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     Lunedì 5 gennaio 2026

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  ULTIME NOTIZIE

Ersilia Pasculli compie 101 anni

IL SOLE INVICTUS è NATO: BUON NATALE A TUTTI, LAICI E CREDENT

C'era una volta la processione dell'Immacolata
E' morto Bruno De rose
L'ATTUALITà DEL MESSAGGIO DI SAN FRANCESCO D'ASSISI IN UN CONVEGNO DELL'UPMED

DOMANI COMMEMORAZIONE DEI CADUTI IN GUERRA

ADDIO A ROSINA RUGIERO 

UN MURALES DI FILOMENA GUZZO IN VIA DESTRA 

PASSATA LA FESTA ........ DIVAGAZIONI SEMISERIE

IL FATTO  

Buon Capodanno e auguri a tutti
Quando la Sinistra faceva il suo mestiere.
 
A UNA MANU PORTA LA JACCHERA E ALL'ATRA MANU LA   GALANTE RRINA


 BUON NATALE A TUTTI


 

 





 






 

                                      IL FATTO

               
LA NOTTE DELL'EPIFANIA
                        di Peppno Marino

     Stanotte è la notte dell'Epifania la notte secondo la quale, nella tradizione caccurese i Magi raggiunsero la grotta di Betlemm per onorare il Bambino e portargli i famosi don (oro, incenso e mirra). In realtà nella tradizione cristiana l'epifania è la manifestazione della divinità di Cristo ai magi osa che non è poi in aperto contrasto con quanto ci insegnavano i nostri vecchi. A proposito di tradizioni i nostri antenati caccuresi ci hanno tramandato delle favole bellissime sui meravigliosi prodigi  di questa note magica nella quale, fra l'altro, la befana  visita le nostre case per portare i regali ai bimbi buoni. 
   Sempre convinto che le tradizioni, che identificano e costituiscono un legame indissolubile tra i membri di una comunità   sono preziose e che vanno tramandate affinché i nostri figli le tramandino a loro volta alle future generazioni, ho cercato di condensare nel racconto che segue  i racconti degli avi con gli stupefacenti prodigi che ci affascinavano da bambini quando ancora le favole erano ritenute fondamentali nell'educazione dei fanciulli per la loro capacità di favorire lo sviluppo della creatività e dell'immaginazione  e di aiutarlo a scoprire il suo mondo interiore ed emotivo.
  Oggi, purtroppo qualche pedagogista  e perfino qualche
integralista religioso cerca di mettere in discussione le favole con motivazioni più o meno assurde come se quelle che raccontano loro fossero più credibili e più educative. 
                                             
                        I prodigi dell'Epifania

    La sera del cinque gennaio era festa anche nella povera casuccia di Rocco l’ortolano. Rocco, la moglie Assuntina e i loro cinque figlioli tra i quali Peppinuccio, un frugoletto di appena tre anni, seduti all’umile desco, consumavano una cena meno frugale delle altre sere. Era la vigilia dell’ Epifania, una festa allora importante per i Caccuresi, ma anche per tutti gli uomini del mondo. Assuntina aveva preparato una bella zuppiera di pasta al sugo con le polpette di carne di maiale, baccalà e broccoli fritti con patate arrostite, pitta impigliata e fritti caldi a chiudere degnamente la cena.
   Prima di sedersi a tavola Rocco fece il giro degli animali per assicurarsi che avessero cibo a sufficienza. Quella era la notte dell’Epifania e, come succedeva  sin dai tempi della Creazione, a mezzanotte gli animali avrebbero parlato per raccontare al Creatore come venivano trattati dai loro padroni; guai se gli animali affamati si fossero lamentati con Nostro Signore: la sua maledizione avrebbe colpito l’intera famiglia,  Così Rocco si assicurò che Trotterello, l’amato somaro avesse un buon “mattulu” (1) nella greppia; la stessa cosa fece con la capra Banchina, sparse un secchio di avena nel bacile delle galline, un paniere di castagne e mezzo “stuppellu” (2) di favette nel truogolo del maiale e si assicurò che il fedele Argo avesse ossi a sufficienza, poi, finalmente tranquillo, si sedette a tavola.

  I bambini, eccitati dall’attesa della Befana, si fecero descrivere tante volte gli stupendi prodigi che si sarebbero compiuti da lì a qualche ora quando, a mezzanotte in punto, da tutte le fontane del paese sarebbe sgorgato per qualche minuto, olio purissimo e le pietre sparse per la campagna si sarebbero trasformate in meravigliose pepite d’oro. Purtroppo il miracolo sarebbe durato solo pochi attimi, poi tutto sarebbe tornato come prima. Subito dopo sarebbe stata la volta della vecchia, cara  Befana che, infaticabile come sempre, si sarebbe messa in giro, volando di tetto in tetto ed infilandosi in ogni camino per portare i suoi doni ai bimbi buoni.

   Affascinati da questi meravigliosi  racconti i bambini fecero il proposito di rimanere svegli fino alla mezzanotte per poter finalmente vedere scorrere l’olio dalle fontane e raccogliere ed ammirare una bella pepita , ma, verso le otto e mezza, la candela sulla “ciminiera” (3) era oramai poco più che un moccolo la cui fiammella rischiarava appena il solo ripiano del caminetto. I bambini dormivano già da un pezzo e lo stesso Rocco cominciava a “cimare” (4) . Assuntina lo svegliò con un leggero colpetto sulla spalla, sistemarono i figlioli nei loro giacigli e riempirono di poveri regali le calze appese vicino il focolare, poi, stanchissimi, se ne andarono a letto. All’alba la povera casa risuonò delle grida gioiose dei bimbi che, appena svegli, si erano precipitati a frugare nelle rispettive calze per cercare i doni della Befana. Un bambolina di pezza per Mariettina, la più grandicella, una trottola di quercia con lo spago nuovissimo per Totonno, un topolino ad elastico per Arturo, un salvadanaio di creta per Pasqualino e una manciata di “crocette” e caramelle per Peppinuccio furono sufficienti a rendere felici i bimbi rammaricati per aver perduto, ancora una volta, l’occasione di incontrare l’amata Befana.

