|
|
IL
FATTO
PRIME PROVE DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE E DI CINEMATOGRAFIA A CACCURI
Il primo embrione di pubblica illuminazione a Caccuri di cui si ha
notizia è l'impianto realizzato dallo stagnino caccurese Pietro Demare
risale al giugno del 1914 quando il vulcanico artigiano caccurese,
autore, fra l'altro di una teleferica che collegava la Serra Grande
all'ex chiesa di San Marco ('A pagliera) su incarico
dell'Amministrazione comunale del tempo, illuminò il vecchio municipio
con lampade ad acetilene in occasione delle eleioni amministrative del
28 giugno per il osto di 20 lire.
L'esperimento ebbe probabilmente un grande successo tanto
che , qualche tempo dopo, Pietro e il padre Saulle ricevettero
l'incarico di illuminare con la stessa tecnologia, le strade del vecchio
borgo.
Saulle De Mare, originario di Cropani, sposò Letizia Martino,
Figlia dello stagnino e bettoliere Francesco Marino di Dipignano,
bisnonno dell'autore di questo post e padre di nonno Peppino Marino: La
famiglia De Mare abitava al Vincolato, nella casa del suocero parte
della quale era adibita anche a locanda e bettola.
Il giovane Pietro, che scolpì anche la lapide dei caduti nella
Grande Guerra collocata sulla facciata del palazzo De Franco in via
Buonasera, diede vita anche assieme al cugino Francesco Marino, al primo
cinema caccurese che utilizzava un proiettore fabbricato da lui
stesso. Questo primo cinema caccurese, ubicato nel locale che poi
ospitò il negozio di alimentari del fotografo e fontaniere comunale
Vincenzo Fazio, interruppe le proiezioni a seguito di uno scoppio del
proiettore anche perché intanto Francesco Marino emigrò in Argentina
in cerca di fortuna. Pietro, comunque, non rimase inattivo e si mise a
fabbricare centrifughe per confezionare i gelati con la neve di conserva
assieme al cugino Eugenio Marino (mio padre).
ACCADDE DOMANI
VIVA IL 25 APRILE, VIVA LA LIBERTà
Cari amici visitatori,
domani è una ricorrenza storica, quella della Liberazione del nostro
Paese dalla belva nazista e dalla tirannia fascista, la data nella
quale è nata effettivamente la Repubblica Italiana, anche se,
questa nascita fu poi sancita formalmente col Referendum istituzionale
del 2 giugno 1946. Per questi obiettivi, per questi valori diedero la
vita uomini come Giacomo Matteotti, Antonio Gramsci, Piero Gobetti, i
fratelli Rosselli, Giovanni Amendola, Duccio Galimberti e tantissimi
altri; altre decine di migliaia tra i quali Sandro
Pertini, Giuseppe Saragat, Umberto Terracini, Camilla Ravera, Enrico
Mattei, Don Luigi Sturzo subirono persecuzioni, carcere, confino, esilio;
altri ancora combatterono, rischiando continuamente la vita come
partigiani nelle diverse divisioni create un po’ da tutti i partiti
antifascisti, come il nostro eroe caccurese Giovanni Sgro, partigiano
garibaldino, Tina Anselmi, Luigi Longo, Paolo Emilio Taviani, Oscar
Luigi Scalfaro, Giorgio Amendola, Claudio Villa, Raffaele Pisu.
Il frutto delle loro lotte e del loro sacrificio fu, appunto, la
Liberazione e l’approvazione di una Costituzione considerata tra le più
avanzate al mondo, più volte definita “la più bella del mondo.”
