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                                                            Notizie e commenti
                                                                      
     Giovedì 30  aprile 2026

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                                                            IL FATTO

            PRIME PROVE DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE E DI CINEMATOGRAFIA A CACCURI

   Il primo embrione di pubblica illuminazione a Caccuri di cui si ha notizia è l'impianto realizzato dallo stagnino caccurese Pietro Demare risale al giugno del 1914 quando il vulcanico artigiano caccurese, autore, fra l'altro di una teleferica che collegava la Serra Grande all'ex chiesa di San Marco ('A pagliera) su incarico dell'Amministrazione comunale del tempo, illuminò il vecchio municipio con lampade ad acetilene in occasione delle eleioni amministrative del 28 giugno per il osto di 20 lire. 
   L'esperimento ebbe probabilmente un grande successo tanto che , qualche tempo dopo, Pietro e il padre Saulle ricevettero l'incarico di illuminare con la stessa tecnologia, le strade del vecchio borgo. 
  Saulle De Mare, originario di Cropani, sposò Letizia Martino, Figlia dello stagnino e bettoliere Francesco Marino di Dipignano, bisnonno dell'autore di questo post e padre di nonno Peppino Marino: La famiglia De Mare abitava al Vincolato, nella casa del suocero parte della quale era adibita anche a locanda e bettola. 
  Il giovane Pietro, che scolpì anche la lapide dei caduti nella Grande Guerra collocata sulla facciata del palazzo De Franco in via Buonasera, diede vita anche assieme al cugino Francesco Marino, al primo cinema caccurese che utilizzava un proiettore  fabbricato da lui stesso.  Questo primo cinema caccurese, ubicato nel locale che poi ospitò il negozio di alimentari del fotografo e fontaniere comunale Vincenzo Fazio, interruppe le proiezioni a seguito di uno scoppio del proiettore anche perché intanto Francesco Marino emigrò in Argentina in cerca di fortuna. Pietro, comunque, non rimase inattivo e si mise a fabbricare centrifughe per confezionare i gelati con la neve di conserva assieme al cugino Eugenio Marino (mio padre). 

 

 

 

 

 

                                      ACCADDE DOMANI
                       VIVA IL 25 APRILE, VIVA LA LIBERTà

 

   Cari amici visitatori,
domani è una ricorrenza storica, quella della Liberazione del nostro Paese dalla belva nazista e dalla tirannia fascista, la data  nella quale è nata effettivamente  la Repubblica Italiana, anche se, questa nascita fu poi sancita formalmente col Referendum istituzionale del 2 giugno 1946. Per questi obiettivi, per questi valori diedero la vita uomini come Giacomo Matteotti, Antonio Gramsci, Piero Gobetti, i fratelli Rosselli, Giovanni Amendola, Duccio Galimberti e tantissimi altri; altre decine di migliaia   tra  i quali Sandro Pertini, Giuseppe Saragat, Umberto Terracini, Camilla Ravera, Enrico Mattei, Don Luigi Sturzo subirono persecuzioni, carcere, confino, esilio; altri ancora combatterono, rischiando continuamente la vita come partigiani nelle diverse divisioni create un po’ da tutti i partiti antifascisti, come il nostro eroe caccurese Giovanni Sgro, partigiano garibaldino, Tina Anselmi, Luigi Longo, Paolo Emilio Taviani, Oscar Luigi Scalfaro, Giorgio Amendola, Claudio Villa, Raffaele Pisu.   Il frutto delle loro lotte e del loro sacrificio fu, appunto, la Liberazione e l’approvazione di una Costituzione considerata tra le più avanzate al mondo, più volte definita “la più bella del mondo.” Una costituzione che fu, dunque, una conquista di tutto il popolo italiano, anche di chi il 25 aprile fu apparentemente sconfitto, ma che in realtà vinse, assieme ai suoi avversari, la libertà. Oggi questo importantissimo atto fondante della nostra Repubblica è sotto attacco, sta per essere stravolto per togliere diritti e spazi di libertà ai cittadini e dare più potere a lobby politiche e affaristiche. Di questi tempi di analfabetismo funzionale ogni  25 aprile potrebbe essere l’ultimo che celebriamo con la nostra Costituzione visti i numerosi tentativi di stravolgerla e di fare strame dell'indipendenza di alcuni poteri dello Stato. Facciamone dunque un momento di lotta e di mobilitazione permanente, oltre che celebrativo; facciamo in modo che i muri dei palazzi delle nostre città non debbano più ospitare lapidi come quelle che compaiono in questo collage; spieghiamo con calma ( per quanto è possibile) a quei signori che continuano a ripetere che Bella ciao è una canzone dei comunisti che, pur essendo un brano italiano legato a vicende prettamente nazionali, è diffuso in molte parti del mondo come canto di resistenza e di libertà. perché la Resistenza e la Libertà sono valori universali e spieghiamo loro, soprattutto a quelli che si professavano o si professano ancora democristiani,  il significato della massima di Sandro  Pertini "Tutte le idee vanno rispettate. Il fascismo, no. Non è un'idea. È la morte di tutte le idee. L'unico modo di intendere il fascismo è combatterlo"
Viva la Resistenza, viva l'antifascismo, via la Liberazione, viva il 25 Aprile. 

