/

                                                            Notizie e commenti
                                                                      
     Venerdì 13  marzo 2026

                                         Per l'archivio degli anni precedenti clicca sul globo  

                                                                              
Scrivi al sito          

                                                                   
                           
     

                                                            IL FATTO

                     
I 90anni del compagno  OCChetto

 




   Oggi il compagno Achille Occhetto compie 90 anni. L'ex segretario del PCI dal 21 giugno del 1988 al 3 febbraio del 1991 quando subentrò ad Alessandro Natta, promotore della svolta della Bolognina il processo politico che portò il 3 febbraio del 1991 allo scioglimento del PCI e alla trasformazione dello stesso in Partito Democratico della Sinistra, è nato a Torino il 3 marzo del 1936. Nel corso della su carriera, ha ricoperto diversi incarichi di partito tra i quali quello di Segretario provinciale della FGCI di Milano e di segretario nazionale della stessa organizzazione giovanile comunista. Dal 1966 al 1969 fu responsabile della Sezione centrale di Stampa e propaganda, e fece parte del ristretto ufficio di segreteria, dal quale appoggiava attivamente, assieme a Luigi Longo, il movimento del Sessantotto. Più volte deputato e senatore, ha ricoperto l'incarico di Presidente della Delegazione per le relazioni con il Mercosur (dal 12/09/2006 al 11/03/2007) e di Presidente della Delegazione per le relazioni con l'Assemblea parlamentare della NATO. Dal 1989 al 1998 è stato anche eurodeputato. 
  Ho avuto l'occasione di conoscere di persona il compagno Occhetto quando ricoprivo l'incarico di responsabile provinciale  degli enti locali nella segreteria del compagno Lino Fazio allorchè l'allora  segretario  nazionale del PDS scese a Crotone per una serie di iniziative. Pur non avendo condiviso alcune sue scelte, ho sempre nutrito ammirazione e rispetto per questo appassionato dirigente della Sinistra. Lunga vita al compagno Occhetto. 

                                                                                                                        L’Azata



  Oggi, martedì grasso, per noi calabresi è “lu jornu ‘e l’azata”, l’ultimo giorno nel quale si può mangiare liberamente la carne (chi può permetterselo), poi arriva Quaraisima (Coraisima nel dialetto della Calabria centro meridionale), la vedova in gramaglie di Francesco Carnevale, filosofo gaudente “epicureo” amante delle abbuffate, del divertimento e della bella vita, allergico al lavoro, soprattutto a quello manuale, che si porta via spiedi, griglie, padelle, girarrosti, insomma tutto ciò che serve ad arrostire carne, salsicce, pancetta, vusjiulu (guanciale), preparare rosticciane, intingoli, insomma tutto ciò che sa di carne, almeno così ci spiegavano l nostre nonne.
   Celebrati i Saturnalia, l’antica festa romana considerata l’antenata del moderno Carnevale, i  “Lupercalia”  nei quale il 
15 febbraio si celebrava la purificazione, la fertilità e la protezione del bestiame , ricorrenza poi sostituita col San Valentino dei cattolici, oggi è la volta de ‘l’azata” il martedì grasso, il banchetto funebre di Carnevale nel quale si portano a tavola secchi di polpette al sugo di maiale, salsicce arrosto,  ragù e zuppiere di pasta al sugo ( in alcune zone della Regione si porta il piatto tipico e  “ ‘u risu ‘e l’azata”, uno sfornato di riso a base di uova, caciocavallo silano, carne macinata, salsiccia calabrese;  domani ci attendono le Ceneri con i preti che per l’occasione si trasformano in “frati trappisti” per cospargerci  il capo di cenere e ricordarci che dobbiamo morire come se non bastassero tutti i guai che quotidianamente ci piovono fra capo e collo facendoci convivere con l'idea della morte sempre in agguato. Perciò, almeno oggi, mandiamo al diavolo la glicemia, il colesterolo, i trigliceridi e tutti gli altri guai e abboffiamoci di carne e di polpette senza dimenticare di annaffiare il tutto con un eccellente vino, meglio se fatto in casa con le eccellenti uve dei nostri vitigni autoctoni, alla faccia dei pretonzoli,  menagrami e degli stoici perché “Carnelevaru è mortu, li maccarruni s’u’ cotti, lu casu s‘ha de grattare, bonu venuto carnelevaru.”
Poi avremo 40 giorni di tempo per riportare tutti i valori nella norma prima delle “feste di Maia” per celebrare il ritorno della primavera e la resurrezione dei fiori e delle piante. i colori, la gioia di vivere. 
 