Una costituzione che fu, dunque, una conquista di tutto il popolo
italiano, anche di chi il 25 aprile fu apparentemente sconfitto, ma che
in realtà vinse, assieme ai suoi avversari, la libertà. Oggi questo
importantissimo atto fondante della nostra Repubblica è sotto attacco,
sta per essere stravolto per togliere diritti e spazi di libertà ai
cittadini e dare più potere a lobby politiche e affaristiche. Di questi
tempi di analfabetismo funzionale ogni 25 aprile potrebbe essere
l’ultimo che celebriamo con la nostra Costituzione visti i numerosi
tentativi di stravolgerla e di fare strame dell'indipendenza di alcuni
poteri dello Stato. Facciamone dunque un momento di lotta e di
mobilitazione permanente, oltre che celebrativo; facciamo in modo che i
muri dei palazzi delle nostre città non debbano più ospitare lapidi
come quelle che compaiono in questo collage; spieghiamo con calma ( per
quanto è possibile) a quei signori che continuano a ripetere che Bella
ciao è una canzone dei comunisti che, pur essendo un brano italiano
legato a vicende prettamente nazionali, è diffuso in molte parti del
mondo come canto di resistenza e di libertà. perché la
Resistenza e la Libertà sono valori universali e spieghiamo loro,
soprattutto a quelli che si professavano o si professano ancora
democristiani, il significato della massima di Sandro
Pertini "Tutte le idee vanno rispettate. Il fascismo, no. Non è
un'idea. È la morte di tutte le idee. L'unico modo di intendere il
fascismo è combatterlo"
Viva la Resistenza, viva l'antifascismo, via la Liberazione, viva il 25
Aprile.
LEGGI AD PERSONAM? PER I CACCURESI FURONO INVENTATE GIA' NEL XV SECOLO
22/04/1465
IL RE DI NAPOLI EMANA UNA LEGGE AD PERSONAM PER I CACCURESI
Il re Ferdinando I° d’Aragona, per favorire
un parente di Cicco Simonetta, Ettore De Gaeta ch si riteneva
perseguitato dal vicerè, concede a tutti i Caccuresi un
privilegio in virtù del quale i cittadini dell’Università di Caccuri
“in primis causa” non possono essere convenuti dinanzi a
nessun altro se non al re stesso. In pratica, i concittadini di
Simonetta, per taluni reati, potevano essere giudicati solo dal re in
persona e non dai magistrati del Regno e tutto ciò, dichiara il
sovrano, “tum maxime per
respecto del magnifico Cecho, segretario dell’illustrissimo Sig.
Duca de Milano”
|
ULTIME
NOTIZIE
22/03/2026
LE FESTE DI MAIA, PATRIMONIO ANTROPOLOGICO CACCURESE

Anche quest'anno, nel rigoroso rispetto
di una tradizione caccurese plurisecolare che affonda le radici nel
millenni, abbiamo addobbato l' uscio con un mazzo di fiori come
facevano già più di mille anni fa i nostri antenati in onore della dea
Maia i cui festeggiamenti ricadevano proprio tra la fine di aprile e gli
inizi di maggio quando l'antica
divinità romana della fecondità, della primavera e della crescita
della natura, a volte identificata con la pleaide greca madre di
Mercurio, faceva il suo ritorno sulla terra ricoprendola di
fiori e foglie e perciò ritenuta l'artefice del risveglio naturale. Il
suo culto era legato al mese di maggio, che prende il nome da lei.
Esiste anche una bellissima leggenda abruzzese secondo la
quale Maja era una ninfa giunta in
Italia dalla Frigia per salvare il figlio ferito, il gigante Mercurio.
Dopo la morte del figlio, sepolto sul Gran Sasso (che ricorda la forma
di un "gigante che dorme"), Maja morì di dolore e fu sepolta
sulla montagna che da lei prese il nome di Maiella.
Il tradizionale mazzetto collocato dalle nostre nonne sull'uscio
di casa era generalmente costituita da un ramo di Spina Christi un
cespuglio spinoso che all'inizio della primavera ricopre le nostre
colline tingendole d' oro e da rametti di Roryppa pyrenaica o crescione
dei Pirenei, altra pianta dal fiore giallo che ricopre le terre
marginali. Le nostre nonne prestavano molta attenzione alla prima
persona che il primo maggio si presentava all'uscio di casa. I fanciulli
o le fanciulle erano bene accolti e ricompensati con dolci e leccornìe
varie, mentre le persone anziane, soprattutto se in gramaglie, venivano
cacciate in malo modo perché ritenute portatrici di sventure nel corso
dei rimanenti mesi dell'anno.
Chissà fin quando questa interessante tradizione che arricchisce
il patrimonio antropologico caccurese resisterà all'usura del tempo
assieme ad altre perle come le palme di confetti e cioccolato o la
via crucis notturna? Peccato che molti intellettuali snobbino queste
inezie, queste bagatelle considerandole stupidaggini o residui di
paganesimo dei quali vergognarsi.
