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ADDIO
A MARIA PIGNANELLI
DISCENDENTI
DI CACCURESI SULLE ORME DEGLI AVI GRAZIE A
L'ISOLA AMENA
IL FATTO
ALLA
SCOPERTA DEI PIATTI TIPICI DEGLI AVI
Il Padre Provinciale dei
Predicatori concede l’autorizzazione ad erigere la chiesetta della
Congregazione del SS. Rosario.
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IL
FATTO
ALLA SCOPERTA DEI PIATTI TIPICI DEGLI AVI

Oggi con gli amici compaesani che son venuti a farci visita dalla
lontana Argentina, completata, superando incredibili difficoltà la
visita ai monumenti caccuresi, ci siamo concessi una bella
"Mariola", un piatto tipico della cucina contadina che le
nostre antenate preparavano nelle giornate di festa particolarmente
fredde perché turismo delle radici significa non solo visitare i luoghi
di origine degli avi, ma anche riscoprirne la cultura, le
tradizioni, i piatti tipici, capire la differenza, la diversa storia che
sta alla base, di una mariola e di una pasta alla genovese o alla
bolognese, tra una teglia di stigliule in umido e un ossobuco alla
milanese o una fiorentina.
La mariola è un piatto semplice con ingrediente naturali e
salutari alla portata dei vecchi contadini poveri che ha il pregio di
essere, nel contempo, un eccellente primo, a base di uova e brodo
vegetale o di pollo, In pratica si tratta di una frittata sottile con
uova e pecorino tagliata a quadrucci cotti nel brodo. Con
l'aggiunta di una spruzzatina di pepe e di peperoncino piccante si
trasforma in un piatto degno degli dei dell'Olimpo. Provare per
credere.
ACCADDE
DOMANI
08/01/1690
Il Padre Provinciale dei
Predicatori concede l’autorizzazione ad erigere la chiesetta della
Congregazione del SS. Rosario.

C'erano
una volta le Congregazioni religiose, istituti religiosi i cui membri
emettevano voti in forma semplice che potevano essere clericali o
laiche.
A Caccuri esistevano alcune congregazioni sia laicali, come quella della
Misericordia, sia clericali come quella del Sacramento e del SS.
Rosario:
L'esistenza della congregazione del Sacramento viene confermata sia da
Francesco Adilardi, storico calabrese di Limbadi del XIX secolo nella
sua Enciclopedia dell'ecclesiastico e da una relazione del vescovo
Filippo Gesualdo vescovo di Cariati e Cerenzia tra il 1602 e il 1619
nella quale il presule scrive che all'epoca a Caccuri vi era quella sola
congregazione. nessuna notizia certa sull'esistenza delle Misericordie
lall'iifuori del toponimo che identificava un anglo del centro storico,
appunto la Misericordia dove si ipotizza l'esistenza di una istituzione
ch si occupava di assistenza socio - sanitaria per i poveri gestita,
appunto, da una omonima congregazione.
Notizie più dettagliate e attendibili esistono, invece, sulla
Congregazione del SS. Rosario anche perché da qualche parte dovrebbero
esistere ancora i documenti fondativi che uno degli ultimi (forse
l'ultimo) priori, il compianto Giuseppe Di Rosa, mi incarico di
trascrivere negli anni 80.
Da quei documenti apprendiamo che nel 1689 il priore supplente Francesco
Saverio Bonaccio, con una lettera indirizzata al Padre Provinciale dei
Predicatori, controfirmata dagli altri confratelli Horatio Antonio
Novello, Filippo Mele, infermiere, Francesco Mele e Santino Falbo,
chiese "havere un luoco particolare a potervi costruire una
congregazione dove ritirarsi possano fare le loro devotioni e cantarvi
il SS.mo Rosario, supplicano V.P.N.R. concedergli una stanza in detto
Convento dove possano erigere la cappella del SS.mo Rosario e fare le
loro devotioni et esercizi spirituali", ovvero una stanza del
convento dei domenicani eretto nel 1515 in località Lo Casale.
L'autorizzazione fu concessa qualche settimana dopo, l'8 gennaio del
1690, data che segna la nascita della più bella chiesa caccurese,
probabilmente una delle più belle di tutta la regione, impreziosita da
altari barocchi, statue, scanni corali e dipinti anche grazie alla
munificenza del priore don Antonio Cavalcante, cavaliere di Malta e
figlio primogenito del duca don Marzio che rinunciò alla primogenitura
a favore del fratello Rosalbo, come ricorda un'epigrafe all'interno
della chiesetta sul sacello dell'illustre priore. Ancora oggi,
all'interno del tempietto si conservano alcuni teschi recuperati dalle
fossae mortuorem dei confratelli che venivano sepolti nella cappelletta
e fra questi anche quello del priore don Antonio.
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ULTIME
NOTIZIE
10/01/2026
ADDIO
A MARIA PIGNANELLI

Ho
appreso qualche minto fa la triste notizia del decesso della signora
Maria Pignanelli, vedova del compianto amico Salvatore che risiedeva
nella frazione di Acquafredda. Maria era una donna gentile, umile,
amabile, col suo eterno sorriso stampato sul viso, il sorriso delle
persone buone e solidali. In questi momenti di grande dolore io, mia
moglie e la mia famiglia vogliamo porgere alla cara e dolce figlia
Sara al genero, al fratello Salvatore, alle sorelle e ai parenti tutti
le nostre più sentite condoglianze.
Addio, cara Maria, e grazie per la tua amicizia, riposa in
pace.
10/01/2026
DISCENDENTI DI CACCURESI SULLE ORME DEGLI AVI GRAZIE
A
L'ISOLA AMENA