 UNDER WEAR: L'ARTE DI FiLOMENA GUZZO CONQUISTA BOLOGNA
                       
di Peppino Marino

                 

 

Non capita spesso che uno dei più prestigiosi e importanti quotidiani italiani come La Repubblica si occupi,  nelle pagine locali di una città di   grande prestigio storico, culturale e accademico , sede della più antica università del mondo ricca di opere d’arte e monumenti che sono patrimonio universale dell’Unesco come Bologna, del pregevole lavoro di una giovanissima artista; se poi la ragazza in questione è originaria di un piccolo paese situato in Calabria,  “nell’ultima et estrema parte de Italia”, per dirla col grande Cicco Simonetta ed è una delle tue più care e amate ex alunne, allora la soddisfazione e la gioia  sono davvero grandissime.  
   L’artista in questione è la nostra bravissima compaesana Filomena Guzzo, stilista apprezzata anche fuori dei confini nazionali che preso la Maison Malvasia, lo spazio di aggregazione di via Innocenzo Malvasia della città felsinea, ha allestito un”Under wear”, una istallazione artistica che trasforma gli scarti del fast fashion, ovvero la moda veloce  in una montagna di abiti al centro della quale è collocata una vela. Gli abiti dismessi diventano così, spiega l’artista, “un’onda statica, un paesaggio, la rappresentazione plastica di “un eccesso senza senso,  non una decorazione, ma quesito”, una sorta di riflessione sul consumismo deleterio, sullo spreco di materie, energie, lavoro spesso gettati rapidamente nella pattumiera in un mondo che non riesce a sfamare, nutrire, vestire miliardi di individui.  Un simbolo di resistenza, un invito a riflettere su ciò che indossiamo - dentro e fuori, un’opera che non veste, ma svela.
   Ho già avuto modo in passato di elogiare l’inesauribile creatività della cara Filomena, una vena artistica che, vista giovane età della nostra compaesana, è destinata a regalarci nei prossimi anni altri tantissimi gioielli, ma quello che mi entusiasma e mi inorgoglisce è soprattutto la potenza del messaggio artistico di Filomena, la sua straordinaria capacità di trasmettere emozioni, idee e visioni del mondo che trascendono il linguaggio verbale,  il suo apprezzabile ed encomiabile impegno sociale già emerso in altre sue pregevoli opere come “Fine dei giochi”, l’installazione presentata la scorsa estate proprio a Caccuri sui giochi rotti dei bambini che hanno la sventura di abitare in paesi martoriati dalla guerra come la Palestina o altri sfortunati paesi di questo sgangherato e cinico mondo. Grazie anche per questo, Filomena, grazie perché la vera arte non è mai, né dev’essere neutra, insensibile al dolore, alla sofferenza, alla stupidità umana. L’erte deve contribuire a elevare spiritualmente e culturalmente il fruitore e la tua arte ci riesce magnificamente. Un abbraccio e  ad maiora.
                Il tuo vecchio maestro brontolone.
             

ULTIME NOTIZIE  

13/03/2026

     ADDIO A ROCO FALBO E A NINO TALLERICO


               Rocco Falbo                                       Nino Tallerico 

   Giornata molto triste quella di oggi a Caccuri. Nel giro di poche ore ci hanno lasciato due amici e compaesani. 
   In questo questa incerta e variabile giornata di fine inverno, si sono spenti  Rocco Falbo e Nino Tallerico.
   Rocco Falbo, figlio del compianto Salvatore Giuseppe, sindaco dal 1948 al 1952 e poi vice sindaco dal 1952 al 1970, era quasi mio coetaneo, oltre che un compagno di partito che conoscevo praticamente da sempre anche perché, il fratello Franco, era un mio compagno di scuola, nonché il primo segretario del PCI degli anni 70 e 80. Con Franco rifondammo insieme la Sezione del PCI anche con la collaborazione del giovanissimo Rocco, nonostante il padre fosse un vecchio socialista nenniano passato poi nel Psiup di Valori e Vecchietti per poi confluire nel PCI, mentre i figli si iscrissero direttamente al PCI

