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IL
FATTO
I
90anni del compagno OCChetto

Oggi il compagno Achille Occhetto compie 90 anni. L'ex segretario del PCI
dal 21 giugno del 1988 al 3 febbraio del 1991 quando subentrò ad
Alessandro Natta, promotore della svolta della Bolognina il processo
politico che portò il 3 febbraio del 1991 allo scioglimento del PCI e
alla trasformazione dello stesso in Partito Democratico della Sinistra,
è nato a Torino il 3 marzo del 1936. Nel corso della su carriera, ha
ricoperto diversi incarichi di partito tra i quali quello di Segretario
provinciale della FGCI di Milano e di segretario nazionale della stessa
organizzazione giovanile comunista. Dal 1966
al 1969 fu responsabile della Sezione centrale di Stampa e propaganda, e
fece parte del ristretto ufficio di segreteria, dal quale appoggiava
attivamente, assieme a Luigi Longo, il movimento del Sessantotto.
Più volte deputato e senatore, ha ricoperto l'incarico di Presidente della
Delegazione per le relazioni con il Mercosur (dal 12/09/2006
al 11/03/2007) e di Presidente della
Delegazione per le relazioni con l'Assemblea parlamentare della
NATO. Dal
1989 al 1998 è stato anche eurodeputato.
Ho avuto l'occasione di conoscere di persona il compagno Occhetto
quando ricoprivo l'incarico di responsabile provinciale degli enti
locali nella segreteria del compagno Lino Fazio allorchè l'allora
segretario nazionale del PDS scese a Crotone per una serie di
iniziative. Pur non avendo condiviso alcune sue scelte, ho sempre
nutrito ammirazione e rispetto per questo appassionato dirigente della
Sinistra. Lunga vita al compagno Occhetto.
L’Azata
Oggi, martedì grasso, per
noi calabresi è “lu jornu ‘e l’azata”, l’ultimo giorno nel
quale si può mangiare liberamente la carne (chi può permetterselo), poi
arriva Quaraisima (Coraisima nel dialetto della Calabria centro
meridionale), la vedova in gramaglie di Francesco Carnevale, filosofo
gaudente “epicureo” amante delle abbuffate, del divertimento e della
bella vita, allergico al lavoro, soprattutto a quello manuale, che si porta via
spiedi, griglie, padelle, girarrosti, insomma tutto ciò che serve ad
arrostire carne, salsicce, pancetta, vusjiulu (guanciale), preparare
rosticciane, intingoli, insomma tutto ciò che sa di carne, almeno
così ci spiegavano l nostre nonne.
Celebrati i
Saturnalia, l’antica festa romana considerata l’antenata del moderno
Carnevale, i “Lupercalia”
nei quale il 15
febbraio si celebrava la purificazione,
la fertilità e la protezione del bestiame ,
ricorrenza poi sostituita col San Valentino dei cattolici, oggi è la
volta de ‘l’azata” il martedì grasso, il banchetto funebre di
Carnevale nel quale si portano a tavola secchi di polpette al sugo di
maiale, salsicce arrosto, ragù e zuppiere di pasta al sugo ( in
alcune zone della Regione si porta il piatto tipico e “ ‘u risu ‘e l’azata”,
uno sfornato di riso a base di uova, caciocavallo silano, carne
macinata, salsiccia calabrese; domani ci attendono le Ceneri con i
preti che per l’occasione si trasformano in “frati trappisti” per
cospargerci il capo di cenere e ricordarci che dobbiamo morire
come se non bastassero tutti i guai che quotidianamente ci piovono fra
capo e collo facendoci convivere con l'idea della morte sempre in
agguato. Perciò, almeno oggi, mandiamo al diavolo la glicemia, il
colesterolo, i trigliceridi e tutti gli altri guai e abboffiamoci di
carne e di polpette senza dimenticare di annaffiare il tutto con un
eccellente vino, meglio se fatto in casa con le eccellenti uve dei
nostri vitigni autoctoni, alla faccia dei pretonzoli, menagrami e
degli stoici perché “Carnelevaru è mortu, li maccarruni s’u’ cotti, lu casu s‘ha de
grattare, bonu venuto carnelevaru.”
Poi avremo 40 giorni di tempo per riportare tutti i valori nella norma
prima delle “feste di Maia” per celebrare il ritorno della primavera
e la resurrezione dei fiori e delle piante. i colori, la gioia di
vivere.
UNDER WEAR: L'ARTE DI FiLOMENA GUZZO CONQUISTA BOLOGNA
di Peppino Marino
Non capita spesso che uno dei più
prestigiosi e importanti quotidiani italiani come La Repubblica si
occupi, nelle pagine locali di una città di
grande prestigio storico, culturale e accademico
, sede della più antica università del mondo ricca di opere d’arte e
monumenti che sono patrimonio universale dell’Unesco come Bologna, del
pregevole lavoro di una giovanissima artista; se poi la ragazza in
questione è originaria di un piccolo paese situato in Calabria, “nell’ultima
et estrema parte de Italia”, per dirla col grande Cicco Simonetta ed
è una delle tue più care e amate ex alunne, allora la soddisfazione e
la gioia sono davvero grandissime.
