BIAGIO CIMINO
GLI ECHI DEL CUORE
di Peppino Marino
 



   Mio cugino Vincenzo Parrotta mi ha fatto conoscere un volumetto di poesie di Biagio Cimino pubblicato postumo nell'aprile del 2007 edito dalla tipografia Imprinting di Crotone. Per me è stata una graditissima sorpresa.
   Ho avuto l'immenso  piacere di conoscere, quand'ero fanciullo, quest'uomo straordinario che si spense prematuramente il 3 gennaio del 1959 all'età di 35 anni. Biagio abitava al Vincolato (vico I Buonasera) a meno di venti metri dalla casa dei nonni Marino che con i miei genitori andavamo a trovare quasi tutte le sere, soprattutto d'estate quando il giovane vicino si sedeva con la sua inseparabile fisarmonica sui gradini della casa di Pasquale Guzzo ai piedi della scala di zia Eugenia Marino, circondato dagli abitanti del popoloso rione caccurese e improvvisava un bellissimo concerto.
    Dei concerti di Biagio ho un curioso ricordo. Una sera, dopo aver eseguito molti pezzi chiese a mio padre di suggerirgli una canzone da eseguire.  Papà era un tipo incline alla battuta e non ci pensò su neanche un secondo. Un anno prima era uscita una canzone di Panzeri e Testoni molto orecchiabile il cui titolo era "La luna nel rio" resa famosa da cantanti come Claudio Villa, Natalino Otto e Nilla Pizzi e, associando il titolo di quel valzer alla famosa storiella della luna rubata dai cerentinesi, gli rispose: "Biagio, sona 'a luna 'ntru scifu" (la luna nel truogolo) facendo prorompere i presenti in una fragorosa risata.  Biagio attaccò il travolgente valzer e gli astanti si misero a ballare.
   Biagio Cimino nacque a Caccuri il 16 luglio del 1924. Il padre, Modesto era emigrato negli Stati Uniti e quando tornò, fra le altre cose, fondò il complesso bandistico "Modesto Cimino".  Consegui la maturità presso il Liceo classico di Santa Severina dove acquisì una solida cultura umanistica. Vinto il concorso nelle Poste, divenne direttore di un ufficio postale di Crotone per poi trasferirsi a quello del suo paese per motivi di salute. Svolse il suo lavoro con grande competenza, disponibilità e cortesia tanto da guadagnarsi un "premio speciale per la gentilezza". Tra le sue passioni la musica e la poesia .
   Il volumetto che contiene le sue liriche si intitola  "Echi del cuore". Dalla lettura delle oltre venti poesie, oltre alla lirica sentita e profonda, si evince una cultura profonda testimoniata dall'uso di verbi come elicere, ascondersi o aggettivi o sostantivi come bennato, scissura, arcipaga.
  
   Prima di chiudere questa breve biografia voglio riportare una delle liriche presenti nel volume che ci dà la misura della poetica di Biagio Cimino.

NON SON QUAL FUI

Non son qual fui. Nell'età primiera
al raggio m'ero assiso della luna.
Or lo respingo: voglio la luce vera
non quella che tra nuvole s'aduna.

Credei che il mondo fermo si tenesse
e che pegli astri il re continuo andasse,
che il circolo quadrato ancor potesse
essere, e che montagna partorisse.

Ma lungi fui dal vero. Ed or che gli occhi
apersi e pur la prova ritentai,
mi prostro del Buon Dio ai ginocchi
e non inarirò lo spirto mai.

   Grazie a Vincenzo per avermi dato l'opportunità di conoscere in modo  più approfondito questo grande personaggio caccurese che custodivo tra i miei ricordi di fanciullo.