|
|
IL
FATTO
MIMMO CAVALLO CI REGALA UN SUO NUOVO CAPOLAVORO DAL TITOLO
SCARAMANTICO.
Sta
per uscire un nuovo album di Mimmo Cavallo dal titolo ironico -
scaramantico " U signuri u na manda bona", una invocazione
tipica del dialetto calabrese e di altri dialetti meridionali mai come
oggi carica di speranza e di incertezze per un futuro dell'Europa e del
mondo probabilmente sempre più tetro e foriero di sciagure.
Già del prossimo 24 luglio è possibile preordinare l'album
distribuito sia in CD che in Vinile LP.
" U signuri u na manda bona" segna il ritorno del
cantautore di Lizzano a una narrazione profondamente legata alle radici
meridionali e a una visone del mondo disincantata , ma profondamente
umana. E', praticamente, un viaggio attraverso le storture, le
fatiche e la bellezza della vita; Già nella scaletta dei brani si
inseriscono anche i singoli che hanno anticipato e preparato il terreno
a questo lavoro negli ultimi anni come 'U Vurpe, Mimi, La
libertà, un vero inno alla libertà intesa come diversità, un brano
che si avvale di un potente arrangiamento di Roberto Guarino,
L'estate che torna.
Questo nuovo disco del cantautore pugliese mescola sonorità
prettamente mediterranee a innesti metropolitani e rock- folk alternando
ballate poetiche a momenti di forte ironia satirica.
Ancora una volta Mimmo si mostra refrattario alle logiche del
mercato discografico usa e getta perché "la usa musica non
segue lo spartito del mercato".
L'uso del dialetto e della metafora antropologica non sono
elementi di un'operazione nostalgica o folkloristica, ma strumenti di
una satira sociale tagliente come sempre nel suo stile per destrutturare
l'indifferenza e il conformismo.
Il disco ci consegna un Mimmo Cavallo nel pieno della maturità
espressiva. I testi mantengono quella verve graffiante e quell'ironia
amara che lo hanno sempre contraddistinto, ma sono ancora più ricchi
di tenerezza poetica. Negli arrangiamenti convivono
organicamente strumenti tradizionali e tessiture moderne. In
definitiva " 'U Signuri u na manda bona" è un'opera che
conferma Mimmo Cavallo come uno degli artisti più preziosi e
significativi della musica italiana.
Mimmo Cavallo, non è solo l'autore di album e
canzoni di forte rivendicazione dell'orgoglio meridionale, di
denuncia dei falsi liberatori del Mezzogiorno come "Siamo
meridionali", "'U Mammà", " Quando saremo fratelli
uniti" o di celebrazione degli ultimi, dei perdenti come
"Dalla parte delle bestie", ma anche di canzoni di grande
successo scritte per altri suoi colleghi come Vedo nero e Non illudermi
così per Zucchero Fornaciari, Viva l'amore, Dio c'è, Danza pagana, Il
mio Oriente per Mia Martini, Caffè nero bollente e Canto contro per
Fiorella Mannoia e della sigla della trasmissione Rai "La storia a
fumetti", dal titolo "Ma che storia è questa" scritta a
quattro mani col grande Enzo Biagi.
Oltre che
un caro amico mio e della mai famiglia è anche un grande amico di
Caccuri e dei caccuresi che abbiamo avuto l'onore di ospitare tre volte
nel nostro paese assieme al Maestro Profazio e a un altro caro amico,
Pino Aprile.
21/06/2002
Giulio
Lucente 50 - La summa artistica di un maestro caccurese

