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                                                            Notizie e commenti
                                                                      
     Domenica 12  aprile 2026

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                                                            IL FATTO

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13/04/1826        IL RE CHIUDE LE SALINE CALABRESI 
                             LA RIVOLTA DEL SALE DEL  1864
                                   ( di Peppino Marino)       

   

Con un decreto del governo borbonico vengono chiuse le saline di Vaasalicò e Mileti nel territorio di Caccuri e delle zone vicine perché quelle di Altomonte e di Barletta erano già sufficienti al fabbisogno del Regno. Dalle saline caccuresi si estraeva salgemma,cloruro di sodio naturale, un minerale  incolore o colorato da impurità, è noto come "sale di roccia" e si distingue per la purezza, l'assenza di inquinanti marini moderni e una sapidità più delicata rispetto al sale marino che veniva estratto di nascosto dai caccuresi e dai cittadini dei paesi vicini per insaporire le loro pietanze.  sulel saline caccuresi vigilavano prima i gendarmi borbonici, poi, dopo l'unità d'Italia, le guardie doganali piemontesi ( antenate della guardia di finanza).  A questo proposito dopo l'Unità il governo savoiardo istituì un posto di guardia in località Troncone che, poi si trasformò nella prima caserma caccurese della Finanza prima che venisse trasferita, negli anni venti del Novecento,  nel convento dei padri domenicani. 
 Subito dopo l'Unità d'Italia i cittadini ricominciarono a estrarre clandestinamente il salgemma. Il 23 aprile del 1864 Caccuri fu teatro di una drammatica, sanguinosa rivolta popolare che coinvolse decine di persone e che si concluse tragicamente con la morte di un rivoltoso e il ferimento di un secondo insorto. Tutto ebbe inizio il 22 mattina quando una folla di uomini e di donne si presentò alla salina di Vasalicò per sottrarre sale, un genere allora prezioso e monopolio di Stato. Erano presenti alcune guardie doganali che, essendo in numero assolutamente insufficiente a sedare la rivolta, avvisarono per tempo la guardia nazionale di Caccuri che raggiunse tempestivamente la salina, a oltre quattro miglia dall’abitato e riuscì a disperdere i malintenzionati. Poi,  ritenendo risolto il problema, fece rientro in paese. 
   Il giorno dopo i rivoltosi si ripresentarono alla salina, questa volta in duecento tra caccuresi, che erano la stragrande maggioranza, cerentinesi e verzinesi. Alcuni erano armati di fucile, scuri, bastoni, altri semplicemente di bisacce.  Anche questa volta le poche guardie presenti intimarono l’alt, ma non riuscirono ad opporsi e i rivoltosi cominciarono a saccheggiare la salina e a riempire sacchi e bisacce di sale. All’improvviso giunse sul posto un drappello di guardie doganali coadiuvato dalla guardia nazionale. I gendarmi intimarono ai facinorosi di desistere dai loro propositi e di svuotare le bisacce ottenendo la reazione rabbiosa degli insorti che, minacciandoli con le scuri, si avvicinarono alle guardie e aggredirono il sottobrigadiere Ferrini. A questo punto il comandante ordinò di aprire il fuoco. Dopo la prima scarica caddero a terra il mugnaio caccurese Gennaro Pisano  di Vincenzo di 30 anni e Salvatore Secreto, anch’egli caccurese. Il Pisano, colpito da diverse fucilate, apparve subito il più grave fra i due.  La reazione delle guardie convinse gli insorti a desistere e ad abbandonare il sale che avevano già raccolto. I due,  feriti molto gravemente, furono trasportati a Caccuri. Il Secreto sopravvisse, ma il Pisano, giunto in contrada Acquacalda, spirò. 
   Fra i rivoltosi vennero denunciati i più facinorosi e coloro i quali erano risultati armati. Essi erano i caccuresi Gennaro Pisano, poi deceduto, Rocco Scigliano fu Pietro, Nicola, Giovanni e Michele Pasculli fu Savino, Francesco Antonio Falbo di Agostino, Salvatore Silletta,  Francesco Falbo di Gregorio, Giuseppe Gigliotti fu Luigi, Raffaele Secreto fu Rocco,  Maria Lucente fu Giacomo, Scolastica Rao, Stefano Pirito fu Vincenzo, Salvatore Secreto fu Giuseppe, Angela Maria Falbo, Rocco Perri fu Carmine, Saverio e Domenico Guzzo fu Lorenzo, Raffaele Falbo di Agostino, Giuseppe Oliverio fu Benedetto e Gaetano Caputo. 
   Il giudice istruttore affrontò la vicenda con scrupolo ed equilibrio riconoscendo, per quanto era possibile, le ragioni della povera gente, evidentemente al limite della sopravvivenza. Riconobbe che molti dei rivoltosi non avevano opposto resistenza alla forza pubblica, né si erano resi responsabili di violenza, ma volevano solo prelevare un po’ di sale, genere di prima necessità e quasi impossibile da permettersi viste le condizioni di miseria in cui erano costretti a vivere. Derubricò poi il reato da grassazione a semplice contravvenzioni alle leggi doganali poiché la stragrande maggioranza dei rivoltosi aveva tentato di sottrarre quantità di sale inferiore a 20 chilogrammi che, fra l’altro, abbandonò all’arrivo delle guardie. Per questi motivi dichiarò il non luogo a procedere per la stragrande maggioranza di loro chiedendo il rinvio a giudizio solo per 26
rivoltosi. 