 

   LEGGI AD PERSONAM? PER I CACCURESI FURONO INVENTATE GIA' NEL XV SECOLO

22/04/1465 

                IL RE DI NAPOLI EMANA UNA LEGGE AD PERSONAM PER I CACCURESI 

   
     Il re Ferdinando I° d’Aragona, per favorire un parente di Cicco Simonetta, Ettore De Gaeta ch si riteneva perseguitato dal vicerè,   concede a tutti i Caccuresi un  privilegio in virtù del quale i cittadini dell’Università di Caccuri “in primis causa” non possono essere convenuti dinanzi a nessun altro se non al re stesso. In pratica, i concittadini di Simonetta, per taluni reati, potevano essere giudicati solo dal re in persona e non dai magistrati del Regno e tutto ciò, dichiara il sovrano, “tum maxime per respecto del magnifico Cecho, segretario dell’illustrissimo Sig. Duca de Milano” 


                                                

ULTIME NOTIZIE  

22/03/2026

LE FESTE DI MAIA, PATRIMONIO ANTROPOLOGICO CACCURESE

  Anche quest'anno, nel rigoroso rispetto di una tradizione caccurese plurisecolare che affonda le radici nel millenni, abbiamo addobbato l' uscio con un mazzo di fiori come facevano già più di mille anni fa i nostri antenati in onore della dea Maia i cui festeggiamenti ricadevano proprio tra la fine di aprile e gli inizi di maggio quando l'antica divinità romana della fecondità, della primavera e della crescita della natura, a volte identificata con la pleaide greca madre di Mercurio,  faceva il suo ritorno sulla terra  ricoprendola di fiori e foglie e perciò ritenuta l'artefice del risveglio naturale. Il suo culto era legato al mese di maggio, che prende il nome da lei. Esiste anche una bellissima leggenda abruzzese secondo la quale       Maja era una ninfa giunta in Italia dalla Frigia per salvare il figlio ferito, il gigante Mercurio. Dopo la morte del figlio, sepolto sul Gran Sasso (che ricorda la forma di un "gigante che dorme"), Maja morì di dolore e fu sepolta sulla montagna che da lei prese il nome di Maiella.
  Il tradizionale mazzetto collocato dalle nostre nonne sull'uscio di casa era generalmente costituita da un ramo di Spina Christi un cespuglio spinoso che all'inizio della primavera ricopre le nostre colline tingendole d' oro e da rametti di Roryppa pyrenaica o crescione dei Pirenei, altra pianta dal fiore giallo che ricopre le  terre marginali. Le nostre nonne prestavano molta attenzione alla prima persona che il primo maggio si presentava all'uscio di casa. I fanciulli o le fanciulle erano bene accolti e ricompensati con dolci e leccornìe varie, mentre le persone anziane, soprattutto se in gramaglie, venivano cacciate in malo modo perché ritenute portatrici di sventure nel corso dei rimanenti mesi dell'anno. 
  Chissà fin quando questa interessante tradizione che arricchisce il patrimonio antropologico caccurese resisterà all'usura del tempo assieme ad altre perle  come le palme di confetti e cioccolato o la via crucis notturna? Peccato che molti intellettuali snobbino queste inezie, queste bagatelle considerandole stupidaggini o residui di paganesimo dei quali vergognarsi.

