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                                                                     Martedì 15 giugno 2021

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  ULTIME NOTIZIE
           

INTITOLATA LA SCUOLA DI BADOLATO AD ANTONIO LAROCCA


UNA SCUOLA DI BADOLATO INTITOLATA AL SINDACO LAROCCA


SI è SPENTO PEPPINO GALLO

EUGENIO MARINO VICE RESPONSABILE ORGANIZZAZIONE PD

ADDIO A FORTUNATO PISANO


IL FATTO


GRAZIE AMICI, PURTROPPO SI INVECCHIA

HO VISITATO MULIM E COMPRATO LE SUE ECCELLENZE

CIVILTà CONTADINA E INCIVILTà TECNOLOGICA

 LA POESIA DI FRANCESCO RIZZA RIVOTARI 'E PETRE

CHIEDO SCUSA A NOVEMBRE

DA MARIO SI TROVA

ADDIO A CARLA FRACCI

ADDIO, ROCCIA INSUPERABILE

QUANDO LA TELEVISIONE CHE PRODUCEVA CULTURA

PITTA CU' MAIU CONTRO MALANNI FISICI E MALINCONIE



 

                                    IL FATTO  

                          

          GRAZIE AMICI, PURTROPPO SI INVECCHIA

  Cari ragazzi
(permettetemi di chiamarvi così dall'alto della mia vetusta età, carico di anni e di acciacchi) vi ringrazio per  gli auguri di compleanno. Volevo farlo singolarmente, ma poi mi sono reso conto che ringraziare una per una quasi 500 persone è materialmente impossibile, almeno nell'arco di ua giornata per cui opto per questo ringraziamento collettivo, una specie di benedizione urbi et orbi offrendovi virtualmente un po' di tiramisu (lo sa il cielo alla mia etàdi quanto se ne ha bisogno) e un calice di spumante (lo champagne non ce lo possiamo permettere perché le banche pretendono solide garanzie). Grazie, amici, vi abbraccio con trasporto, poi vado a trasportare dal magazzino degli attrezzi qualche sacchetto di pellet per alimentare la stufa. Si, proprio così, cari amici, non è uno scherzo come potete vedere nella foto; mentre al nord oggi hanno acceso l'aria condizionata, noi abbiamo acceso la stufa. Il clima ormai ha deciso di emulare il genere umano. Gli uomini sono impazziti? Allora impazzisco anch'io. 

                     MULINUM E  LE SUE ECCELLENZE

   Ieri, tornando da Badolato, ho voluto visitare, assieme a mia moglie, come mi proponevo da tempo, un altro fiore all'occhiello della nostra Calabria, un'azienda che costituisce l'ennesima eccellenza di una regione, che pur tra mille difficoltà, lavora e produce e, spesso esporta, qualità, bontà, prelibatezze; eccellenze, appunto. 
   L'azienda in questione si chiama Mulinum ed è ubicata in contrada Torre del Duca in comune di San Floro, a pochi chilometri dalla Cittadella della Regione Calabria nata dal 2016 per iniziativa di Sefano Caccavari, già ideatore di altri progetti per la valorizzazione del territorio di San Floro con la produzione biologica di frutta e verdura, che trasforma il grano della Sila, soprattutto il Senatore Cappelli, la pregevole cultivar ottenuta dal genetista Nazareno Strampelli nei primi anni del Novecento, ma anche la segala, macinati in un vecchio mulino a pietra in eccellente farina, pane, biscotti, taralli e altri derivati cotti nel forno a legna. Grano, farina, pane di alta qualità prodotti e trasformati in un piccolo paese della Calabria di quelli che si vanno sempre più spopolando, ma che grazie a iniziative intelligenti come questa, non solo possono rinascere, ma possono far da traino a tutta la regione e all'intero paese.  Senza contare il piacere dei consumatri calabresi, ma anche di altre regioni italiane, di mangiare un pane, una pizza o una pasta fresca fatta in casa ottenuti da farine di altissima qualità.

