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     Domenica  11 gennaio 2026

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ADDIO A MARIA PIGNANELLI

DISCENDENTI DI CACCURESI SULLE ORME DEGLI AVI GRAZIE A L'ISOLA AMENA

IL FATTO  

ALLA SCOPERTA DEI PIATTI TIPICI  DEGLI AVI

Il Padre Provinciale dei Predicatori concede l’autorizzazione ad erigere la chiesetta della Congregazione del SS. Rosario.


 

 





 






 

                                                       IL FATTO

ALLA SCOPERTA DEI PIATTI TIPICI  DEGLI AVI 



  Oggi con gli amici compaesani che son venuti a farci visita dalla lontana Argentina, completata, superando incredibili difficoltà la visita ai monumenti caccuresi, ci siamo concessi una bella "Mariola", un piatto tipico della cucina contadina che le nostre antenate preparavano nelle giornate di festa particolarmente fredde perché turismo delle radici significa non solo visitare i luoghi di origine degli avi, ma anche riscoprirne  la cultura, le tradizioni, i piatti tipici, capire la differenza, la diversa storia che sta alla base, di una mariola e di  una pasta alla genovese o alla bolognese, tra una teglia di stigliule in umido e un ossobuco alla milanese o una fiorentina. 
  La mariola è un piatto semplice con ingrediente naturali e salutari alla portata dei vecchi contadini poveri che ha il pregio di essere, nel contempo, un eccellente primo, a base di uova e brodo vegetale o di pollo, In pratica si tratta di una frittata sottile con uova e pecorino tagliata a quadrucci   cotti nel brodo. Con l'aggiunta di una spruzzatina di pepe e di peperoncino piccante si trasforma in un piatto degno degli dei dell'Olimpo. Provare per
credere.  

ACCADDE DOMANI

08/01/1690

Il Padre Provinciale dei Predicatori concede l’autorizzazione ad erigere la chiesetta della Congregazione del SS. Rosario.




C'erano una volta le Congregazioni religiose, istituti religiosi i cui membri emettevano voti in forma semplice che potevano essere clericali o laiche.
A Caccuri esistevano alcune congregazioni sia laicali, come quella della Misericordia, sia clericali come quella del Sacramento e del SS. Rosario:
L'esistenza della congregazione del Sacramento viene confermata sia da Francesco Adilardi, storico calabrese di Limbadi del XIX secolo nella sua Enciclopedia dell'ecclesiastico e da una relazione del vescovo Filippo Gesualdo vescovo di Cariati e Cerenzia tra il 1602 e il 1619 nella quale il presule scrive che all'epoca a Caccuri vi era quella sola congregazione. nessuna notizia certa sull'esistenza delle Misericordie lall'iifuori del toponimo che identificava un anglo del centro storico, appunto la Misericordia dove si ipotizza l'esistenza di una istituzione ch si occupava di assistenza socio - sanitaria per i poveri gestita, appunto, da una omonima congregazione.
Notizie più dettagliate e attendibili esistono, invece, sulla Congregazione del SS. Rosario anche perché da qualche parte dovrebbero esistere ancora i documenti fondativi che uno degli ultimi (forse l'ultimo) priori, il compianto Giuseppe Di Rosa, mi incarico di trascrivere negli anni 80.
Da quei documenti apprendiamo che nel 1689 il priore supplente Francesco Saverio Bonaccio, con una lettera indirizzata al Padre Provinciale dei Predicatori, controfirmata dagli altri confratelli Horatio Antonio Novello, Filippo Mele, infermiere, Francesco Mele e Santino Falbo, chiese "havere un luoco particolare a potervi costruire una congregazione dove ritirarsi possano fare le loro devotioni e cantarvi il SS.mo Rosario, supplicano V.P.N.R. concedergli una stanza in detto Convento dove possano erigere la cappella del SS.mo Rosario e fare le loro devotioni et esercizi spirituali", ovvero una stanza del convento dei domenicani eretto nel 1515 in località Lo Casale.
L'autorizzazione fu concessa qualche settimana dopo, l'8 gennaio del 1690, data che segna la nascita della più bella chiesa caccurese, probabilmente una delle più belle di tutta la regione, impreziosita da altari barocchi, statue, scanni corali e dipinti anche grazie alla munificenza del priore don Antonio Cavalcante, cavaliere di Malta e figlio primogenito del duca don Marzio che rinunciò alla primogenitura a favore del fratello Rosalbo, come ricorda un'epigrafe all'interno della chiesetta sul sacello dell'illustre priore. Ancora oggi, all'interno del tempietto si conservano alcuni teschi recuperati dalle fossae mortuorem dei confratelli che venivano sepolti nella cappelletta e fra questi anche quello del priore don Antonio.

             

ULTIME NOTIZIE  

10/01/2026

    
ADDIO A MARIA PIGNANELLI



  Ho appreso qualche minto fa la triste notizia del decesso della signora Maria Pignanelli, vedova del compianto amico Salvatore che risiedeva nella frazione di Acquafredda. Maria era una donna gentile, umile, amabile, col suo eterno sorriso stampato sul viso, il sorriso delle persone buone e solidali. In questi momenti di grande dolore io, mia moglie e la mia  famiglia vogliamo porgere alla cara e dolce figlia Sara al genero, al fratello Salvatore, alle sorelle e ai parenti tutti le nostre più sentite condoglianze. 
 Addio, cara Maria, e grazie per la tua amicizia, riposa in pace. 