Il carissimo amico, Maestro Giulio Lucente mi ha fatto
graditissimo omaggio del volume "Giulio Lucente 50",
praticamente la "Summa pittorica" di una nutrita serie di
mostre personali e collettive dell'artista caccurese in gallerie,
saloni, musei sparsi per l'Italia, compresa quella del 2021 presso il
Museo Pitagora di Crotone ispirata al film di Mario Camerini "Il
brigante Musolino" girato nel paese di origine dell'artista nel
1950.
Giulio Lucente è uno dei tanti figli della diaspora
caccurese", un artista che ha dato e continua a dare lustro e
decoro al nostro paese come il compianto Peppino Nesci, come Enzo Loria,
come Mario Quintieri, come Nenè Rao. Maestri che con al loro
creatività e la loro arte pittorica hanno creato capolavori
apprezzati e lodati dalla critica.
Nato a Caccuri il 26 novembre del 1957, Giulio emigrò nel 1960
con la famiglia in Piemonte, nell'Astigiano. Diplomato all’Accademia
Albertina di Belle Arti di Torino nel 1980 col massimo dei voti sotto la
guida di Francesco Casorati, ha al suo attivo diverse
esperienze nel campo della scenografia e dal 1987 è docente di Pittura
al Liceo Artistico.
Il valore del pittore caccurese e la sua cifra artistica si
possono cogliere nei giudizi di critici d'arte e di colleghi come
Valerio Miroglio, Pino Mantovani, Bruno Orlandoni, Enrico Vannucci,
Carlo Polidori per citarne solo alcuni.
Valerio Miroglio, Giornalista di professione,
direttore e collaboratore di periodici d'arte e letteratura d'avanguardia
quali Il Caffè, Plexus, Tam Tam, Bollettino
della Vittoria, nella presentazione di "Animula Vagans", una
mostra di un giovanissimo Giulio Lucente del 1980 preso
l'Arazzeria Montalbano di Asti scrive: " La pittura di Giulio
Lucente è, per prima di qualcos'altro un mezzo con il quale il titolare
vaga con l'anima in un mondo di fantasmi veri e terribili (forse
terribili perché veri). Comunque per il giusto registro critico si
dice: un mondo terrifico e fantasmatico. La verità nasce
dall'essere una simbiosi artista - mondo - conoscenza, qualcosa che
prende le mosse da una mente totale e filtra nella mente dell'individuo
il quale si incarica di comunicarlo con l'arte, che poi è l'unico mezzo
praticabile (non certo la parola o la scrittura a meno che non sia
poesia) Com'è il medium, cioè la pittura di Giulio Lucente? Coerente
con il viaggio che è destinata a compiere , libera da influenze
esterne."
Pino Mantovani, pittore e critico d'arte, insegnante di Critica d'arte
all'Accademia Albertina, a commento delle opere esposte da Giulio nella
mostra "Il salto del salmone" , Torino 1998, gioca con la
radice Lux del cognome Lucente e osserva come Giulio insista sulla
solarità: " il destino della brillantezza insomma parrebbe
consegnato al nome, ai nomi". E ancora " Quel
colore acceso fino al parossismo, quell'usarr il corpo come una macchina
ginnica, mi dava l'impressione che quei quadri nascessero ogni volta,
ogni giorno, ogni ora , all'insegna dell'eccitazione, governati da una
necessita per così dire, fisiologica. E però si coglievano
alcuni indizi di segno contrario rispetto al turbinio fin troppo
lucente, come degli interstizi di ombre . Intanto una ironia
sveglia che prendeva le distanze da tanta immediatezza e poi una così
tumida tensione apprensiva; la pittura per sua parte, pareva intasarsi,
annodarsi, incespicare su se stessa con effetti perfino drammatici,
almeno rivelatori di una specie di angoscia, che di fatto oscurava
il canto spiegato, incrinava la grazia naturale. " Mi ha
piacevolmente sorpreso, e della cosa sono grato ai curatori del
volumetto, ritrovare tra le pagine critiche, anche la mia povera
presentazione della mostra del Maestro Lucente " I boschi di
Musolino" del 2021 presso il Museo Pitagora di Crotone.
Come caccuresi siamo giustamente orgogliosi di questo nostro
compaesano e ci auguriamo, adesso che il paese dispone di locali idonei
a ospitare mostre d'arte, di poter ammirare i suoi capolavori nel suo
paese natale. Oltre che un omaggio doveroso a un suo illustre figlio
sarebbe per Caccuri anche un mirabile esempio di "emigrazione
di ritorno". Grazie, Giulio, un abbraccio.
|
ULTIME
NOTIZIE
26/03/2026
ADDIO A GIOVANNA LORIA, UNA DELLE PIù
BELLE E STIMABILI PERSONE CHE HO CONOSCIUTO

Ho appreso solo nel pomeriggio di oggi la triste
notizia del decesso della
carissima amica professoressa Giovanna Loria coniugata Murgia che
si è spenta ieri nell'Ospedale Civile di Cosenza dov'era ricoverata,
all'età di 84 anni. Insegnante di lettere, educatrice e madre
esemplare, Giovanna era altresì religiosissima.
Cattolica praticante, nello spirito cristiano, ma
praticava non solo le virtù teologali, ma anche e soprattutto le opere
di misericordia corporali ispirate al Vangelo di Matteo.
Questa splendida donna, infatti, non tralasciava mai di
visitare gli inferni ai quali portava anche l'eucarestia a domicilio,
era caritatevole nei confronti dei bisognosi , consigliava i dubbiosi
con "la parola di Dio."
Quando mia moglie era gravemente ammalata la collega
professoressa e "sorella di fede" non mancava mai di farle
visita e di portarle una parola di speranza e di conforto insieme
all'eucarestia.
La ricordo con particolare affetto e stima quando
cercava più volte di scalfire anzi di demolire il mio ateismo nel
generoso tentativo <di convertirmi alla religione cattolica e la
delusione che le procurai "respingendo gli attacchi". Ma
lei era troppo intelligente e rispettosa delle idee degli altri per cui
non mi serbò mai rancore, e, a differenza di altri integralisti laici o
esponenti del clero, non mi fece mancare il saluto e la stima,
cosa della quale le sono profondamente grato. Giovanna fu anche moglie e
madre esemplare di tre splendidi figli e persona integerrima.
Profondamente commossi, io, mia moglie e la mi famiglia ci
stringiamo al marito, il caro amico Mario Murgia, al figli Giovanni,
Menalba, mia carissima alunna e Stefania e ai parenti tutti
ai quali vogliamo porgere le nostre più sentite condoglianze.
Addio , Giovanna, e grazie per averci dato due cose per noi
più preziosissime: la tua stima e la tua splendida amicizia. Riposa in
pace.
19/03/2026
ANCHE
CACCURI HA DETTO NO

Risultati
del referendum sulla riforma costituzionale a Caccuri
Voti
validi
SI
NO
1^
sezione
199
98
(49,2%)
101(50,7%
2^
Sezione 313
146
(4664%
167(53,35%)
3^
Sezione
114
55
(48,24%)
59 (51,75%)
Totali
626
299(47,76&) 327 (52,23%
|