                                                

ULTIME NOTIZIE  

29/03/2026

DUE GRANDI CACCURESI DIFENSORI DELLA CACCURESIT
à

  In questi giorni di quelle che una volta erano feste il pensiero commosso e e deferente va a questi due grandi caccuresi, due grandi cultori della caccuresità e strenui difensori delle tradizioni, della cultura e della vita sociale e relazionale caccuresi: il primo, Giovanni Marullo col celebre aforisma del "paise 'e ra muntagna" e il secondo, l'ex arciprete don Peppino Pitaro, se necessario, anche passando a vie di fatto. 
  Se questo paese avesse ancora un briciolo di orgoglio e di autostima dovrebbe quanto meno erigere un monumento a Giovanni Marulo e intitolare una strada a don Peppino Pitaro. 


29/03/2026
    ADDIO AL  COMPAGNO UBALDO SCHIFINO

   Ho appreso qualche minuto fa la dolorosissima notizia della morte del fraterno amico e carissimo compagno Ubaldo Schifino.   Ubaldo, assieme al compianto Pino Buscema, fu il primo compagno della Federazione di Crotone che conobbi in una fredda serata del 1969 nella casa del professore Mario Sperlì di via Salita castello quando, con in tasca la mia prima tessera del PCI mi accingevo con grande speranza e un grandissimo entusiasmo, assieme ad altri giovani compagni caccuresi, a rifondare la Sezione del Partito di Gramsci e di Togliatti che in paese praticamente non esisteva più da anni nonostante l'attivismo dell'allora segretario di Sezione, compagno Rocco Mele che, nonostante fosse gravemente ammalato, cercava di mantenere ancora accesa la fiammella rossa.
  Da quella sera Ubaldo, che qualche anno dopo diventerà il segretario della Federazione di quella che una volta era la "Stalingrado della Calabria", fu, assieme a Maurizio Mesoraca, a Pasquale Poerio,  a Mario Sestito,  a Peppino Guarascio,  Ciccio Caruso, Ciccio Samà, Fofò Oliverio, Pasqualino Iozzi ed altri compagni, un fratello maggiore, un maestro di vita e di politica, una guida sincera, leale, sempre coerente. Con lui condussi tantissime battaglie politiche, ultima della quale nel 2007 quando appoggiamo insieme la mozione Angius che cercava di scongiurare la sciagurata operazione di Fassino che portò allo scioglimento dei DS, l'erede politico del glorioso PCI. Per lui mi spesi anche al ballottaggio per l'elezione del presidente della Provincia di Crotone quando, anche grazie l disimpegno e al tradimento di tanti ex comunisti poi confluiti nel PD, fu battuto dal candidato del centrodestra avvocato Zurlo. 
  Formatosi politicamente  negli anni del fermento studentesco del 1968, fu segretario dei giovani comunisti della Fgic, poi leader di partito e segretario della Federazione del Pci di Crotone tra il 1976 e il 1981. Eletto Consigliere regionale della Calabria nella IV legislatura, Schifino lasciò un segno indelebile nelle istituzioni ricoprendo ruoli chiave. Da assessore alla Sanità firmò la prima legge in Italia di riordino delle Usl, riducendole drasticamente in Calabria per razionalizzare la spesa e migliorare i servizi. Da assessore al Personale collaborò con il giurista Sabino Cassese per la legge di riordino degli uffici regionali. Infine, da assessore al Turismo e sport fu l'anima della II Conferenza nazionale dello sport e promotore dei principali itinerari turistico - culturali della regione.
   Ubaldo Schifino fu anche il fondatore del settimanale Il Diario del Crotonese”, giornale al quale collaborai scrivendo parecchi articoli  trai i quali quelli che denunciavano lo spaventoso stato di degrado e di abbandono della Chiesa di Santa Maria del Soccorso di Caccuri. 
   Il Diario del Crotonese fu un valido  strumento di analisi e denuncia in una città che stava affrontando profonde trasformazioni industriali e sociali.
   Migliaia di ricordi mi legano a questo fraterno amico e straordinario compagno leale e coerente che non rinnegò mai le sue idee e per questo, come spesso accade, pagò anche dei prezzi. 
  Ubaldo Schifino è stato un politico di lungo corso, un docente e un fine  intellettuale, un uomo che ha sempre inteso la politica come servizio civile disinteressato, come studio rigoroso e capacità di programmazione.  Non ha mai omesso, anche attraverso importanti pubblicazioni,  di dire verità scomode o di assumere posizioni contro corrente avendo in disprezzo i trasformismi e i cambi di casacca. 
 