 

                 CIVILTà CONTADINA E INCIVILTà TECNOLOGICA



   Oggi pomeriggio, nel corso della consueta passeggiata da Zifarelli a Patia e ritorno, ci siamo rituffati nella nostra fanciullezza quando ci facevamo i baffi con un'erba che, sinceramente, non so come si chiama e abbiamo fotografato " 'u scupulu", una pianta cespugliosa che le nostre nonne e le nostre madri utilizzavano per ricavarne rudimentali scope con le quali spazzavano i vasci e i catoji che erano le nostre abitazioni nei primi anni del Novecento. Quando si spazzavano le abitazioni evidentemente le nostre antenate lo facevano freneticamente dato che nel corso della giornata dovevano fare altre cento attività e "scupulu e paletta" lavoravano incessantemente e velocemente: da qui l'anatema: "Chi te via jire cumu 'u scupulu e la paletta" scagliato contro le persone frenetiche. A qui temi non si conosceva la plastica inquinante; i ricchi si potevano permettere la scopa di saggina, mentre i poveri si accontentavano dello scupulu, materiali biodegradabili che non finivano in discarica, anche perché a quei tempi si riciclava tutto e la raccolta differenziata era praticata da temi immemorabili. Oggi il discorso è diverso, come dimostra la foto a destra e le nostre nonne virtuose sono state sostituite dagli sporcaccioni che trasformano le nostre contrade in immondezzai e la civiltà contadina è stata soppiantata dall'inciviltà tecnologica. 

 

                      LA POESIA DI FRANCESCO RIZZA RIVOTARI 'E PETRE

    E' appena uscito un pregevole volume di poesie in vernacolo del mio amico Francesco Rizza, direttore de Il Calabrone, il periodico edito dal vulcanico Gianni De Simone. Franscesco, in 60 bellissime liriche intrise di ironia bonaria racconta interessanti storie calabresi e fotografa volti e personaggi dei nostri piccoli paesi recuperando una storia minore di Petilia e del Marchesato davvero  preziosissima, un tesoro da tramandare alle future generazioni.  Il volume, dal titolo Se rivotanu 'e petre, è edito dalla Pubbligraf.  Vale davvero la pena di leggere e conservare libri così preziosi che raccontano delle nostre radici, dei nostri nonni, di quello che siamo stati e di quello che siamo.  Un grande in bocca al lupo a Francesco al quale auguro tanto successo. 

 

                     CHIEDO SCUSA A NOVEMBRE



   Qualche giorno fa, molto inopportunamente, ho definito questo maggio 2021 (che non è molto diverso da quello degli anni precedenti) novembrino. Oggi sento il dovere di chiedere scusa al mese di novembre per averlo paragonato a questo balordo periodo. A novembre bastava indossare una semplice camicia a maniche lunghe per avvertire un dolce tepore; oggi con la maglia interna, la camicia e la tuta di pile si battono i denti. Chi ancora si ostina a negare i cambiamenti climatici e lo stato comatoso nel quale abbiamo ridotto questo sventurato paese dovrebbe auto sputarsi in un occhio. 

                    DA MARIO SI TROVA

  Il laboratorio del mio amico Mario Mosca è una specie di pozzo è una specie di pozzo di San Patrizio nel quale puoi trovare di tutto.  Nel suo continuo andirivieni riesce a scovare di tutto: vecchi elettrodomestici, mobili vecchi che cadono a pezzi, mortori grippati, utensili, vecchie radio, insomma "ogni ben di Dio". Lui raccoglie, porta a casa, "ce runa 'na 'mpelliccata" e riesce a recuperare e riciclare oggetti e apparecchi che  erano destinati a diventare ingombrante ciarpame. Tra le ultime novità figurano una mini stadera per piccole pesate e una valigetta zeppa di valvole termoioniche per vecchie radio, strumetti ormai introvabili a meno che no si sia disposti a spendere cifre esorbitanti. Se qualche vecchio radiotecnico che lavora ancora con gli apparecchi di Marconi, Radiomarelli, CGIE etc. ha bisogno di qualche vecchia valvola ora sa che può rivolgersi a lui. 