 

 

22/03/2026
        E' MORTO ANTONIO GUZZO



   Si è spento ieri sera all'età di 84 anni nell'ospedale di Castrovillari nel quale era ricoverato da qualche giorno il nostro concittadino Antonio Guzzo.
    Dopo lunghi anni di emigrazione in Lombardia,
dopo il pensionamento era tornato  a Caccuri da qualche anno accolto da amici e parenti. Per i suoi trascorsi lombardi gli amici  lo avevano simpaticamente ribattezzato "Totonnu 'u milanese." Era una persona buona, mite ed educata, un amico di tutti.  I funerali saranno celebrato domani nella chiesa madre di Santa Maria delle Grazie. 
  In questi momenti di dolore voglio porgere ai figli, ai fratelli, alla sorella e ai parenti tutti le mie più sentite condoglianze. Addio, Totò,  riposa in pace. 


29/03/2026
DUE GRANDI CACCURESI DIFENSORI DELLA CACCURESIT
à

  In questi giorni di quelle che una volta erano feste il pensiero commosso e e deferente va a questi due grandi caccuresi, due grandi cultori della caccuresità e strenui difensori delle tradizioni, della cultura e della vita sociale e relazionale caccuresi: il primo, Giovanni Marullo col celebre aforisma del "paise 'e ra muntagna" e il secondo, l'ex arciprete don Peppino Pitaro, se necessario, anche passando a vie di fatto. 
  Se questo paese avesse ancora un briciolo di orgoglio e di autostima dovrebbe quanto meno erigere un monumento a Giovanni Marulo e intitolare una strada a don Peppino Pitaro. 


29/03/2026
    ADDIO AL  COMPAGNO UBALDO SCHIFINO

   Ho appreso qualche minuto fa la dolorosissima notizia della morte del fraterno amico e carissimo compagno Ubaldo Schifino.   Ubaldo, assieme al compianto Pino Buscema, fu il primo compagno della Federazione di Crotone che conobbi in una fredda serata del 1969 nella casa del professore Mario Sperlì di via Salita castello quando, con in tasca la mia prima tessera del PCI mi accingevo con grande speranza e un grandissimo entusiasmo, assieme ad altri giovani compagni caccuresi, a rifondare la Sezione del Partito di Gramsci e di Togliatti che in paese praticamente non esisteva più da anni nonostante l'attivismo dell'allora segretario di Sezione, compagno Rocco Mele che, nonostante fosse gravemente ammalato, cercava di mantenere ancora accesa la fiammella rossa.
  Da quella sera Ubaldo, che qualche anno dopo diventerà il segretario della Federazione di quella che una volta era la "Stalingrado della Calabria", fu, assieme a Maurizio Mesoraca, a Pasquale Poerio,  a Mario Sestito,  a Peppino Guarascio,  Ciccio Caruso, Ciccio Samà, Fofò Oliverio, Pasqualino Iozzi ed altri compagni, un fratello maggiore, un maestro di vita e di politica, una guida sincera, leale, sempre coerente. Con lui condussi tantissime battaglie politiche, ultima della quale nel 2007 quando appoggiamo insieme la mozione Angius che cercava di scongiurare la sciagurata operazione di Fassino che portò allo scioglimento dei DS, l'erede politico del glorioso PCI. Per lui mi spesi anche al ballottaggio per l'elezione del presidente della Provincia di Crotone quando, anche grazie l disimpegno e al tradimento di tanti ex comunisti poi confluiti nel PD, fu battuto dal candidato del centrodestra avvocato Zurlo. 
  Formatosi politicamente  negli anni del fermento studentesco del 1968, fu segretario dei giovani comunisti della Fgic, poi leader di partito e segretario della Federazione del Pci di Crotone tra il 1976 e il 1981. Eletto Consigliere regionale della Calabria nella IV legislatura, Schifino lasciò un segno indelebile nelle istituzioni ricoprendo ruoli chiave. Da assessore alla Sanità firmò la prima legge in Italia di riordino delle Usl, riducendole drasticamente in Calabria per razionalizzare la spesa e migliorare i servizi. Da assessore al Personale collaborò con il giurista Sabino Cassese per la legge di riordino degli uffici regionali. Infine, da assessore al Turismo e sport fu l'anima della II Conferenza nazionale dello sport e promotore dei principali itinerari turistico - culturali della regione.
   Ubaldo Schifino fu anche il fondatore del settimanale Il Diario del Crotonese”, giornale al quale collaborai scrivendo parecchi articoli  trai i quali quelli che denunciavano lo spaventoso stato di degrado e di abbandono della Chiesa di Santa Maria del Soccorso di Caccuri. 
   Il Diario del Crotonese fu un valido  strumento di analisi e denuncia in una città che stava affrontando profonde trasformazioni industriali e sociali.
   Migliaia di ricordi mi legano a questo fraterno amico e straordinario compagno leale e coerente che non rinnegò mai le sue idee e per questo, come spesso accade, pagò anche dei prezzi. 
  Ubaldo Schifino è stato un politico di lungo corso, un docente e un fine  intellettuale, un uomo che ha sempre inteso la politica come servizio civile disinteressato, come studio rigoroso e capacità di programmazione.  Non ha mai omesso, anche attraverso importanti pubblicazioni,  di dire verità scomode o di assumere posizioni contro corrente avendo in disprezzo i trasformismi e i cambi di casacca. 
 