Mentre scrivo affiorano altri ricordi, ma l'emozione  mi impedisce di continuare.
  Addio, Ubaldo, compagno, amico, fratello carissimo. Sono certissimo che da oggi sarai nell'Olimpo dei giusti assieme a tantissimi compagni dei quali mi onoro di essere stato amico e collaboratore e di tantissimi altri dei quali ho avuto l'incommensurabile onore di condividere idee e momenti di lotta. 
  Addio, Ubaldo, sarai sempre in mezzo a noi, nei nostri pensieri, nel nostro cuore. 
  Io e la mia famiglia siamo  vicini nel dolore e ci stringiamo alla famiglia, ai parenti, ai compagni che lo amarono e stiamrono. Riposa in pace. 



ADDIO A GIOVANNA LORIA, UNA DELLE PI
ù BELLE E STIMABILI  PERSONE CHE HO CONOSCIUTO 

                   
    Ho appreso solo nel pomeriggio di oggi la triste notizia del decesso dell
a carissima amica professoressa Giovanna Loria  coniugata Murgia che si è spenta ieri nell'Ospedale Civile di Cosenza dov'era ricoverata, all'età di 84 anni. Insegnante di lettere, educatrice e madre esemplare, Giovanna era altresì religiosissima. 
   Cattolica praticante, nello spirito cristiano,  ma praticava non solo le virtù teologali, ma anche e soprattutto le opere di misericordia corporali ispirate  al Vangelo di Matteo.
   Questa splendida donna, infatti, non tralasciava mai di visitare gli inferni ai quali portava anche l'eucarestia a domicilio, era caritatevole nei confronti dei bisognosi , consigliava i dubbiosi con "la parola di Dio."
   Quando mia moglie era gravemente ammalata la collega professoressa e "sorella di fede" non mancava mai di farle visita e di portarle una parola di speranza e di conforto insieme all'eucarestia. 
    La ricordo con particolare affetto e stima quando cercava più volte di scalfire anzi di demolire il mio ateismo nel generoso tentativo di convertirmi alla religione cattolica e la delusione che le procurai "respingendo gli attacchi".  Ma lei era troppo intelligente e rispettosa delle idee degli altri per cui non mi serbò mai rancore, e, a differenza di altri integralisti laici o esponenti del clero,  non mi fece mancare il saluto e la stima, cosa della quale le sono profondamente grato. Giovanna fu anche moglie e madre esemplare di tre splendidi figli e persona integerrima. 
  Profondamente commossi, io, mia moglie e la mi famiglia ci stringiamo al marito, il caro amico Mario Murgia, al figli Giovanni, Menalba, mia carissima  alunna e Stefania  e ai parenti tutti ai quali vogliamo porgere le nostre più sentite condoglianze. 
   Addio , Giovanna, e grazie per averci dato due cose per noi più preziosissime: la tua stima e la tua splendida amicizia. Riposa in pace. 