 

ADDIO, ROCCIA INSUPERABILE

    Se n'è andato anche lui, Tarcisio Burgnich, la Roccia, come lo chiamava Picchi un altro mitico libero della grande Inter che fu il primo a lasciarci, un difensore robusto, grintoso, un baluardo insuperabile, ma anche un calciatore onesto corretto, leale del quale non ricordo mai un fallaccio, un'ammonizione, un'espulsione. Assieme a Giuliano Sarti, Giacinto Facchetti, Aristide Guarneri, Saul Malatrasi, Arrmando Picchi formava la difesa forse più forte del mondo. Quando nell'Inter o nella Nazionale c'era da neuralizzare un avversario molto pericoloso  il tecnico non aveva dubbi, lo affidava al fortissimo difensore friulano. Uno dei ricordi più belli della sua carriera fu il provvidenziale goal (uno dei due segnati in tutto nelle sue 66 partite in maglia azzurra) fu quello che rifilò alla Germania nella "partita del secolo", il 17 giugni del 1970 nello stadio Atzeca di Città del Messico che spianò all'Italia la strada alla finale mondiale poi persa contro il Brasile. Dopo Picchi, Facchetti, Peirò e recentemente Mario Corso, la sua perdita ci addolora profondamente perché con lui se ne va un altro pezzo della nostra giovinezza. Addio, roccia, e grazie per tutti i momenti belli che ci hai fatto vivere. 

 

            QUANDO LA TELEVISIONE CHE PRODUCEVA CULTURA

Oggi mi è capitato per caso di vedere su You tube un lungo video tratto dalle Teche Rai nel quale, fra l’altro, si riproponevano le sigle storiche della Rai eseguite dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della stessa azienda; musiche di Rossini, Bach, Paradisi, Charpentier o più semplicemente del repertorio napoletano come la celebre Pagliaccio, mitica sigla di Carosello, che dalla metà degli anni ’50 del secolo scorso sono state le colonne sonore della nostra vita e che, assieme agli sceneggiati tratti dai grandi romanzi della letteratura europea, alle commedie e ai drammi di grandi autori italiani e stranieri hanno dato un contributo fondamentale alla formazione culturale di larghissime fasce della popolazione italiana, di tanti ragazzi  che non potevano permettersi buone scuole, biblioteche e discoteche di famiglia, prime all’opera etc. Di questi tempi, a parte il fatto che gli sceneggiati li chiamano fiction che se tornasse in vita Dante li prenderebbe a calci nel fondoschiena, la grande musica la ripropongono a ogni morte di papa, gli sceneggiati (pardon le fiction) che danno, salvo rarissime eccezioni come Montalbano o Il giudice meschino di Mimmo Gagemi e poche altre,  sono inguardabili,  perfino i programmi di intrattenimento sono insulsi e noiosissimi, come i quiz, ripetitivi, sempre uguali da decenni,  riproposti tutte le sante sere, come I soliti ignoti, e studiati per dare  ad Einstein e a un idiota le medesime possibilità di vincere. Allora, in questo quadro deprimente, deliziamoci con le teche Rai, poi, magari, fra qualche decennio, i nostri nipoti si delizieranno con quelle delle televisioni commerciali che riproporranno loro programmi mitici come quello del “prezzo è giusto”, grandi fratelli, improbabili naufraghi,novelli Robinson costretti sopravvivere nell'indigenza,  debitamente microfonati e inquadrati contemporaneamente da 4-5 telecamere, uomini e nonne ed altro ancora. 