 
Rocco era un uomo generoso e attivo che, soprattutto in occasione degli allestimenti del villaggio de L'Unità per le numerose feste annuali che organizzavamo per finanziare il giornale e la Sezione di Caccuri, metteva generosamente al servizio del Partito le sue abilità di falegname e di carpentiere provetto. Aveva anche uno spiccato senso della giustizia e della lealtà caratteristiche che, unitamente alla  caparbietà e al carattere sanguigno, caratteristiche  ne facevano spesso il bersaglio dell'ironia bonaria dei fratelli e delle sorelle, nonché degli amici che gli volevano bene. Era anche impegnato nelle attività parrocchiali, essendo un uomo di profonda fede come lo erano stati anche il padre comunista e la moglie, la compianta Maria Lacaria con la quale formava una coppia legatissima e religiosissima  e in anni più recenti, divenne priore della Congregazione del SS. Rosario. La sua immatura scomparsa, come quella dei fratelli Antonio, Domenico e Franco, mi addolora profondamente. Conserverò  gelosamente il ricordo di questo caro amico nello scrigno dei miei ricordi più belli e più cari. 
  Annunziato Tallerico, per tutti Nino, ci lascia all'età di 84 anni. Figlio del barbiere Luigi che aveva il salone in via Misericordia,  dopo una lunga esperienza di emigrazione in Svizzera, tornato a Caccuri, subentrò nella gestione del salone al defunto padre e fu per almeno due decenni l'unico barbiere caccurese. In quest'ultimi anni, nel corso delle mie passeggiate serali estive  nel centro storico assieme a mia moglie, mi capitava, quasi la sera, di scambiare qualche battuta con Nino, lui affacciato al balcone di via Murorottto dal quale si gode la stupenda visione della costa ionica da Steccato di Cutro  a Cariati e noi seduti sui resti della vecchia cinta muraria caccurese. Oggetto delle nostre conversazioni lo stato di pietoso abbandono del paese e del rione del quale era rimato ormai l'unico abitante. Con la sua morte si chiude praticamente l'ultima casa nel tratto che va dalla metà di via Murorotto all'inizio del rione Iudeca.
   Sia Rocco che Nino furono anche miei "compagni di scena"  in alcune edizioni de 'I Giudei", il dramma sacro sulla Passione e morte di Cristo nelle quali recitammo insieme, io nei panni di Nicodemo e di Giuseppe di Arimatea, Rocco in quelli di uno dei discepoli di Cristo nella scena della Cena da me scritta e sceneggiata nel 1984 e Nino nei panni di Efraim, un membro del Sinedrio tra i più attivi nel chiedere e pretendere la condanna di Cristo. 
  Il dolore per la perdita di questi due amici è davvero grande per cui mi unisco al cordoglio dei figli, dei fratelli, delle sorelle, dei nipoti   e dei parenti tutti ai quali, unitamente alla mia famiglia, porgo le mie più sentite condoglianze. Addio Roco, addio, Nino, è stato bello aver goduto della vostra amicizia e della vostra stima. Riposate in pace. 
 

03/03/2026

  NICO STUMPO
è IL NUOVO  SEGRETARIO PROVINCIALE DEL PD

  L'onorevole Nico Stumpo, classe 1969, originario di Cotronei, è il nuovo segretario provinciale del Partito Democratico Crotonese. Succede al dimissionario Leo Barberio che ha guidato la Federazione crotonese fino a qualche giorno fa. Deputato al Parlamento dal 2013 al 2022 per il Pd e per Articolo Uno, dopo una lunga militanza nella FGCI e nel PCI, si schierò col gruppo contrario allo scioglimento del PCI e a seguito della svolta della Bolognina di Achille Occhetto, aderisce prima a Rifondazione Comunista di Armando Cossutta e Fausto Bertinotti, e poi nel 1995 ai Movimento dei Comunisti Unitari di Flamiano Crucianelli;
Nel 1998 confluisce, coi Comunisti Unitari, nei Democratici di Sinistra (DS) di Massimo D'Alema, partito nato per unificare il Partito Democratico della Sinistra con altre formazioni politiche della sinistra italiana (tra cui loro), diventandone a 29 anni Responsabile nazionale per le politiche sociali  nell' organizzazione Sinistra Giovanile: Successivamente, con la segreteria Bersani, Nico assume il prestigioso incarico di  responsabile dell'Organizzazione. Quando nel 2007 Marco Pannella annunciò di volersi candidare alle primarie per l'elezione a segretario nazionale del PD, Nico Stumpo fu tra quelli che si opposero con più vigore a questo folle progetto (Pannella non era nemmeno iscritto al PD ed era notoriamente un alto dirigente del Partito Radicale) attirandosi l'ira del vecchio politico. 
 Ieri, 2 marzo, è stato eletto segretario della Federazione di Crotone  per acclamazione e all'unanimità. 
 Conoscendo Nico da una vita anche per aver partecipato insieme a lui come relatore a iniziative politiche e referendarie credo che il partito crotonese abbia fatto un'ottima scelta affidandosi a un politico prestigioso e di grande esperienza in grado di risollevarne le sorti dopo i non proprio brillanti risultati delle elezioni amministrative, europee e regionali, a condizione che riesca a ricostruire le strutture periferiche, i Circoli e a riallacciare i legami spezzati con il Partito nelle l aree interne della provincia colpevolmente trascurate e mortificate e a volte perfino dileggiate negli ultimi decenni. Buon lavoro Nico e conta pure sui tuoi compagni. 





  
 

 

 


                                                           Per inviare il vostro contributo cliccate sulla busta