19/03/2026

ANCHE CACCURI HA DETTO NO

Risultati del referendum sulla riforma costituzionale a Caccuri

                             Voti validi                       SI                             NO

1^ sezione              199                             98  (49,2%)           101(50,7%

2^ Sezione          313                       146 (4664%            167(53,35%)

3^ Sezione              114                              55 (48,24%)             59 (51,75%)

   Totali              626                       299(47,76&)        327 (52,23%

 



                         GRAZIE PER GLI AUGURI



  è con immenso piacere che voglio ringraziare con questo post  i tantissimi amici che mi hanno fatto pervenire i loro auguri per il mio onomastico e per la festa del papà.  
Da laico miscredente non festeggio l'onomastico, anche se ho un grande rispetto per la figura di Giuseppe di Nazareth che voglio onorare con le parole apparse oggi in un post di  Vatican New  che circolava sul web e che recitano: "San Giuseppe è il modello supremo di paternità putativa, definito da Papa Francesco come "padre amato, tenero, obbediente e accogliente". L'autore del post   poi conclude "In sintesi, San Giuseppe ci insegna che essere padre significa prendersi cura, amare con responsabilità e obbedire al disegno di Dio per i propri figli, nel silenzio e nella tenerezza ." "Essere padre significa prendersi cura, amare con responsabilità dimostrando che la vera paternità nasce dalla cura e dal dono di sé, non solo dalla generazione fisica.";  parole che potrebbero adattarsi benissimo al padre di un figlio nato da una fecondazione eterologa o adottato  da una famiglia omogenitoriale che dette da un religioso non destano scandalo, ma pronunciate da un laico alle orecchie dei chierici   suonerebbero come una bestemmia e gli farebbero rischiare la lapidazione o, comunque la scomunica. 
 Ma tornando agli auguri, voglio anch'io, con colpevole ritardo, fare i miei auguri sinceri e affettuosi a tutti i papà del mondo, con particolare riguardo ai papà dei bambini connazionali  di Giuseppe di Nazareth impegnati, sotto le bombe del fanatismo sionista, a cercare di proteggere, procurare cibo, medicine, mezzi di riscaldamento agli sfortunati bambini palestinesi. Un grazie e un abbraccio a tutti voi. 

13/03/2026

     ADDIO A ROCO FALBO E A NINO TALLERICO


               Rocco Falbo                                       Nino Tallerico 

   Giornata molto triste quella di oggi a Caccuri. Nel giro di poche ore ci hanno lasciato due amici e compaesani. 
   In questo questa incerta e variabile giornata di fine inverno, si sono spenti  Rocco Falbo e Nino Tallerico.
   Rocco Falbo, figlio del compianto Salvatore Giuseppe, sindaco dal 1948 al 1952 e poi vice sindaco dal 1952 al 1970, era quasi mio coetaneo, oltre che un compagno di partito che conoscevo praticamente da sempre anche perché, il fratello Franco, era un mio compagno di scuola, nonché il primo segretario del PCI degli anni 70 e 80. Con Franco rifondammo insieme la Sezione del PCI anche con la collaborazione del giovanissimo Rocco, nonostante il padre fosse un vecchio socialista nenniano passato poi nel Psiup di Valori e Vecchietti per poi confluire nel PCI, mentre i figli si iscrissero direttamente al PCI