22/03/2026
E' MORTO ANTONIO GUZZO

Si è spento ieri sera
all'età di 84 anni nell'ospedale di Castrovillari nel quale era
ricoverato da qualche giorno il nostro concittadino Antonio Guzzo.
Dopo lunghi anni di emigrazione in Lombardia, dopo
il pensionamento era tornato a Caccuri da qualche anno accolto da
amici e parenti. Per i suoi trascorsi lombardi gli amici lo
avevano simpaticamente ribattezzato "Totonnu 'u milanese." Era
una persona buona, mite ed educata, un amico di tutti. I funerali
saranno celebrato domani nella chiesa madre di Santa Maria delle
Grazie.
In questi momenti di dolore voglio porgere ai figli, ai fratelli,
alla sorella e ai parenti tutti le mie più sentite condoglianze. Addio,
Totò, riposa in pace.
29/03/2026
DUE GRANDI CACCURESI DIFENSORI DELLA CACCURESITà

In questi giorni di quelle che una volta
erano feste il pensiero commosso e e deferente va a questi due grandi
caccuresi, due grandi cultori della caccuresità e strenui difensori
delle tradizioni, della cultura e della vita sociale e relazionale
caccuresi: il primo, Giovanni Marullo col celebre aforisma del "paise
'e ra muntagna" e il secondo, l'ex arciprete don Peppino Pitaro, se
necessario, anche passando a vie di fatto.
Se questo paese avesse ancora un briciolo di orgoglio e di
autostima dovrebbe quanto meno erigere un monumento a Giovanni Marulo e
intitolare una strada a don Peppino Pitaro.
29/03/2026
ADDIO AL COMPAGNO UBALDO SCHIFINO

Ho appreso qualche minuto fa la
dolorosissima notizia della morte del fraterno amico e carissimo
compagno Ubaldo Schifino. Ubaldo, assieme al compianto Pino
Buscema, fu il primo compagno della Federazione di Crotone che conobbi
in una fredda serata del 1969 nella casa del professore Mario Sperlì di
via Salita castello quando, con in tasca la mia prima tessera del PCI mi
accingevo con grande speranza e un grandissimo entusiasmo, assieme ad
altri giovani compagni caccuresi, a rifondare la Sezione del Partito di
Gramsci e di Togliatti che in paese praticamente non esisteva più da
anni nonostante l'attivismo dell'allora segretario di Sezione, compagno
Rocco Mele che, nonostante fosse gravemente ammalato, cercava di
mantenere ancora accesa la fiammella rossa.
Da quella sera Ubaldo, che qualche anno dopo diventerà il
segretario della Federazione di quella che una volta era la
"Stalingrado della Calabria", fu, assieme a Maurizio Mesoraca,
a Pasquale Poerio, a Mario Sestito, a Peppino Guarascio,
Ciccio Caruso, Ciccio Samà, Fofò Oliverio, Pasqualino Iozzi ed altri
compagni, un fratello maggiore, un maestro di vita e di politica, una
guida sincera, leale, sempre coerente. Con lui condussi tantissime
battaglie politiche, ultima della quale nel 2007 quando appoggiamo
insieme la mozione Angius che
cercava di scongiurare la sciagurata operazione di Fassino che portò
allo scioglimento dei DS, l'erede politico del glorioso PCI. Per lui mi
spesi anche al ballottaggio per l'elezione del presidente della
Provincia di Crotone quando, anche grazie l disimpegno e al tradimento
di tanti ex comunisti poi confluiti nel PD, fu battuto dal candidato del
centrodestra avvocato Zurlo.
Formatosi politicamente negli anni del fermento studentesco
del 1968, fu segretario dei giovani comunisti della Fgic, poi leader
di partito e segretario della Federazione del Pci di Crotone tra il 1976
e il 1981. Eletto Consigliere regionale della Calabria nella IV
legislatura, Schifino lasciò un segno indelebile nelle istituzioni
ricoprendo ruoli chiave. Da assessore alla Sanità firmò la
prima legge in Italia di riordino delle Usl, riducendole drasticamente
in Calabria per razionalizzare la spesa e migliorare i servizi. Da assessore
al Personale collaborò con il giurista Sabino Cassese per la
legge di riordino degli uffici regionali. Infine, da assessore al
Turismo e sport fu l'anima della II Conferenza nazionale dello
sport e promotore dei principali itinerari turistico - culturali della
regione.
