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IL
FATTO
LA CAPITOLAZIONE DI BERLINO
IL TRIBUTO DI ERNEST HEMINWAY ALL'ARMATA ROSSA
Il 2 maggio del 1945 Berlino, capitale
della Germania nazista, capitolò
Nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1945, i Comandanti in
capo della Wehrmacht tedesca firmarono la resa incondizionata davanti ai
rappresentanti delle vittoriose potenze alleate – Unione Sovietica,
Gran Bretagna, USA e Francia. Questo pose fine alla seconda guerra
mondiale in Europa.
Tra l'estate del 1942 e il 2 febbraio 1943,
nella sanguinosa battaglia di Stalingrado, i soldati dell'Armata rossa,
opposti a forse tedesche, italiane, rumene e ungheresi, strinsero in una
morsa mortale gli eserciti invasori e annientarono
la 6 Armata tedesca e distrussero gran parte delle altre forze
germaniche e dell'Asse impegnate nell'area strategica meridionale del
fronte orientale. Iniziò allora la travolgente avanzata dell'esercito
russo verso est che, dopo aver liberato l'intero territorio dell'Unione
sovietica porto i soldati con la falce e martello fino a Berlino ch
capitolò il 2 maggio del 1945 quando sul palazzo del Reigstah (sede del
Parlamento tedesco) fu issata la bandiera sovietica.
Nella notte tra
l’8 e il 9 maggio 1945, i Comandanti in capo della Wehrmacht tedesca
firmarono la resa incondizionata davanti ai rappresentanti delle
vittoriose potenze alleate – Unione Sovietica, Gran Bretagna, USA e
Francia. Questo pose fine alla seconda guerra mondiale in Europa.
La presa di Berlino costò decine di migliaia di vite
sia ai tedeschi che ai russi, ma la più spaventosa guerra della storia
era finalmente finita.
Il ruolo determinante nella sconfitta del
nazi - fascismo e il sacrificio dei soldati sovietici f riconosciuto de
tutte le persone perbene di questo mondo tra le quali Ernest Hemngway
che notoriamente non era un fanatico irriducibile comunista o un
"filo putiniano", ma un giornalista americano considerato uno
dei più grandi scrittori della letteratura mondiale che a proposito dei
sovietici e dell'Armata rossa ebbe a dire: ""Ogni essere umano
che ami la libertà deve più ringraziamenti all'Armata Rossa di quanti
ne possa pronunciare in tutta la sua vita".
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ULTIME
NOTIZIE
12/05/2026
ADDIO
AD ANNA MARIA PITARO, ANNINZUATA FALBO E GIANNETTO SPATAFORA

Il grande Fabrizio De Andrè,
un una delle sue più belle e toccati canzoni ci ricorda che per
"morire di maggio ci vuole tanto, troppo coraggio."
Evidentemente i nostri compaesani di coraggio ne hanno davvero
tantissimo; nel giro di due giorni, infatti, ci hanno lasciato ben 3 di
loro: la signora Anna Maria Pitaro che si è spenta a Napoli all'età di
94 anni, la cara amica Annunziata Falbo vedova Fodero che ci lascia
all'età di 97 anni e l'amico e compagno di tante battaglie sindacali
Giovanni Spatafora che si è spento nella frazione di Santa Rania
all'età di 82 anni.
ANNA MARIA PITARO
Della
signora Anna Maria Pitaro che risiedeva a Napoli, ho solo qualche labile
ricordo per averla incontrata qualche volta negli anni 70 nel palazzo di
Sant'Andrea del dott. prof. Stanislao Pitaro in occasione di
alcune lezioni private che impartivo a un fanciullo della famiglia.
Tanto mi bastò per capire di aver conosciuto una gentildonna d'altri
tempi, una donna garbata, gentile, elegante e di animo nobile.
Annunziata
Falbo
Di
Annunziata Falbo ricordo , fra le altre, una
piacevolissima conversazione
(l'ultima) quandl'anno scorso,
con mia moglie facemmo visita a questa cara amica che alla bella età di
96 anni conservava ancora una lucidità e un capacità di giudizio
davvero sorprendente. Era una donna buona, affabile, una madre di
famiglia esemplare, una donna socievole che aveva sempre una parola
buona, capace sempre di un gesto di solidarietà e di affetto per il
prossimo.
GIOVANNI SPATAFORA
A Giovanni Spatafora ( che tutti chiamavamo affettuosamente col
diminutivo di Giannetto), mi legano invece, ricordi di tante battaglie
politiche e sindacali che combattemmo insieme , io da segretario della
Camera del Lavoro di Caccuri e lui da rappresentante sindacale unitario
nei cantieri di Calusia e Timpagrande col supporto dei compagni Giorgio
Marino e Francesco Samà della CGIL di Crotone. Giannetto all'epoca era
molto attivo e vigile a tutela dei diritti dei suoi compagni di lavoro
con competenza e dedizione.
La scomparsa di queste tre amabili persone mi provoca un
grande cordoglio, una pena infinita. Giungano ai familiari e ai parenti
tutti le mie più sentite condoglianze unitamente a quelle della mia
famiglia.
Addio, e riposate in pace.
22/03/2026
LE FESTE DI MAIA, PATRIMONIO ANTROPOLOGICO CACCURESE