E'
stato un grandissimo piacere accompagnare l'amico Sergio Militermo
e fare da guida, per due giorni, a lui e alla sua gentilissima
consorte per le strade di Caccuri, un piacere che si aggiunge
all'emozione; la stessa emozione che provai, qualche mese fa, in
occasione della visita al nostro paese dell'amico Giancarlo Mauro che
dal Friuli ha sentito il bisogno di conoscere Caccuri, il paese nel
quale il nonno Ermenegildo, bracciante antifascista, fu confinato negli
anni 30 dall'infame regime fascista e che a Caccuri abitò nelle locanda
di mio nonno Peppino Marino; un'emozione che ho provato più volte
e continuo a provare quando qualcuno, sente il bisogno di visitare il
mio paese grazie all' attività di promozione turistica e culturale
avviata dal sito L'Isola Amena nel lontano novembre del 2000. Da allora
ho ricevuto centinaia di messaggi da ogni parte del mondo da caccuresi o
discendenti di caccuresi sparsi nel mondo, alcuni dei quali
leggendo
la storia, guardando la foto dei monumenti pubblicate dal sito, i
post sulle tradizioni, sulla lingua locale e molto altro, hanno sentito
il bisogno di approfondire la conoscenza, anche attraverso una visita
,del paese dei loro antenati.
Sergio Militerno e la moglie hanno antiche origini
italiane. Il bisnonno di Sergio lasciò Caccuri nei primi anni del
secolo scorso per emigrare in Argentina, mentre gli antenati della
moglie sono originari di Casamicciola, lo sfortunato borgo dell'Isola
d'Ischia devastato dallo spaventoso terremoto del 1883, a seguito del
quale gran parte della popolazione emigrò oltre oceano e non sono i
primi due turisti argentini nel nostro paese. Qualche anno
fa, anche un gruppo di discendenti di caccuresi che per puro caso si
chiamavano Marino, ma che non erano miei parenti, visitarono Caccuri
dopo aver rintracciato il "borgo degli avi" grazie a l'Isola
Amena, mentre un argentino famoso, il regista cinematografico Pablo Meza,
i cui nonni erano caccuresi, mi contattò qualche anno fa per avere
notizie degli avi e una foto della casa dove abitavano. . Sergio, dopo
aver conosciuto Caccuri grazie a l'Isola Amena, mi contattò un
paio di anni fa chiedendomi l'amicizia su facebook e promettendomi che
un giorno avrebbe visitato Caccuri. Così qualche mese ma mi ricontattò
e io mi dichiarai ben lieto di ospitarlo a casa mia e di fargli da guida
alla ricerca delle origini. E ieri, finalmente, ha potuto coronare
il sogno di vedere la casa degli avi, le strade che percorsero, i campi
nei quali lavoravano onestamente per guadagnarsi un pane sempre più
amaro tanto da spingerli ad emigrare. Avrei voluto anche far
vedere loro la chiesa nella quale gli antenati ricevettero il battesimo,
contrassero matrimonio, pregarono il loro Dio, ma come canta Antonello
Venditti in una sua bellissima canzone, a Caccuri le
chiese, che sono gli unici monumenti degni di nota, almeno fin quando
non si avvieranno programmi e progetti per recuperare e valorizzare
altri nostri tesori negletti, sono sempre desolatamente chiuse. E'
davvero deprimente e doloroso impegnarsi per promuovere il paese, farlo
conoscere virtualmente, invogliare la gente a venirlo a visitare e poi
non poter esibire loro i nostri tesori per la spaventosa
disorganizzazione, la sciatteria, regole assurde che ci vengono
imposte non si sa da chi e perché insomma dover prendere atto che gli
sfoghi amari e sarcastici del grande Giovanni Marullo avevano un
fondamento validissimo. Peccato. La tentazione di mollare tutto e
abbandonare il paese al suo destino a volte è grande, ma come si
fa?
01/01/2026
Filastrocca
di Gennaio
di Peppino Marino
Salutiamo
l'anno nuovo e il mese di gennaio con questa mia vecchia filastrocca che
dedico ai miei discendenti nati quasi tutti in questo fredo, ma
importante mese dell'anno

Filastrocca
del granaio
per questo lungo e freddo gennaio,
un mese che arriva con un po’ d’affanno
perché ci porta un nuovo anno,
fra auguri, brindisi, frizzi e lazzi
e, per una notte, ci rende pazzi.
Ma poi i guai cominciano dopo
per chi è povero e non ha fuoco
perché gli auguri di capodanno
al freddo e al gelo ristoro non danno.
Ci vuole legna al focolare
se ci si vuole riscaldare,
mentre candidi fiocchi di neve
cadono spinti da un vento lieve
e imbiancano il monte, la valle, il crinale
nella gelida notte invernale.
Però gennaio, così inclemente
Con quelli che soffrono e non han niente,
è anche il mese della Befana
che i bimbi buoni ricopre di doni
e, invece, a quelli che buoni non sono,
porta comunque un piccolo dono
perché i bimbi son tutti giulivi
e non esistono bimbi cattivi.
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