L’artista in questione è la nostra bravissima compaesana
Filomena Guzzo, stilista apprezzata anche fuori dei confini nazionali
che preso la Maison Malvasia, lo spazio di aggregazione di via Innocenzo
Malvasia della città felsinea, ha allestito un”Under wear”, una
istallazione artistica che trasforma gli scarti del fast fashion, ovvero
la moda veloce in una montagna di abiti al centro della quale è
collocata una vela. Gli abiti dismessi diventano così, spiega
l’artista, “un’onda statica, un paesaggio, la rappresentazione
plastica di “un eccesso senza senso, non una decorazione, ma
quesito”, una sorta di riflessione sul consumismo deleterio, sullo
spreco di materie, energie, lavoro spesso gettati rapidamente nella
pattumiera in un mondo che non riesce a sfamare, nutrire, vestire
miliardi di individui. Un simbolo di resistenza, un invito a
riflettere su ciò che indossiamo - dentro e fuori, un’opera che non
veste, ma svela.
Ho già avuto modo in passato di elogiare l’inesauribile
creatività della cara Filomena, una vena artistica che, vista giovane
età della nostra compaesana, è destinata a regalarci nei prossimi anni
altri tantissimi gioielli, ma quello che mi entusiasma e mi inorgoglisce
è soprattutto la potenza del messaggio artistico di Filomena, la sua
straordinaria capacità di trasmettere emozioni, idee e visioni del
mondo che trascendono il linguaggio verbale, il suo apprezzabile
ed encomiabile impegno sociale già emerso in altre sue pregevoli opere
come “Fine dei giochi”, l’installazione presentata la scorsa
estate proprio a Caccuri sui giochi rotti dei bambini che hanno la
sventura di abitare in paesi martoriati dalla guerra come la Palestina o
altri sfortunati paesi di questo sgangherato e cinico mondo. Grazie
anche per questo, Filomena, grazie perché la vera arte non è mai, né
dev’essere neutra, insensibile al dolore, alla sofferenza, alla
stupidità umana. L’erte deve contribuire a elevare spiritualmente e
culturalmente il fruitore e la tua arte ci riesce magnificamente. Un
abbraccio e ad maiora.
Il tuo vecchio maestro brontolone.
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ULTIME
NOTIZIE
03/03/2026
NICO STUMPO è
IL NUOVO SEGRETARIO PROVINCIALE DEL PD

L'onorevole
Nico Stumpo, classe 1969, originario di Cotronei, è il nuovo segretario
provinciale del Partito Democratico Crotonese. Succede al dimissionario
Leo Barberio che ha guidato la Federazione crotonese fino a qualche
giorno fa. Deputato al Parlamento dal 2013 al 2022 per il Pd e per
Articolo Uno, dopo una lunga militanza nella FGCI e nel PCI, si schierò
col gruppo contrario allo scioglimento del PCI e a
seguito della svolta
della Bolognina di Achille
Occhetto,
aderisce prima a Rifondazione Comunista di Armando
Cossutta e Fausto
Bertinotti,
e poi nel 1995 ai Movimento
dei Comunisti Unitari di Flamiano
Crucianelli;
Nel 1998 confluisce,
coi Comunisti Unitari,
nei Democratici di Sinistra (DS)
di Massimo D'Alema,
partito nato per unificare il Partito Democratico della
Sinistra con
altre formazioni politiche della sinistra italiana (tra
cui loro), diventandone a 29 anni Responsabile nazionale per le politiche
sociali
nell' organizzazione Sinistra Giovanile: Successivamente, con la
segreteria Bersani, Nico assume il prestigioso incarico di
responsabile dell'Organizzazione. Quando nel 2007 Marco Pannella
annunciò di volersi candidare alle primarie per l'elezione a segretario
nazionale del PD, Nico Stumpo fu tra quelli che si opposero con più
vigore a questo folle progetto (Pannella non era nemmeno iscritto al PD
ed era notoriamente un alto dirigente del Partito Radicale) attirandosi
l'ira del vecchio politico.
Ieri, 2 marzo, è stato eletto segretario della Federazione di
Crotone per acclamazione e all'unanimità.
Conoscendo Nico da una vita anche per aver partecipato insieme a
lui come relatore a iniziative politiche e referendarie credo che il
partito crotonese abbia fatto un'ottima scelta affidandosi a un politico
prestigioso e di grande esperienza in grado di risollevarne le sorti
dopo i non proprio brillanti risultati delle elezioni amministrative,
europee e regionali, a condizione che riesca a ricostruire le strutture
periferiche, i Circoli e a riallacciare i legami spezzati con il Partito
nelle l aree interne della provincia colpevolmente trascurate e
mortificate e a volte perfino dileggiate negli ultimi decenni. Buon
lavoro Nico e conta pure sui tuoi compagni.
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