Anche quest'anno, nel rigoroso rispetto
di una tradizione caccurese plurisecolare che affonda le radici nel
millenni, abbiamo addobbato l' uscio con un mazzo di fiori come
facevano già più di mille anni fa i nostri antenati in onore della dea
Maia i cui festeggiamenti ricadevano proprio tra la fine di aprile e gli
inizi di maggio quando l'antica
divinità romana della fecondità, della primavera e della crescita
della natura, a volte identificata con la pleaide greca madre di
Mercurio, faceva il suo ritorno sulla terra ricoprendola di
fiori e foglie e perciò ritenuta l'artefice del risveglio naturale. Il
suo culto era legato al mese di maggio, che prende il nome da lei.
Esiste anche una bellissima leggenda abruzzese secondo la
quale Maja era una ninfa giunta in
Italia dalla Frigia per salvare il figlio ferito, il gigante Mercurio.
Dopo la morte del figlio, sepolto sul Gran Sasso (che ricorda la forma
di un "gigante che dorme"), Maja morì di dolore e fu sepolta
sulla montagna che da lei prese il nome di Maiella.
Il tradizionale mazzetto collocato dalle nostre nonne sull'uscio
di casa era generalmente costituita da un ramo di Spina Christi un
cespuglio spinoso che all'inizio della primavera ricopre le nostre
colline tingendole d' oro e da rametti di Roryppa pyrenaica o crescione
dei Pirenei, altra pianta dal fiore giallo che ricopre le terre
marginali. Le nostre nonne prestavano molta attenzione alla prima
persona che il primo maggio si presentava all'uscio di casa. I fanciulli
o le fanciulle erano bene accolti e ricompensati con dolci e leccornìe
varie, mentre le persone anziane, soprattutto se in gramaglie, venivano
cacciate in malo modo perché ritenute portatrici di sventure nel corso
dei rimanenti mesi dell'anno.
Chissà fin quando questa interessante tradizione che arricchisce
il patrimonio antropologico caccurese resisterà all'usura del tempo
assieme ad altre perle come le palme di confetti e cioccolato o la
via crucis notturna? Peccato che molti intellettuali snobbino queste
inezie, queste bagatelle considerandole stupidaggini o residui di
paganesimo dei quali vergognarsi.
22/03/2026
E' MORTO ANTONIO GUZZO

Si è spento ieri sera
all'età di 84 anni nell'ospedale di Castrovillari nel quale era
ricoverato da qualche giorno il nostro concittadino Antonio Guzzo.
Dopo lunghi anni di emigrazione in Lombardia, dopo
il pensionamento era tornato a Caccuri da qualche anno accolto da
amici e parenti. Per i suoi trascorsi lombardi gli amici lo
avevano simpaticamente ribattezzato "Totonnu 'u milanese." Era
una persona buona, mite ed educata, un amico di tutti. I funerali
saranno celebrato domani nella chiesa madre di Santa Maria delle
Grazie.
In questi momenti di dolore voglio porgere ai figli, ai fratelli,
alla sorella e ai parenti tutti le mie più sentite condoglianze. Addio,
Totò, riposa in pace.
29/03/2026
DUE GRANDI CACCURESI DIFENSORI DELLA CACCURESITà

