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                                                            Notizie e commenti
                                                                      
     Giovedì 19  marzo 2026

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                                                            IL FATTO

   MARIO QUINTIERI, SCRITTORE E INTELLETTUALE CACCURESE MI FA OMAGGIO DELLA SUA ULTIMA FATICA LETTERARIA 

      Il mio carissimo amico professor, dottore Mario Quintieri mi ha fatto graditissimo omaggio della sua ultima "fatica letteraria", un romanzo dall'intrigante titolo di "Realtà alternative" che , appena nei prossimi giorni  riuscirò a liberarmi da una serie di fastidiosi impegni, mi getterò a leggere avidamente così come ho fatto in passato con tutte  le opere di questo grande caccurese.       
     Ex maestro elementare, poi dirigente scolastico , psicologo clinico e psicoterapeuta, laureato in filosofia e sociologia, pittore, musicista e romanziere, Mario è uno dei più grandi(forse attualmente l'unico) intellettuale eclettico caccurese il cui  ingegno spazia nei diversi campi dello scibile: 
  Già in passato, questo mio amico ed ex collega mi ha fatto  omaggio di suoi preziosi capolavori letterari in uno dei quali, fra l'altro, come già fece un altro amico carissimo e scrittore di successo, Pino Aprile, ha voluto dedicare tre pagine e parte del suo prezioso tempo, alla modesta mia persona e alla mia opera di divulgazione della storia e delle tradizioni caccuresi attraverso il sito L'Isola Amena, ma questa sua ultima opera mi incuriosisce e mi intriga oltremodo. Nella mia grande ignoranza, infatti, ho sempre pensato che l'alternativa alla realtà fosse   l'apparenza, la falsità, l'astrazione,  la finzione, invece grazie a Mario apprendo che si può dire tutto e il contrario di tutto e che Il sogno e lo stato cosciente sono o dovrebbero essere due aspetti del reale.  Approfondeno ulteriormente le ricerche ho imparato anche che per realtà alternative si intendono   ipotetici universi paralleli coesistenti ma separati dal nostro, spesso caratterizzati da linee temporali diverse o esiti storici differenti . Confesso, però, che le mie idee in materia sono ancora molto confuse perché , parafrasando sant'Agostino, pretender di far entrare idee cosi complesse nel mio minuscolo cervello sarebbe come voler svuotare il mare con una conchiglia.  Per questo non vedo l'ora di dedicarmi a mente sgombra alla lettura di questo libro che, a parte la trama, sicuramente avvincente come quella di  tutti i romanzi di Mario, essendo opera di un intellettuale colto, acuto e raffinato,  riuscirà sicuramente a diradare le nebbie del mio intelletto e a colmare qualcuna delle mie tantissime lacune. 
 Grazie, carissimo Mario, Auguro a questo tuo prezioso lavoro un grandissimo successo, ti abbraccio fraternamente e ti porgo i saluti miei e della mia famiglia.  
                                                

ULTIME NOTIZIE  

19/03/2026

                         GRAZIE PER GLI AUGURI



  è con immenso piacere che voglio ringraziare con questo post  i tantissimi amici che mi hanno fatto pervenire i loro auguri per il mio onomastico e per la festa del papà.  
Da laico miscredente non festeggio l'onomastico, anche se ho un grande rispetto per la figura di Giuseppe di Nazareth che voglio onorare con le parole apparse oggi in un post di  Vatican New  che circolava sul web e che recitano: "San Giuseppe è il modello supremo di paternità putativa, definito da Papa Francesco come "padre amato, tenero, obbediente e accogliente". L'autore del post   poi conclude "In sintesi, San Giuseppe ci insegna che essere padre significa prendersi cura, amare con responsabilità e obbedire al disegno di Dio per i propri figli, nel silenzio e nella tenerezza ." "Essere padre significa prendersi cura, amare con responsabilità dimostrando che la vera paternità nasce dalla cura e dal dono di sé, non solo dalla generazione fisica.";  parole che potrebbero adattarsi benissimo al padre di un figlio nato da una fecondazione eterologa o adottato  da una famiglia omogenitoriale che dette da un religioso non destano scandalo, ma pronunciate da un laico alle orecchie dei chierici   suonerebbero come una bestemmia e gli farebbero rischiare la lapidazione o, comunque la scomunica. 
 Ma tornando agli auguri, voglio anch'io, con colpevole ritardo, fare i miei auguri sinceri e affettuosi a tutti i papà del mondo, con particolare riguardo ai papà dei bambini connazionali  di Giuseppe di Nazareth impegnati, sotto le bombe del fanatismo sionista, a cercare di proteggere, procurare cibo, medicine, mezzi di riscaldamento agli sfortunati bambini palestinesi. Un grazie e un abbraccio a tutti voi. 

13/03/2026

     ADDIO A ROCO FALBO E A NINO TALLERICO


               Rocco Falbo                                       Nino Tallerico 

   Giornata molto triste quella di oggi a Caccuri. Nel giro di poche ore ci hanno lasciato due amici e compaesani. 
   In questo questa incerta e variabile giornata di fine inverno, si sono spenti  Rocco Falbo e Nino Tallerico.
   Rocco Falbo, figlio del compianto Salvatore Giuseppe, sindaco dal 1948 al 1952 e poi vice sindaco dal 1952 al 1970, era quasi mio coetaneo, oltre che un compagno di partito che conoscevo praticamente da sempre anche perché, il fratello Franco, era un mio compagno di scuola, nonché il primo segretario del PCI degli anni 70 e 80. Con Franco rifondammo insieme la Sezione del PCI anche con la collaborazione del giovanissimo Rocco, nonostante il padre fosse un vecchio socialista nenniano passato poi nel Psiup di Valori e Vecchietti per poi confluire nel PCI, mentre i figli si iscrissero direttamente al PCI