 PITTA CU' MAIU CONTRO MALANNI FISICI E MALINCONIE

  Oggi, 15 maggio, in questa balorda giornata di "fine inverno", tra le dolorose notizie sull'orrendo genocidio palestinese, il bombardamento mediatico sul covid, il quotidiano vampiraggio televisivo sui tanti fatti di cronaca nera l'unica consolazione è la prima pitta cu' maiu, la tipica focaccia con fiori di sambuco , una delizia per gli occhi e per il palato, senza contare le proprietà diafiretiche, antinevralgiche, emollienti, lassative, antifibrillanti, emetiche,
antireumatiche di questa preziosa pianta che, a detta di Paolo Villaggio, favorì perfino una fuga ingloriosa di Carlo Martello.


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                             ULTIME NOTIZIE 

08/06/2021

INTITOLATA LA SCUOLA DI BADOLATO AD ANTONIO LAROCCA

  E' stata una cerimonia semplice, bella, commovente, ma anche esaltante quella con la quale questa mattina è stata intitolata a mio cognato Antonio Larocca, sindaco di Badolato negli anni '70, la scuola primaria del paese del catanzarese, impreziosita dagli interventi del moderatore, il giornalista Pietro Melia, dell'assessore all'istruzione del comune, Daniela Trapasso, del dirigente scolastico prof. Michele Marzano del caro amico, prof. Vincenzo Squillacioti che ha ricordando l'impegno suo e di quello del sindaco Larocca per l'istituzione dei una delle prime scuole a tempo pieno del Mezzogiorno e da una bellissima relazione di Pietro Cossari che ha illustrato la figura del contadino autodidatta che diventa prestigioso dirigente comunista "laureato all'università del Partito", dirigente dell'Alleanza contadini e sindaco amato, stimato e pianto da tutta la popolazione di Badolato, avversari e compagni di partito, intellettuali e contadini e braccianti. Commovente, ma fermo e molto documentato anche il contributo della moglie, Caterina Trovato, bracciante,  dirigente politico e animatrice di tutte le più impoRtanti battaglie per il progresso del paese e per l'emancipazione delle classi popolari anche dopo la morte del compagno di vita e di partito. 
   Per Antonio Larocca, come è stato ricordato in molti interventi la scuola era il più formidabile strumento di emancipazione, progresso e libertà delle classi subalterne, per questo all'istituzione e al buon funzionamento delle scuole dedicò molta parte del suo prezioso lavoro politico e amministrativo.

07/06/2021

UNA SCUOLA DI BADOLATO INTITOLATA AL SINDACO LAROCCA

   

Con una cerimonia pubblica nel cortile della Scuola primaria di Badolato che si svolgerà domani 8 giugno alle ore 10,30,  si procederà all'intitolazione della stessa scuola ad Antoio Larocca, sindaco di Badolato nei primi anni '70 dello scorso secolo, uno dei principali promotori  dell'istituzione della suola a tempo pieno e di una delle prime scuole materne statali della Calabria, amministratore integerrimo stimato e amato dalla popolazione ancora oggi, a 45 anni dalla sua prematura scomparsa.
   Alla cerimonia, che sarà introdotta e moderata dal giornalista Pietro Melia, già firma tra le più prestigiose del TGR Rai Calabria interverranno l'assessore all'istruzione e politiche sociali di Badolato, Daniela Trapasso e il dirigente dell'Istituto tecnico T. Campanella, Michele Marzano, Il compito di ricordare la figura del politico badolatese è stato affidato al dott. Pietro Cossari, mentre il professore Vincenzo Squillacioti, direttore del periodico culturale La Radice e tra i promotori del progetto per la scuola a tempo pieno, porterà una sua testimonianza.
    Antonio Larocca nacque a Badolato nel 1921. Contadino autodidatta, al rientro dalla guerra divenne un prestigioso dirigente del PCI e delle organizzazioni di massa, in particolare dell'Alleanza contadini lavorando assieme ad altri dirigenti, "rivoluzionari di professione" come venivano chiamati allora, come Pasquale Poerio, Fofò Oliverio ed altri ancora. Fu attivamente impegnato nell'organizzazione delle lotte per la rottura del latifondo e per la conquista delle terre da parte dei contadini incontrando non pochi problemi a causa della repressione violenta della polizia di Scelba e nelle battaglie per la realizzazione delle opere di civiltà come la strada Badolato - Serra San Bruno e altre ancora. Il suo impegno proseguì poi presso la Federazione comunista di Catanzaro fino al 1970 quando fu eletto sindaco del suo paese, carica che mantenne fino alla morte che lo colse nel 1976 lasciando un vuoto incolmabile nella politica e nell'amministrazione del suo paese.