In questi giorni di quelle che una volta
erano feste il pensiero commosso e e deferente va a questi due grandi
caccuresi, due grandi cultori della caccuresità e strenui difensori
delle tradizioni, della cultura e della vita sociale e relazionale
caccuresi: il primo, Giovanni Marullo col celebre aforisma del "paise
'e ra muntagna" e il secondo, l'ex arciprete don Peppino Pitaro, se
necessario, anche passando a vie di fatto.
Se questo paese avesse ancora un briciolo di orgoglio e di
autostima dovrebbe quanto meno erigere un monumento a Giovanni Marulo e
intitolare una strada a don Peppino Pitaro.
29/03/2026
ADDIO AL COMPAGNO UBALDO SCHIFINO

Ho appreso qualche minuto fa la
dolorosissima notizia della morte del fraterno amico e carissimo
compagno Ubaldo Schifino. Ubaldo, assieme al compianto Pino
Buscema, fu il primo compagno della Federazione di Crotone che conobbi
in una fredda serata del 1969 nella casa del professore Mario Sperlì di
via Salita castello quando, con in tasca la mia prima tessera del PCI mi
accingevo con grande speranza e un grandissimo entusiasmo, assieme ad
altri giovani compagni caccuresi, a rifondare la Sezione del Partito di
Gramsci e di Togliatti che in paese praticamente non esisteva più da
anni nonostante l'attivismo dell'allora segretario di Sezione, compagno
Rocco Mele che, nonostante fosse gravemente ammalato, cercava di
mantenere ancora accesa la fiammella rossa.
Da quella sera Ubaldo, che qualche anno dopo diventerà il
segretario della Federazione di quella che una volta era la
"Stalingrado della Calabria", fu, assieme a Maurizio Mesoraca,
a Pasquale Poerio, a Mario Sestito, a Peppino Guarascio,
Ciccio Caruso, Ciccio Samà, Fofò Oliverio, Pasqualino Iozzi ed altri
compagni, un fratello maggiore, un maestro di vita e di politica, una
guida sincera, leale, sempre coerente. Con lui condussi tantissime
battaglie politiche, ultima della quale nel 2007 quando appoggiamo
insieme la mozione Angius che
cercava di scongiurare la sciagurata operazione di Fassino che portò
allo scioglimento dei DS, l'erede politico del glorioso PCI. Per lui mi
spesi anche al ballottaggio per l'elezione del presidente della
Provincia di Crotone quando, anche grazie l disimpegno e al tradimento
di tanti ex comunisti poi confluiti nel PD, fu battuto dal candidato del
centrodestra avvocato Zurlo.
Formatosi politicamente negli anni del fermento studentesco
del 1968, fu segretario dei giovani comunisti della Fgic, poi leader
di partito e segretario della Federazione del Pci di Crotone tra il 1976
e il 1981. Eletto Consigliere regionale della Calabria nella IV
legislatura, Schifino lasciò un segno indelebile nelle istituzioni
ricoprendo ruoli chiave. Da assessore alla Sanità firmò la
prima legge in Italia di riordino delle Usl, riducendole drasticamente
in Calabria per razionalizzare la spesa e migliorare i servizi. Da assessore
al Personale collaborò con il giurista Sabino Cassese per la
legge di riordino degli uffici regionali. Infine, da assessore al
Turismo e sport fu l'anima della II Conferenza nazionale dello
sport e promotore dei principali itinerari turistico - culturali della
regione.
Ubaldo Schifino fu anche il fondatore del settimanale
“Il
Diario del Crotonese”, giornale al quale collaborai scrivendo
parecchi articoli trai i quali quelli che denunciavano lo
spaventoso stato di degrado e di abbandono della Chiesa di Santa Maria
del Soccorso di Caccuri.
Il Diario del Crotonese fu un valido strumento di
analisi e denuncia in una città che stava affrontando profonde
trasformazioni industriali e sociali.
Migliaia di ricordi mi legano a questo fraterno amico e
straordinario compagno leale e coerente che non rinnegò mai le sue idee
e per questo, come spesso accade, pagò anche dei prezzi.
Ubaldo Schifino è stato un politico di lungo corso, un docente e
un fine intellettuale, un uomo che ha sempre inteso la politica
come servizio civile disinteressato, come studio rigoroso e capacità di
programmazione. Non ha mai omesso, anche attraverso importanti
pubblicazioni, di dire verità scomode o di assumere posizioni
contro corrente avendo in disprezzo i trasformismi e i cambi di
casacca.
Mentre
scrivo affiorano altri ricordi, ma l'emozione mi impedisce di
continuare.
Addio, Ubaldo, compagno, amico, fratello carissimo. Sono
certissimo che da oggi sarai nell'Olimpo dei giusti assieme a tantissimi
compagni dei quali mi onoro di essere stato amico e collaboratore e di
tantissimi altri dei quali ho avuto l'incommensurabile onore di
condividere idee e momenti di lotta.
Addio, Ubaldo, sarai sempre in mezzo a noi, nei nostri pensieri,
nel nostro cuore.
Io e la mia famiglia siamo vicini nel dolore e ci
stringiamo alla famiglia, ai parenti, ai compagni che lo amarono e
stiamrono. Riposa in pace.
ADDIO A GIOVANNA LORIA, UNA DELLE PIù
BELLE E STIMABILI PERSONE CHE HO CONOSCIUTO