 
Rocco era un uomo generoso e attivo che, soprattutto in occasione degli allestimenti del villaggio de L'Unità per le numerose feste annuali che organizzavamo per finanziare il giornale e la Sezione di Caccuri, metteva generosamente al servizio del Partito le sue abilità di falegname e di carpentiere provetto. Aveva anche uno spiccato senso della giustizia e della lealtà caratteristiche che, unitamente alla  caparbietà e al carattere sanguigno, caratteristiche  ne facevano spesso il bersaglio dell'ironia bonaria dei fratelli e delle sorelle, nonché degli amici che gli volevano bene. Era anche impegnato nelle attività parrocchiali, essendo un uomo di profonda fede come lo erano stati anche il padre comunista e la moglie, la compianta Maria Lacaria con la quale formava una coppia legatissima e religiosissima  e in anni più recenti, divenne priore della Congregazione del SS. Rosario. La sua immatura scomparsa, come quella dei fratelli Antonio, Domenico e Franco, mi addolora profondamente. Conserverò  gelosamente il ricordo di questo caro amico nello scrigno dei miei ricordi più belli e più cari. 
  Annunziato Tallerico, per tutti Nino, ci lascia all'età di 84 anni. Figlio del barbiere Luigi che aveva il salone in via Misericordia,  dopo una lunga esperienza di emigrazione in Svizzera, tornato a Caccuri, subentrò nella gestione del salone al defunto padre e fu per almeno due decenni l'unico barbiere caccurese. In quest'ultimi anni, nel corso delle mie passeggiate serali estive  nel centro storico assieme a mia moglie, mi capitava, quasi la sera, di scambiare qualche battuta con Nino, lui affacciato al balcone di via Murorottto dal quale si gode la stupenda visione della costa ionica da Steccato di Cutro  a Cariati e noi seduti sui resti della vecchia cinta muraria caccurese. Oggetto delle nostre conversazioni lo stato di pietoso abbandono del paese e del rione del quale era rimato ormai l'unico abitante. Con la sua morte si chiude praticamente l'ultima casa nel tratto che va dalla metà di via Murorotto all'inizio del rione Iudeca.
   Sia Rocco che Nino furono anche miei "compagni di scena"  in alcune edizioni de 'I Giudei", il dramma sacro sulla Passione e morte di Cristo nelle quali recitammo insieme, io nei panni di Nicodemo e di Giuseppe di Arimatea, Rocco in quelli di uno dei discepoli di Cristo nella scena della Cena da me scritta e sceneggiata nel 1984 e Nino nei panni di Efraim, un membro del Sinedrio tra i più attivi nel chiedere e pretendere la condanna di Cristo. 
  Il dolore per la perdita di questi due amici è davvero grande per cui mi unisco al cordoglio dei figli, dei fratelli, delle sorelle, dei nipoti   e dei parenti tutti ai quali, unitamente alla mia famiglia, porgo le mie più sentite condoglianze. Addio Roco, addio, Nino, è stato bello aver goduto della vostra amicizia e della vostra stima. Riposate in pace. 
 

03/03/2026

  NICO STUMPO
è IL NUOVO  SEGRETARIO PROVINCIALE DEL PD

  L'onorevole Nico Stumpo, classe 1969, originario di Cotronei, è il nuovo segretario provinciale del Partito Democratico Crotonese. Succede al dimissionario Leo Barberio che ha guidato la Federazione crotonese fino a qualche giorno fa. Deputato al Parlamento dal 2013 al 2022 per il Pd e per Articolo Uno, dopo una lunga militanza nella FGCI e nel PCI, si schierò col gruppo contrario allo scioglimento del PCI e a seguito della svolta della Bolognina di Achille Occhetto, aderisce prima a Rifondazione Comunista di Armando Cossutta e Fausto Bertinotti, e poi nel 1995 ai Movimento dei Comunisti Unitari di Flamiano Crucianelli;
Nel 1998 confluisce, coi Comunisti Unitari, nei Democratici di Sinistra (DS) di Massimo D'Alema, partito nato per unificare il Partito Democratico della Sinistra con altre formazioni politiche della sinistra italiana (tra cui loro), diventandone a 29 anni Responsabile nazionale per le politiche sociali  nell' organizzazione Sinistra Giovanile: Successivamente, con la segreteria Bersani, Nico assume il prestigioso incarico di  responsabile dell'Organizzazione. Quando nel 2007 Marco Pannella annunciò di volersi candidare alle primarie per l'elezione a segretario nazionale del PD, Nico Stumpo fu tra quelli che si opposero con più vigore a questo folle progetto (Pannella non era nemmeno iscritto al PD ed era notoriamente un alto dirigente del Partito Radicale) attirandosi l'ira del vecchio politico. 
 Ieri, 2 marzo, è stato eletto segretario della Federazione di Crotone  per acclamazione e all'unanimità. 
 Conoscendo Nico da una vita anche per aver partecipato insieme a lui come relatore a iniziative politiche e referendarie credo che il partito crotonese abbia fatto un'ottima scelta affidandosi a un politico prestigioso e di grande esperienza in grado di risollevarne le sorti dopo i non proprio brillanti risultati delle elezioni amministrative, europee e regionali, a condizione che riesca a ricostruire le strutture periferiche, i Circoli e a riallacciare i legami spezzati con il Partito nelle l aree interne della provincia colpevolmente trascurate e mortificate e a volte perfino dileggiate negli ultimi decenni. Buon lavoro Nico e conta pure sui tuoi compagni. 





  
 

 

 


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