06/06/2021

SI è SPENTO PEPPINO GALLO

    Si è spento serenamente, ieri mattina, l'amico e compesano Peppino Gallo. Peppino era un uomo buono, gentile, educato di un'educazione unica, esemplare. Quando muore una persona come lui per il paese è davvero una grande perdita. In questi momenti di grande dolore voglio far pervenire, anche a nome di mia moglie,  alla moglie, ai figli, alla cara Rosa, al fratello e carissimo amico Giovanni, ai nipoti e ai parenti tutti le mie più sentite condoglianze. 

31/05/2021

EUGENIO MARINO VICE RESPONSABILE ORGANIZZAZIONE PD



  Il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, ha conferito oggi una serie di incarichi esecutivi nell'ambito delle funzioni organizzative e di settore. In particolare, sono stati nominati vice-responsabili Organizzazione: Carlo Bettio (Nord), Donatella Porzi (Centro) e Eugenio Marino (Sud e Isole); Tesseramento e partecipazione: Marco Simiani; Feste dell'Unita': Maria Pia Pizzolante; Cittadinanza e Immigrazione: Matteo Mauri; Mezzogiorno e Coesione: Michele Bordo; Crisi industriali: Valerio Fabiani; Piccoli comuni e finanza locale: Micaela Fanelli. Sono stati inoltre confermati nei propri incarichi di responsabili di settore: Caterina Avanza (Cooperazione internazionale), Luciano Vecchi (Italiani nel Mondo), Brenda Barnini (Welfare), Stefano Lepri (Terzo settore), Monica Cirinna' (Diritti), Marco Carra (Aree interne), Stefania Pezzopane (Aree terremotate e ricostruzione). Nicoletta Pirozzi e' stata nominata presidente del Comitato di esperti sulla Politica estera. Al fine di rafforzare il presidio del partito sull'elaborazione programmatica, sulle politiche di settore e sui rapporti con i territori e le realta' esterne, a breve verranno conferiti ulteri, Una piccola precisazione:  Eugenio Marino non è crotonese, ma caccurese, anche se, per ovvi motivi, è nato nel capoluogdi provincia, anche se è poi vsempre vissuto e si è formato a Caccuri.

27/05/2021


ADDIO A CARLA FRACCI


    Oggi si è spenta una stella, è morta la bellezza, la leggiadria, la levità, una delle più grandi danzatrici di tutti i tempi, una donna meravigliosa, intelligente, colta, appassionata, coraggiosa, con la schiena dritta che difendeva l’arte, la cultura, la libertà e che sapeva dire il fatto laro ai politici sciatti e incapaci. Addio, dolce libellulla.

 

21/05/2021


 ADDIO A FORTUNATO PISANO

   Oggi ho perso un altro caro amico, un uomo onesto, un grande lavoratore, una persona leale, coerente, un compagno di tante battaglie politiche e sindacali: Fortunato Pisano. Pensare che non è più con noi mi rattrista profondamente. Aveva 68 anni e portava il nome del nonno, Fortunato Larosa, un altro mio grande amico al quale la mia famiglia era particolarmente legata. In questi momenti di grande dolore rinnovo le mie condoglianze alla mogle, ai figli, alle figlie e ai parenti tutti. Addio, Fortunato, ti ricorderò sempre con affetto e stima. 


 


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