Mentre scrivo affiorano altri ricordi, ma l'emozione  mi impedisce di continuare.
  Addio, Ubaldo, compagno, amico, fratello carissimo. Sono certissimo che da oggi sarai nell'Olimpo dei giusti assieme a tantissimi compagni dei quali mi onoro di essere stato amico e collaboratore e di tantissimi altri dei quali ho avuto l'incommensurabile onore di condividere idee e momenti di lotta. 
  Addio, Ubaldo, sarai sempre in mezzo a noi, nei nostri pensieri, nel nostro cuore. 
  Io e la mia famiglia siamo  vicini nel dolore e ci stringiamo alla famiglia, ai parenti, ai compagni che lo amarono e stiamrono. Riposa in pace. 



ADDIO A GIOVANNA LORIA, UNA DELLE PI
ù BELLE E STIMABILI  PERSONE CHE HO CONOSCIUTO 

                   
    Ho appreso solo nel pomeriggio di oggi la triste notizia del decesso dell
a carissima amica professoressa Giovanna Loria  coniugata Murgia che si è spenta ieri nell'Ospedale Civile di Cosenza dov'era ricoverata, all'età di 84 anni. Insegnante di lettere, educatrice e madre esemplare, Giovanna era altresì religiosissima. 
   Cattolica praticante, nello spirito cristiano,  ma praticava non solo le virtù teologali, ma anche e soprattutto le opere di misericordia corporali ispirate  al Vangelo di Matteo.
   Questa splendida donna, infatti, non tralasciava mai di visitare gli inferni ai quali portava anche l'eucarestia a domicilio, era caritatevole nei confronti dei bisognosi , consigliava i dubbiosi con "la parola di Dio."
   Quando mia moglie era gravemente ammalata la collega professoressa e "sorella di fede" non mancava mai di farle visita e di portarle una parola di speranza e di conforto insieme all'eucarestia. 
    La ricordo con particolare affetto e stima quando cercava più volte di scalfire anzi di demolire il mio ateismo nel generoso tentativo di convertirmi alla religione cattolica e la delusione che le procurai "respingendo gli attacchi".  Ma lei era troppo intelligente e rispettosa delle idee degli altri per cui non mi serbò mai rancore, e, a differenza di altri integralisti laici o esponenti del clero,  non mi fece mancare il saluto e la stima, cosa della quale le sono profondamente grato. Giovanna fu anche moglie e madre esemplare di tre splendidi figli e persona integerrima. 
  Profondamente commossi, io, mia moglie e la mi famiglia ci stringiamo al marito, il caro amico Mario Murgia, al figli Giovanni, Menalba, mia carissima  alunna e Stefania  e ai parenti tutti ai quali vogliamo porgere le nostre più sentite condoglianze. 
   Addio , Giovanna, e grazie per averci dato due cose per noi più preziosissime: la tua stima e la tua splendida amicizia. Riposa in pace. 

19/03/2026

ANCHE CACCURI HA DETTO NO

Risultati del referendum sulla riforma costituzionale a Caccuri

                             Voti validi                       SI                             NO

1^ sezione              199                             98  (49,2%)           101(50,7%

2^ Sezione          313                       146 (4664%            167(53,35%)

3^ Sezione              114                              55 (48,24%)             59 (51,75%)

   Totali              626                       299(47,76&)        327 (52,23%

 



         


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