Ho appreso solo nel pomeriggio di oggi la triste
notizia del decesso della
carissima amica professoressa Giovanna Loria coniugata Murgia che
si è spenta ieri nell'Ospedale Civile di Cosenza dov'era ricoverata,
all'età di 84 anni. Insegnante di lettere, educatrice e madre
esemplare, Giovanna era altresì religiosissima.
Cattolica praticante, nello spirito cristiano, ma
praticava non solo le virtù teologali, ma anche e soprattutto le opere
di misericordia corporali ispirate al Vangelo di Matteo.
Questa splendida donna, infatti, non tralasciava mai di
visitare gli inferni ai quali portava anche l'eucarestia a domicilio,
era caritatevole nei confronti dei bisognosi , consigliava i dubbiosi
con "la parola di Dio."
Quando mia moglie era gravemente ammalata la collega
professoressa e "sorella di fede" non mancava mai di farle
visita e di portarle una parola di speranza e di conforto insieme
all'eucarestia.
La ricordo con particolare affetto e stima quando
cercava più volte di scalfire anzi di demolire il mio ateismo nel
generoso tentativo di convertirmi alla religione cattolica e la
delusione che le procurai "respingendo gli attacchi". Ma
lei era troppo intelligente e rispettosa delle idee degli altri per cui
non mi serbò mai rancore, e, a differenza di altri integralisti laici o
esponenti del clero, non mi fece mancare il saluto e la stima,
cosa della quale le sono profondamente grato. Giovanna fu anche moglie e
madre esemplare di tre splendidi figli e persona integerrima.
Profondamente commossi, io, mia moglie e la mi famiglia ci
stringiamo al marito, il caro amico Mario Murgia, al figli Giovanni,
Menalba, mia carissima alunna e Stefania e ai parenti tutti
ai quali vogliamo porgere le nostre più sentite condoglianze.
Addio , Giovanna, e grazie per averci dato due cose per noi
più preziosissime: la tua stima e la tua splendida amicizia. Riposa in
pace.
19/03/2026
ANCHE
CACCURI HA DETTO NO

Risultati
del referendum sulla riforma costituzionale a Caccuri
Voti
validi
SI
NO
1^
sezione
199
98
(49,2%)
101(50,7%
2^
Sezione 313
146
(4664%
167(53,35%)
3^
Sezione
114
55
(48,24%)
59 (51,75%)
Totali
626
299(47,76&) 327 (52,23%
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