10/01/2026
DISCENDENTI DI CACCURESI SULLE ORME DEGLI AVI GRAZIE
A L'ISOLA AMENA



   E' stato un grandissimo piacere accompagnare  l'amico Sergio Militermo  e fare da guida, per due giorni, a lui e alla  sua gentilissima consorte per le strade di Caccuri, un piacere che si aggiunge all'emozione; la stessa emozione che provai, qualche mese fa, in occasione della visita al nostro paese dell'amico Giancarlo Mauro che dal Friuli ha sentito il bisogno di conoscere Caccuri, il paese nel quale il nonno Ermenegildo, bracciante antifascista, fu confinato negli anni 30 dall'infame regime fascista e che a Caccuri abitò nelle locanda di  mio nonno Peppino Marino; un'emozione che ho provato più volte e continuo a provare quando qualcuno, sente il bisogno di visitare il mio paese grazie all' attività di promozione turistica e culturale avviata dal sito L'Isola Amena nel lontano novembre del 2000. Da allora ho ricevuto centinaia di messaggi da ogni parte del mondo da caccuresi o discendenti di caccuresi sparsi nel mondo, alcuni dei quali leggendo la storia, guardando la foto dei monumenti  pubblicate dal sito, i post sulle tradizioni, sulla lingua locale e molto altro, hanno sentito il bisogno di approfondire la conoscenza, anche attraverso una visita ,del paese dei loro antenati. 
   Sergio Militerno  e la moglie hanno antiche origini italiane. Il bisnonno di Sergio  lasciò Caccuri nei primi anni del secolo scorso per emigrare in Argentina, mentre gli antenati della moglie sono originari di Casamicciola, lo sfortunato borgo dell'Isola d'Ischia devastato dallo spaventoso terremoto del 1883, a seguito del quale gran parte della popolazione emigrò oltre oceano e non sono i primi due  turisti argentini nel nostro paese.  Qualche anno fa, anche un gruppo di discendenti di caccuresi che per puro caso si chiamavano Marino, ma che non erano miei parenti, visitarono Caccuri dopo aver rintracciato il "borgo degli avi" grazie a l'Isola Amena, mentre un argentino famoso, il regista cinematografico Pablo Meza, i cui nonni erano caccuresi, mi contattò qualche anno fa per avere notizie degli avi e una foto della casa dove abitavano. . Sergio, dopo aver conosciuto Caccuri grazie a l'Isola Amena,  mi contattò un paio di anni fa chiedendomi l'amicizia su facebook e promettendomi che un giorno avrebbe visitato Caccuri. Così qualche mese ma mi ricontattò e io mi dichiarai ben lieto di ospitarlo a casa mia e di fargli da guida alla ricerca delle origini. E ieri, finalmente, ha potuto  coronare il sogno di vedere la casa degli avi, le strade che percorsero, i campi nei quali lavoravano onestamente per guadagnarsi un pane sempre più amaro tanto da spingerli ad emigrare.  Avrei voluto anche far vedere loro la chiesa nella quale gli antenati ricevettero il battesimo, contrassero matrimonio, pregarono il loro Dio, ma come canta Antonello Venditti in una sua bellissima canzone, a Caccuri
le chiese, che sono gli unici monumenti degni di nota, almeno fin quando non si avvieranno programmi e progetti per recuperare e valorizzare altri nostri tesori  negletti, sono sempre desolatamente chiuse. E' davvero deprimente e doloroso impegnarsi per promuovere il paese, farlo conoscere virtualmente, invogliare la gente a venirlo a visitare e poi non poter esibire loro i nostri tesori per la spaventosa disorganizzazione, la sciatteria,  regole assurde che ci vengono imposte non si sa da chi e perché insomma dover prendere atto che gli sfoghi amari e sarcastici del  grande Giovanni Marullo avevano un fondamento validissimo. Peccato. La tentazione di mollare tutto e abbandonare il paese al suo destino a volte è grande, ma come si fa? 

01/01/2026

          
Filastrocca di Gennaio
                       di Peppino Marino

Salutiamo l'anno nuovo e il mese di gennaio con questa mia vecchia filastrocca che dedico ai miei discendenti nati quasi tutti in questo fredo, ma importante mese dell'anno

 Filastrocca del granaio
per questo lungo e freddo gennaio,
un mese che arriva con un po’ d’affanno
perché ci porta un nuovo anno,
fra auguri, brindisi, frizzi e lazzi
e, per una notte, ci rende pazzi.
Ma poi i guai cominciano dopo
per chi è povero e non ha fuoco
perché gli auguri di capodanno
al freddo e al gelo ristoro non danno.
Ci vuole legna al focolare
se ci si vuole riscaldare,
mentre candidi fiocchi di neve
cadono spinti da un vento lieve
e imbiancano il monte, la valle, il crinale
nella gelida notte invernale. 
Però gennaio, così inclemente
Con quelli che soffrono e non han niente,
è anche il mese della Befana
che i bimbi buoni ricopre di doni
e, invece, a quelli che buoni non sono,
porta comunque un piccolo dono
perché i bimbi son tutti giulivi
e non esistono bimbi cattivi.



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