Ubaldo Schifino fu anche il fondatore del settimanale
“Il
Diario del Crotonese”, giornale al quale collaborai scrivendo
parecchi articoli trai i quali quelli che denunciavano lo
spaventoso stato di degrado e di abbandono della Chiesa di Santa Maria
del Soccorso di Caccuri.
Il Diario del Crotonese fu un valido strumento di
analisi e denuncia in una città che stava affrontando profonde
trasformazioni industriali e sociali.
Migliaia di ricordi mi legano a questo fraterno amico e
straordinario compagno leale e coerente che non rinnegò mai le sue idee
e per questo, come spesso accade, pagò anche dei prezzi.
Ubaldo Schifino è stato un politico di lungo corso, un docente e
un fine intellettuale, un uomo che ha sempre inteso la politica
come servizio civile disinteressato, come studio rigoroso e capacità di
programmazione. Non ha mai omesso, anche attraverso importanti
pubblicazioni, di dire verità scomode o di assumere posizioni
contro corrente avendo in disprezzo i trasformismi e i cambi di
casacca.
Mentre
scrivo affiorano altri ricordi, ma l'emozione mi impedisce di
continuare.
Addio, Ubaldo, compagno, amico, fratello carissimo. Sono
certissimo che da oggi sarai nell'Olimpo dei giusti assieme a tantissimi
compagni dei quali mi onoro di essere stato amico e collaboratore e di
tantissimi altri dei quali ho avuto l'incommensurabile onore di
condividere idee e momenti di lotta.
Addio, Ubaldo, sarai sempre in mezzo a noi, nei nostri pensieri,
nel nostro cuore.
Io e la mia famiglia siamo vicini nel dolore e ci
stringiamo alla famiglia, ai parenti, ai compagni che lo amarono e
stiamrono. Riposa in pace.
ADDIO A GIOVANNA LORIA, UNA DELLE PIù
BELLE E STIMABILI PERSONE CHE HO CONOSCIUTO

Ho appreso solo nel pomeriggio di oggi la triste
notizia del decesso della
carissima amica professoressa Giovanna Loria coniugata Murgia che
si è spenta ieri nell'Ospedale Civile di Cosenza dov'era ricoverata,
all'età di 84 anni. Insegnante di lettere, educatrice e madre
esemplare, Giovanna era altresì religiosissima.
Cattolica praticante, nello spirito cristiano, ma
praticava non solo le virtù teologali, ma anche e soprattutto le opere
di misericordia corporali ispirate al Vangelo di Matteo.
Questa splendida donna, infatti, non tralasciava mai di
visitare gli inferni ai quali portava anche l'eucarestia a domicilio,
era caritatevole nei confronti dei bisognosi , consigliava i dubbiosi
con "la parola di Dio."
Quando mia moglie era gravemente ammalata la collega
professoressa e "sorella di fede" non mancava mai di farle
visita e di portarle una parola di speranza e di conforto insieme
all'eucarestia.
La ricordo con particolare affetto e stima quando
cercava più volte di scalfire anzi di demolire il mio ateismo nel
generoso tentativo di convertirmi alla religione cattolica e la
delusione che le procurai "respingendo gli attacchi". Ma
lei era troppo intelligente e rispettosa delle idee degli altri per cui
non mi serbò mai rancore, e, a differenza di altri integralisti laici o
esponenti del clero, non mi fece mancare il saluto e la stima,
cosa della quale le sono profondamente grato. Giovanna fu anche moglie e
madre esemplare di tre splendidi figli e persona integerrima.
Profondamente commossi, io, mia moglie e la mi famiglia ci
stringiamo al marito, il caro amico Mario Murgia, al figli Giovanni,
Menalba, mia carissima alunna e Stefania e ai parenti tutti
ai quali vogliamo porgere le nostre più sentite condoglianze.
Addio , Giovanna, e grazie per averci dato due cose per noi
più preziosissime: la tua stima e la tua splendida amicizia. Riposa in
pace.
19/03/2026
ANCHE
CACCURI HA DETTO NO

Risultati
del referendum sulla riforma costituzionale a Caccuri
Voti
validi
SI
NO
1^
sezione
199
98
(49,2%)
101(50,7%
2^
Sezione 313
146
(4664%
167(53,35%)
3^
Sezione
114
55
(48,24%)
59 (51,75%)
Totali
626
299(47,76&) 327 (52,23%
|