 

1)     rotolo di fieno

2)     un ottavo di tomolo (ca. 6 kg.)

3)     caminetto

4)     sonnecchiare

ULTIME NOTIZIE  

01/01/2026

          
Filastrocca di Gennaio
                       di Peppino Marino

Salutiamo l'anno nuovo e il mese di gennaio con questa mia vecchia filastrocca che dedico ai miei discendenti nati quasi tutti in questo fredo, ma importante mese dell'anno

 Filastrocca del granaio
per questo lungo e freddo gennaio,
un mese che arriva con un po’ d’affanno
perché ci porta un nuovo anno,
fra auguri, brindisi, frizzi e lazzi
e, per una notte, ci rende pazzi.
Ma poi i guai cominciano dopo
per chi è povero e non ha fuoco
perché gli auguri di capodanno
al freddo e al gelo ristoro non danno.
Ci vuole legna al focolare
se ci si vuole riscaldare,
mentre candidi fiocchi di neve
cadono spinti da un vento lieve
e imbiancano il monte, la valle, il crinale
nella gelida notte invernale. 
Però gennaio, così inclemente
Con quelli che soffrono e non han niente,
è anche il mese della Befana
che i bimbi buoni ricopre di doni
e, invece, a quelli che buoni non sono,
porta comunque un piccolo dono
perché i bimbi son tutti giulivi
e non esistono bimbi cattivi.


21/12/2025
 
Ersilia Pasculli compie 101 anni



  La nostra amica e compaesana Ersilia Pasculli, vedova Falbo, ha compiuto oggi 101 anni. 
  Ersilia, donna dolcissima, madre affettuosa e compaesana amabile, èla quinta caccurese a superare la soglia dei 101 anni tra i numerosi ultracentenari  caccuresi che che hanno superato l'ambito traguardo del secolo di vita.  Il record di lunghezza della vita rimane ancora appannaggio di Maria Rosaria Perri che si spense all'età di 103 anni, seguita da Maria Francesca Demme che raggiunse il traguardo di 103 anni, seguite da almeno altre sette ultracentenarie che si spensero a un'tà compresa tra i 10o e i 101 anni. 
  A Ersilia gli auguri mie personali, della mia famiglia e della comunità caccurese per altri tantissimi anni di vita in salute  e con la sbalorditiva lucidità ch conserva ancora oggi e che ne fa una delle fonti più preziose di memoria storica di Caccuri e del rione Croci, il nuovo rione caccurese che vide tra i fondatori proprio il padre di Ersilia, presidente della sezione caccurese dell'Associazione nazionale combattenti reduci della grande guerra. 

21/12/2025

IL SOLE INVICTUS
è NATO: BUON NATALE A TUTTI, LAICI E CREDENTI



Salve, amici, ci siamo: alle ore 16,03 di oggi è nato il sole. Ancora una volta il Sol invictus rinasce e vince le tenebre e questo succederà ancora per circa 5 miliardi di anni , fin quando la nostra stella non finirà di trasformare tutto l'idrogeno del suo nuclei in elio per poi spegnersi
  Da oggi la durata del dì comincerà ad allungarsi fino al 21 giugno 2026- 
La "nascita" del sole, che nei millenni è stata associata da quasi tutti i popoli della terra a quella di una miriade di semidei, segna anche l'inizio dell'inverno, ma con l'aumento delle ore di luce il mondo ci sembrerà meno tetro e le piante cominceranno a risvegliarsi e a coprirsi prima di gemme, poi di fiori e foglie e la natura "risusciterà"( Pasqua)
. Viva la luce, viva la vita, buon natale a tutti, soprattutto a quelli che soffrono per malattie, povertà e guerra; buon natale a chi per quattro soldi, tra mille difficoltà, si prende cura di noi; buon natale a medici, agli infermieri, agli insegnanti; buon natale a chi salva vite in mare.  Benvenuto, sole invitto

25/11/2025

OGNI TANTO UNA BUNA NOTIZIA






14/11/2025
LA SEGRETERIA DEL PD CACCURESE CHIEDE NOTIZIE SULLA

CASA DELLA SALUTE

 Con un manifesto affisso nelle vie del paese, la Segreteria del Circolo PD di Caccuri riporta all'attenzione della popolazione il problema della realizzazione di una Casa della Comunità che secondo la decisione dell'AS di Crotone dovrebbe sorgere nel nostro paese insieme ad altre  previste nel capoluogo di provincia e in altri paesi del Crotonese. 
  Col  manifesto  il PD caccurese, preso atto che lo scorso 23 settembre il Commissario dell'ASP di Crotone rendeva noto che nei comuni di Crotone, Cirò marina, Isola Capo Rizzuto, Rocca di Neto e Verzino i  lavori erano già iniziati da qualche tempo e per il Comune di Caccuri era attesa la ridefinizione del progetto aggiornato, chiede alle Autorità competenti,  a nome dei cittadini,  notizie sullo stato del progetto, sui tempi della ridefinizione  e sull'eventuale inizio dei lavori che dovrebbero essere ultimati entro il 31 agosto 2026, data prevista per la chiusura del PNRR per non rischiare di perdere questa importante struttura indispensabile per la tutela della salute in un'area interna carente di servizi sanitari e a rischio di spopolamento anche perché la gente fatica a curarsi. 








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