 
Rocco era un uomo generoso e attivo che, soprattutto in occasione degli allestimenti del villaggio de L'Unità per le numerose feste annuali che organizzavamo per finanziare il giornale e la Sezione di Caccuri, metteva generosamente al servizio del Partito le sue abilità di falegname e di carpentiere provetto. Aveva anche uno spiccato senso della giustizia e della lealtà caratteristiche che, unitamente alla  caparbietà e al carattere sanguigno, caratteristiche  ne facevano spesso il bersaglio dell'ironia bonaria dei fratelli e delle sorelle, nonché degli amici che gli volevano bene. Era anche impegnato nelle attività parrocchiali, essendo un uomo di profonda fede come lo erano stati anche il padre comunista e la moglie, la compianta Maria Lacaria con la quale formava una coppia legatissima e religiosissima  e in anni più recenti, divenne priore della Congregazione del SS. Rosario. La sua immatura scomparsa, come quella dei fratelli Antonio, Domenico e Franco, mi addolora profondamente. Conserverò  gelosamente il ricordo di questo caro amico nello scrigno dei miei ricordi più belli e più cari. 
  Annunziato Tallerico, per tutti Nino, ci lascia all'età di 84 anni. Figlio del barbiere Luigi che aveva il salone in via Misericordia,  dopo una lunga esperienza di emigrazione in Svizzera, tornato a Caccuri, subentrò nella gestione del salone al defunto padre e fu per almeno due decenni l'unico barbiere caccurese. In quest'ultimi anni, nel corso delle mie passeggiate serali estive  nel centro storico assieme a mia moglie, mi capitava, quasi la sera, di scambiare qualche battuta con Nino, lui affacciato al balcone di via Murorottto dal quale si gode la stupenda visione della costa ionica da Steccato di Cutro  a Cariati e noi seduti sui resti della vecchia cinta muraria caccurese. Oggetto delle nostre conversazioni lo stato di pietoso abbandono del paese e del rione del quale era rimato ormai l'unico abitante. Con la sua morte si chiude praticamente l'ultima casa nel tratto che va dalla metà di via Murorotto all'inizio del rione Iudeca.
   Sia Rocco che Nino furono anche miei "compagni di scena"  in alcune edizioni de 'I Giudei", il dramma sacro sulla Passione e morte di Cristo nelle quali recitammo insieme, io nei panni di Nicodemo e di Giuseppe di Arimatea, Rocco in quelli di uno dei discepoli di Cristo nella scena della Cena da me scritta e sceneggiata nel 1984 e Nino nei panni di Efraim, un membro del Sinedrio tra i più attivi nel chiedere e pretendere la condanna di Cristo. 
  Il dolore per la perdita di questi due amici è davvero grande per cui mi unisco al cordoglio dei figli, dei fratelli, delle sorelle, dei nipoti   e dei parenti tutti ai quali, unitamente alla mia famiglia, porgo le mie più sentite condoglianze. Addio Roco, addio, Nino, è stato bello aver goduto della vostra amicizia e della vostra stima. Riposate in pace. 
 

03/03/2026

  NICO STUMPO
è IL NUOVO  SEGRETARIO PROVINCIALE DEL PD

  L'onorevole Nico Stumpo, classe 1969, originario di Cotronei, è il nuovo segretario provinciale del Partito Democratico Crotonese. Succede al dimissionario Leo Barberio che ha guidato la Federazione crotonese fino a qualche giorno fa. Deputato al Parlamento dal 2013 al 2022 per il Pd e per Articolo Uno, dopo una lunga militanza nella FGCI e nel PCI, si schierò col gruppo contrario allo scioglimento del PCI e a seguito della svolta della Bolognina di Achille Occhetto, aderisce prima a Rifondazione Comunista di Armando Cossutta e Fausto Bertinotti, e poi nel 1995 ai Movimento dei Comunisti Unitari di Flamiano Crucianelli;
Nel 1998 confluisce, coi Comunisti Unitari, nei Democratici di Sinistra (DS) di Massimo D'Alema, partito nato per unificare il Partito Democratico della Sinistra con altre formazioni politiche della sinistra italiana (tra cui loro), diventandone a 29 anni Responsabile nazionale per le politiche sociali  nell' organizzazione Sinistra Giovanile: Successivamente, con la segreteria Bersani, Nico assume il prestigioso incarico di  responsabile dell'Organizzazione. Quando nel 2007 Marco Pannella annunciò di volersi candidare alle primarie per l'elezione a segretario nazionale del PD, Nico Stumpo fu tra quelli che si opposero con più vigore a questo folle progetto (Pannella non era nemmeno iscritto al PD ed era notoriamente un alto dirigente del Partito Radicale) attirandosi l'ira del vecchio politico. 
 Ieri, 2 marzo, è stato eletto segretario della Federazione di Crotone  per acclamazione e all'unanimità. 
 Conoscendo Nico da una vita anche per aver partecipato insieme a lui come relatore a iniziative politiche e referendarie credo che il partito crotonese abbia fatto un'ottima scelta affidandosi a un politico prestigioso e di grande esperienza in grado di risollevarne le sorti dopo i non proprio brillanti risultati delle elezioni amministrative, europee e regionali, a condizione che riesca a ricostruire le strutture periferiche, i Circoli e a riallacciare i legami spezzati con il Partito nelle l aree interne della provincia colpevolmente trascurate e mortificate e a volte perfino dileggiate negli ultimi decenni. Buon lavoro Nico e conta pure sui tuoi compagni. 





  
 

 

 


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