un uomo che ha sempre inteso la politica come servizio civile disinteressato, come studio rigoroso e capacità di programmazione.  Non ha mai omesso, anche attraverso importanti pubblicazioni,  di dire verità scomode o di assumere posizioni contro corrente avendo in disprezzo i trasformismi e i cambi di casacca. 
 
Mentre scrivo affiorano altri ricordi, ma l'emozione  mi impedisce di continuare.
  Addio, Ubaldo, compagno, amico, fratello carissimo. Sono certissimo che da oggi sarai nell'Olimpo dei giusti assieme a tantissimi compagni dei quali mi onoro di essere stato amico e collaboratore e di tantissimi altri dei quali ho avuto l'incommensurabile onore di condividere idee e momenti di lotta. 
  Addio, Ubaldo, sarai sempre in mezzo a noi, nei nostri pensieri, nel nostro cuore. 
  Io e la mia famiglia siamo  vicini nel dolore e ci stringiamo alla famiglia, ai parenti, ai compagni che lo amarono e stiamrono. Riposa in pace. 



ADDIO A GIOVANNA LORIA, UNA DELLE PI
ù BELLE E STIMABILI  PERSONE CHE HO CONOSCIUTO 

                   
    Ho appreso solo nel pomeriggio di oggi la triste notizia del decesso dell
a carissima amica professoressa Giovanna Loria  coniugata Murgia che si è spenta ieri nell'Ospedale Civile di Cosenza dov'era ricoverata, all'età di 84 anni. Insegnante di lettere, educatrice e madre esemplare, Giovanna era altresì religiosissima. 
   Cattolica praticante, nello spirito cristiano,  ma praticava non solo le virtù teologali, ma anche e soprattutto le opere di misericordia corporali ispirate  al Vangelo di Matteo.
   Questa splendida donna, infatti, non tralasciava mai di visitare gli inferni ai quali portava anche l'eucarestia a domicilio, era caritatevole nei confronti dei bisognosi , consigliava i dubbiosi con "la parola di Dio."
   Quando mia moglie era gravemente ammalata la collega professoressa e "sorella di fede" non mancava mai di farle visita e di portarle una parola di speranza e di conforto insieme all'eucarestia. 
    La ricordo con particolare affetto e stima quando cercava più volte di scalfire anzi di demolire il mio ateismo nel generoso tentativo di convertirmi alla religione cattolica e la delusione che le procurai "respingendo gli attacchi".  Ma lei era troppo intelligente e rispettosa delle idee degli altri per cui non mi serbò mai rancore, e, a differenza di altri integralisti laici o esponenti del clero,  non mi fece mancare il saluto e la stima, cosa della quale le sono profondamente grato. Giovanna fu anche moglie e madre esemplare di tre splendidi figli e persona integerrima. 
  Profondamente commossi, io, mia moglie e la mi famiglia ci stringiamo al marito, il caro amico Mario Murgia, al figli Giovanni, Menalba, mia carissima  alunna e Stefania  e ai parenti tutti ai quali vogliamo porgere le nostre più sentite condoglianze. 
   Addio , Giovanna, e grazie per averci dato due cose per noi più preziosissime: la tua stima e la tua splendida amicizia. Riposa in pace. 

19/03/2026

ANCHE CACCURI HA DETTO NO

Risultati del referendum sulla riforma costituzionale a Caccuri

                             Voti validi                       SI                             NO

1^ sezione              199                             98  (49,2%)           101(50,7%

2^ Sezione          313                       146 (4664%            167(53,35%)

3^ Sezione              114                              55 (48,24%)             59 (51,75%)

   Totali              626                       299(47,76&)        327 (52,23%

 



         


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